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title: "Trump, Meloni e il (possibile) riavvicinamento all&#8217;Ue"
description: Donald Trump vorrebbe essere a Roma ai funerali di Papa Francesco. Chissà se ci sarà un nuovo faccia a faccia con Giorgia Meloni
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date: 2025-04-23
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/trump-meloni-e-il-possibile-riavvicinamento-allue/
categories: [Politica]
tags: [esteri, Italia, Meloni, politica, Trump, usa]
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# Trump, Meloni e il (possibile) riavvicinamento all&#8217;Ue

![meloni-trump-ue](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/04/meloni-trump-ue-1024x639.jpg)

Donald Trump lascia intendere di voler essere a Roma ai funerali di Papa Francesco. Chissà se coglierà l’occasione anche per un nuovo faccia a faccia con Giorgia Meloni.

Donald Trump lascia intendere di voler essere a Roma ai funerali di Papa Francesco. **Chissà se coglierà l’occasione anche per un [nuovo](https://laragione.eu/esteri/meloni-a-colloquio-con-trump-alla-casa-bianca-sono-qui-per-fare-un-accordo/)faccia a faccia con Giorgia Meloni. Potrebbe diventare indispensabile **perché ci sono leggi di politica interna e internazionale che sono ferree ed è impossibile aggirare. **Tra le principali quella che, se vuoi essere mediatore, devi ottenere l’appoggio non solo e non tanto dei tuoi amici quanto degli avversari.** O comunque di coloro che sono su fronti opposti al tuo.

È ciò che in questa fase lega il destino di Trump e Meloni. I**l viaggio della presidente del Consiglio a Washington è stato condito da parte della Casa Bianca da apprezzamenti e peana come per nessun altro *leader* europeo. Meloni ha acquisito un capitale personale e politico non indifferente**. Così come Trump per una volta ha dismesso la faccia feroce per assumere una posizione più dialogante con l’Europa. Ma ogni successo ha un suo contraltare. **In realtà entrambi sono come due equilibristi che procedono senza rete su un filo teso su un burrone.** Se arrivano dall’altra parte li attendono sorrisi e giulebbe; se cadono si fanno male, molto.

Il motivo è che, appunto, il loro destino dipende da chi sta sul fronte opposto. **Trump deve ottenere riconoscimenti concreti e corposi da Putin. **Se non ci saranno, i proclami di chi si autoassegna formidabili capacità di trattare subiranno un secondo, tremendo colpo dopo quello inferto da Wall Street che ha costretto il *Commander in Chief* a una repentina marcia indietro sui dazi.

*Idem*, fatte le debite proporzioni, Meloni. Riavvicinare le due sponde dell’Atlantico è senz’altro un obiettivo fondamentale perché una guerra commerciale e un distacco politico non è negli interessi di nessuno. Ma c**erto non bastano una promessa peraltro assai vaga di confronto e una rete, seppur fitta, di telefonate con Ursula von der Leyen per cambiare il verso della situazione. E così come Trump ha bisogno di Putin, altrettanto Meloni ha bisogno della Ue.** La stessa che finora ha, se non snobbato, messo in sordina, arrivando a non votare il piano ReArm o comunque si chiami.

In sostanza **Meloni dovrà convincere Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna che un possibile vertice a Roma e non a Bruxelles può diventare la chiave di volta per riallacciare rapporti di cooperazione e amicizia con gli Usa.** Recuperando anche il ruolo della Nato. Per farlo, la presidente del Consiglio dovrà persuadere i suoi interlocutori che quel tavolo va negli interessi di Parigi, Berlino e Londra. Non solo dei suoi. Dovrà in altri termini riavvicinarsi lei stessa a quella Ue allargata all’Inghilterra nei confronti della quale finora è stata prodiga più di critiche che di riconoscimenti.

Trump, tanto per cambiare, ha annunciato in settimana una svolta sull’Ucraina (e sui negoziati nucleari con Teheran) senza spiegare in che termini – se non con indiscrezioni che parlano di cessione di territori alla Russia e accordi con Zelensky sulle terre rare – e su quali basi solide e durature dovrebbe poggiare. **Meloni per ora non ha in agenda viaggi a Bruxelles o nelle altre capitali europee. In sostanza, a parte i toni enfatici del sottosegretario Delmastro, non c’è altro.** Un po’ pochino per allestire un ponte sull’oceano.

E tuttavia non c’è scampo. **O Trump riesce a trovare la quadra sull’Ucraina oppure i ventilati propositi di ritirarsi dal confronto assumeranno l’amaro sapore di una resa che è pari a una sconfitta. **Risulterà indebolito non solo verso l’Europa ma anche e soprattutto verso la Cina, che è il suo vero *competitor*. Alla stessa stregua, **se Meloni non farà breccia nella diffidenza e nei dubbi **(magari conditi da una vena di invidia in particolare di Macron) **dei *partner* europei, i suoi incontri americani risulteranno poco più che fughe in avanti. **Vero che così si faranno male tutti. Ma le ferite saranno più dolorose saranno per loro due.

Di *Carlo Fusi*
