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title: Le domande immaginarie di un marziano a Roma
description: Cosa potrebbe mai uscir fuori da una conversazione tra un marziano e dei commensali romani che tentano di spiegargli la politica italiana?
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date: 2022-06-02
author: Andrea Pamparana
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/un-marziano-a-roma/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, politica]
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# Le domande immaginarie di un marziano a Roma

![Un marziano a Roma](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/06/Evidenza-sito-1.jpg)

**Cosa potrebbe mai uscir fuori da una conversazione tra un marziano e dei commensali romani che tentano di spiegargli la politica italiana? Un risultato immaginifico, ma neanche troppo.**

**Sono un marziano catapultato a Roma**. Da lassù sembrate meravigliosi, mi è stato quindi chiesto di venire qui per cercare di capirvi. Lo ammetto: impresa non facile. Ieri sera mi recai in una trattoria. Dal mio tavolo potevo ascoltare la seguente conversazione. **Commensale Uno: «Tu per chi voti?»**.

**Commensale Due: «Beh, o la Meloni o il Pd»**. Notate bene: da quel che ho appreso in questi giorni romani sono due cose assai diverse. Una è *leader* di un partito, l’altro è un partito senza un *leader*. Non facile da riportare lassù donde provengo.

Commensale Due: «Scusa, io non volevo violare la tua *privacy*, chiedevo soprattutto cosa votassi sui **referendum della giustizia**». Divertente il concetto di *privacy* che avete qui. Tutti ne parlano, nessuno la pratica. Molto terrestre, soprattutto italiano, decisamente romano.

Commensale Tre: «Ah guardate, io manco ci vado a votare. Sono innocente, una sola multa (subito pagata), verso l’Iva, tratto bene mia moglie… anche troppo! Nei tribunali devono andarci i lestofanti, e ce ne sono in giro!».

Commensale Uno: «**Ecco, qui ti sbagli e di grosso**. Tu lavori nell’edilizia. Metti che domani firmi un contratto con un’azienda in odore di mafia. Parla un pentito e fa il tuo nome. Sarai un candido cittadino ma saresti fottuto per alcuni anni. No, devi votare!».

Commensale Due: «Ha ragione. **La maggioranza pensa che non avrà mai a che fare con la giustizia e quindi non si pone il problema.** Errore grave che potrebbe avere conseguenze letali per la tua vita, il tuo lavoro e la tua famiglia».

Commensale Uno: «Ma questa storia che per i magistrati la riforma metterebbe a rischio la loro indipendenza e l’ordine democratico?».

Commensale Due: «Metterà a rischio la loro volontà di comandare, di non subire le conseguenze dei loro errori, di mettere mano dopo trent’anni alla separazione… No, scusa, magari fosse quella delle carriere. La **riforma Cartabia parla di separazione delle funzioni**… Insomma, un po’ come dare una mano di bianco su una parete ammuffita».

Commensale Tre: «Ha ragione Sabino Cassese. **La macchina della giustizia è così complessa** e le disfunzioni così tante che stabilire imputazioni e attribuire colpe è molto difficile. Vi è un insieme di concause che producono l’attuale situazione, a partire dalla antiquata distribuzione dei tribunali sul territorio fino alla irrazionale assegnazione dei magistrati ai tribunali, passando per la quasi completa assenza di attenzione per gli aspetti che riguardano i tempi e gli impatti delle decisioni sulla domanda di giustizia».

Confesso che capisco poco del vostro sistema. **Cassese** so che è un giurista di valore, **ha scritto un libro il cui titolo a noi marziani mette i brividi: “Il governo dei giudici”**. Politici, magistrati, avvocati, giornalisti al seguito della notorietà del pubblico ministero di turno.

Ma il governo non dovrebbe essere espressione della volontà del popolo? **Gente strana questi italiani**.

 

*di Andrea Pamparana*
