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title: L’Ue che non c’è
description: L’assenza oggettiva dell’Ue come attore unico in politica estera è una delle armi propagandistiche più utilizzate contro di lei
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date: 2023-10-29
modified: 2023-10-28
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, politica]
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# L’Ue che non c’è

![Ue](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/10/Evidenza-sito-658.jpg)

L’assenza oggettiva dell’Ue come attore unico in politica estera è una delle armi propagandistiche più utilizzate contro di lei

**L’assenza oggettiva dell’Unione europea come attore unico in politica estera è una delle armi propagandistiche più utilizzate e a portata di mano** dei tanti che anche in seno agli stessi 27 Paesi membri non vedono l’ora di sottolinearne mancanze, debolezze e ininfluenze. La guerra scatenata da Hamas contro Israele con gli attacchi del 7 ottobre è per loro un’occasione estremamente ghiotta.

Partiamo da qui: quanto accaduto nelle ultime settimane non può ovviamente essere scisso dal secolare conflitto arabo-israeliano, **rispetto al quale i 27 hanno storicamente posizioni che nella migliore delle ipotesi non sono sempre coincidenti. Eufemismo**. Anche all’interno di ciascun Paese le tensioni sono spesso fortissime e l’Italia ne è un ottimo esempio. **Siamo passati dai decenni della politica sbrigativamente definibile ‘filoaraba’ a un’attenzione decisamente più sviluppata**, dagli anni Duemila in avanti, per quelle che sono le ragioni oggettive dello Stato di Israele. Un merito storico-politico che va riconosciuto ai governi di centrodestra e che ha spinto (o costretto) il centrosinistra quantomeno a un’analisi più sviluppata di un fenomeno di incredibile complessità.

Tornando all’Unione europea, **una realtà del genere è il peggior banco di prova possibile per trovare quello che è il *mantra* di sempre in materia di grandi controversie internazionali: il compromesso**. Questo perché è vero che l’Ue non ha una politica estera condivisa, ma per il semplice motivo che nessuno ha mai pensato la dovesse avere**. È abbastanza surreale accusare l’Unione di una mancanza che semplicemente non può esistere**. Perché nessuno dei 27 Paesi membri – 28 quando c’era ancora la Gran Bretagna, con tutto il suo peso in termini di politica estera – ha mai posto seriamente sul tavolo il tema della cessione di sovranità in materia di difesa e politica estera. **Due realtà che non possono restare scisse, se non ci si vuole nutrire soltanto di illusioni**. Non si fa politica estera senza una deterrenza militare degna di questo nome e tanto nell’uno quanto nell’altro caso i Paesi membri non hanno mai deciso di affrontare l’elefante nella stanza. **Questa, si badi, non è una giustificazione ma una presa d’atto di come sia intellettualmente disonesto usare come arma contro l’Ue ciò che i membri non hanno mai fornito all’Unione stessa.**

Altro è non dire che sarebbe giunta più che mai l’ora, in un mondo squassato da guerre nuove e antiche, di far assurgere l’Ue al ruolo che ha nel suo destino.** L’Unione è per eccellenza la terra dei diritti, dei valori e dei princìpi intangibili. Un presupposto di straordinario valore, che fa della nostra terra un faro nel mondo**. Se depuriamo il dibattito da chi è interessato soltanto alla polemica, milioni di persone si mettono in marcia – letteralmente – verso l’Europa spinti indiscutibilmente da motivazioni economiche, ma anche perché sicuri di poter trovare condizioni di vita e di rispetto dell’individuo sconosciuti nei Paesi d’origine e in tante di quelle Nazioni che troppi stolti hanno ammirato acriticamente anche in casa nostra.

**Per far pesare tutto questo bisogna poter fare politica estera e per fare politica estera, come si diceva, bisogna avere una politica di difesa**. Tutto il resto è dibattito buono per chi ha interesse soltanto alla caciara per la caciara, per chi legittimamente non crede nel progetto di un’Europa forte e unita e anche per chi è direttamente a libro paga dei nemici dell’Unione.

**Se crediamo di poter recitare un ruolo con l’Alto commissario per la politica estera** (una carica puramente onorifica e senza alcuna base politica) o con le eterne gelosie fra il presidente della Commissione europea, il presidente del Consiglio europeo e l’Alto rappresentante stesso, **possiamo anche evitare di sprecar tempo**. Il problema non sono le persone che ricoprono queste cariche, ma l’architettura stessa che le ha generate. L’unico salto di qualità possibile, per mettere l’Unione europea al centro del mondo – dove merita di stare – è affrontare la *governance* della stessa. **Ma per farlo urgono statisti.**

di *Fulvio Giuliani *
