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title: "Trump dà la sveglia all’Europa: aumentare le spese per la Nato"
description: "La Nato pronta ad alzare la soglia minima di spese militari al 3,5% del Pil. È l'ultima occasione per una sicurezza europea efficiente"
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date: 2024-12-30
modified: 2024-12-31
author: Umberto Cascone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/trump-da-la-sveglia-alleuropa-aumentare-le-spese-per-la-nato/
categories: [Politica]
tags: [esteri, guerra, Italia, NATO, politica, russia, spese militari]
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# Trump dà la sveglia all’Europa: aumentare le spese per la Nato

![nato-aumento-spese](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/12/nato-aumento-spese-1024x639.jpg)

La Nato pronta ad alzare la soglia minima di spese militari al 3,5% del Pil. È l'ultima occasione, per l'Europa, di costruire un meccanismo di sicurezza efficace

Se Natale è tempo di sogni, allora lasciamo sognare il mondo della Difesa. Un mondo che, a sentire **le sparate di Donald Trump sul possibile innalzamento al 5% del Pil della spesa militare minima per i membri della Nato**, si è certamente crogiolato nell’idea di poter realizzare tutto quello che per anni è rimasto bloccato.

Lungi da noi voler risvegliare le Forze armate e gli Stati maggiori. Però **la realtà ci costringe al realismo. Il 5% è tanto, troppo. Lo sa anche Washington, che si ferma attorno al 3,5% ogni singolo anno.** E difatti, stando ad alcune indiscrezioni, Trump avrebbe ridimensionato le sue richieste scendendo proprio al 3,5% del Pil. Attualmente la soglia stabilita è il 2%, ritenuta ormai insufficiente da tutti i membri dell’Alleanza. Durante il vertice del 18 dicembre scorso **il segretario generale Mark Rutte ha per la prima volta evocato un innalzamento dell’asticella al 3%**, poi rilanciato dal futuro presidente degli Stati Uniti.

Numeri, numeri e ancora numeri. La realtà è purtroppo meno rosea. **Al momento, su 32 Paesi Nato, soltanto 23 hanno raggiunto o superato la soglia minima attuale.** Gli altri 9, fra cui l’Italia, non accennano ad avvicinarvisi. Roma ha addirittura diminuito le spese, passando dall’1,6% del 2024 all’1,5% nel 2025. **Non è un mistero che per molti Stati europei la Difesa sia una voce di bilancio trascurata e condannata a ricevere i fondi minimi indispensabili.** Chi per convenienza politica (leggi: Italia), chi per oggettiva mancanza di necessità (leggi: Lussemburgo), diversi governi vanno avanti come se i vincoli non esistessero.

Eppure tutti, in maniera corale e uniforme, si rendono conto della necessità di spendere di più per potersi difendere. **Sulla teoria andiamo fortissimo, mentre nella pratica siamo ancora insufficienti. Qualche virtuoso c’è **(la [Polonia](https://laragione.eu/esteri/polonia-a-scuola-arrivano-corsi-obbligatori-sullutilizzo-delle-armi/)ha raggiunto il 4% del Pil, motivato dalla vicinanza alla Russia e dalla costante assistenza all’Ucraina)**, ma non basta a trainare l’intero Continente. **Servono riforme strutturali per aiutare i Paesi meno disposti: dal debito comune per finanziare il riarmo alla costituzione di [grandi joint-venture europee](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/italia-e-germania-fianco-a-fianco-nella-difesa/) in grado di creare un mercato interno ed esterno che porti guadagni.

Il 3,5% è tanto. **Consideriamo per un istante la sola Italia. Nel 2025 spenderemo circa 33 miliardi di euro. Se il nuovo possibile vincolo venisse raggiunto, ogni anno avremmo a disposizione quasi 77 miliardi. **Vorrebbe dire avere sufficiente copertura per sanare tutte le [maggiori criticità](https://laragione.eu/wp-content/themes/yootheme/cache/aa/Carmine-Masiello-aa2897b5.webp) che da decenni i vertici militari denunciano: organici insufficienti, stipendi e indennità basse, parco armi e veicoli [da svecchiare](https://laragione.eu/life/tech/il-futuro-dellesercito-parte-dai-droni/), programmi di ammodernamento che procedono a rilento o rimangono fermi, strutture fatiscenti e inadeguate a ospitare materiali e personale. **E tutto questo non sul lungo periodo: basterebbero cinque anni per avviare i programmi. **Poi, com’è logico che sia, avrebbero bisogno di tempo per essere attuati, ma almeno avrebbero la copertura finanziaria e progettuale necessaria.

**La logica, gli accordi e lo scenario internazionale ci spingono verso l’unica soluzione possibile: investire di più. **Troviamo dunque gli strumenti per muoverci in quella direzione. E non facciamoci trattenere da quella brutta tendenza che, in Italia, continua a guidare l’approccio politico alla Difesa: il pacifismo utopistico, quello che sostiene (a torto) che meno armi significa più sicurezza e più pace. Nel caso non lo si fosse notato, da tre anni a questa parte la realtà dimostra l’esatto contrario.
