Ucraina, Meloni a Parigi tiene il punto: “No a truppe italiane ma sostegno a Kiev”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni rientra da Parigi con una vittoria che il governo rivendica come strategica
Ucraina, Meloni a Parigi tiene il punto: “No a truppe italiane ma sostegno a Kiev”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni rientra da Parigi con una vittoria che il governo rivendica come strategica
Ucraina, Meloni a Parigi tiene il punto: “No a truppe italiane ma sostegno a Kiev”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni rientra da Parigi con una vittoria che il governo rivendica come strategica
Giorgia Meloni rientra da Parigi con una vittoria che il governo rivendica come strategica. Nella capitale francese, la premier ha preso parte alla riunione della Coalizione dei Volenterosi, convocata da Emmanuel Macron insieme a Volodymyr Zelensky e agli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Sullo sfondo di un Eliseo imbiancato di neve, è arrivata la convergenza su un principio che Roma sostiene da tempo: quello di una “pace giusta e duratura” in Ucraina.
Dal vertice, definito da Palazzo Chigi “costruttivo e concreto”, emergono diversi punti politici chiave. Anzitutto, la piena sintonia tra gli attori coinvolti – compresi gli Stati Uniti guidati da Donald Trump -sull’idea che le garanzie di sicurezza per Kiev debbano ispirarsi all’articolo 5 della NATO, come proposto dall’Italia. Allo stesso tempo, Meloni ha ribadito con forza l’esclusione di qualsiasi impiego di truppe italiane sul terreno, linea sulla quale non è disposta a cedere.
La logica dei “Volenterosi” resta quella della partecipazione su base volontaria a una futura forza multilaterale incaricata di vigilare sulla pace e garantire l’applicazione delle procedure costituzionali in caso di nuovi attacchi. Tutti i leader concordano su un punto: la necessità di mantenere alta la pressione collettiva sulla Russia. Ma il dossier ucraino non è stato l’unico successo del viaggio parigino. Appena arrivata Meloni ha potuto incassare un’altra buona notizia: Ursula von der Leyen ha annunciato nuovi fondi europei per l’agricoltura.
“La Commissione Europea ha accolto la richiesta italiana di rafforzare la Politica Agricola Comune”, ha dichiarato la premier, sottolineando che dal 2028 saranno disponibili ulteriori 45 miliardi di euro nel quadro finanziario pluriennale. Un annuncio che, insieme alle risorse aggiuntive sbloccate lo scorso novembre, garantirà livelli di finanziamento pari o superiori a quelli attuali, rispondendo così alle aspettative degli agricoltori italiani ed europei.
Una mossa che, oltre al valore simbolico, potrebbe accelerare anche il negoziato sul Mercosur, dossier sul quale Roma e Parigi stanno collaborando in sintonia. E proprio con Macron, Meloni ha firmato una dichiarazione congiunta sulla Groenlandia, affermando che essa “appartiene al suo popolo” e riaffermando la centralità della sicurezza artica per l’Europa e per l’intero spazio transatlantico.
Con accanto Friedrich Merz, Donald Tusk, Pedro Sánchez, Keir Starmer e Mette Frederiksen, la presidente del Consiglio rivendica così il ruolo dell’Italia tra i principali attori europei: una linea di cooperazione e fermezza che punta a rafforzare il profilo internazionale del Paese, ma anche a rispondere indirettamente alle critiche delle opposizioni interne.
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