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title: Uniti nella disunità
description: Che Berlusconi non abbia grande considerazione dei suoi compagni di cordata, Salvini e Meloni, è difficilmente contestabile.
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date: 2021-11-12
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/uniti-nella-disunita/
categories: [Evidenza, Politica]
tags: [Italia]
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# Uniti nella disunità

![Uniti nella disunità](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Berlusconi.png)

Il centrodestra assomiglia sempre di più a “L’Orlando innamorato”, colui «che del colpo non accorto andava combattendo ed era morto». L’assassino però non è nessuno dei tre: è SuperMario Draghi.

Che **il Cavaliere**, certamente invecchiato ma altrettanto certamente ancora lucido per lo meno su quel che lo interessa, non abbia grande considerazione dei suoi compagni di cordata **Salvini** e **Meloni** è difficilmente contestabile: sbobinati ‘rubati’ o meno. Soprattutto gli sembra inverosimile e inaccettabile che **Lega** e **FdI** civettino con le **frange populiste e sovraniste dell’Est** per smantellare l’edificio dell’**Unione europea**. E questo non solo perché **Forza Italia** ci ha messo del bello e del buono per essere accolta nel **Ppe**, ma più di tutto perché la cultura imprenditoriale di cui è impregnato e da cui discende il suo, chiamiamolo così, apporto in politica mai e poi mai potrebbe coniugarsi con l’opzione ideologica delle ‘**piccole Patrie**’.

Detto questo, c’è però un elemento che impedisce a **Silvio Berlusconi** di dichiarare il ‘**liberi tutti**’ nel suo schieramento. Intanto perché **il centrodestra l’ha fondato** ed essere proprio lui a intonarne il De profundis è complicato. E poi perché, finché resiste un meccanismo elettorale che contiene una quota di maggioritario tale da far vincere le coalizioni, sarebbe un suicidio presentarsi da soli.** La presidential race nostrana**, ossia la **maratona verso il Colle**, spande i suoi effluvi nebbiosi e avvolge di sé il dibattito politico, anche quello che formalmente riguarda temi assai lontani dalla scelta dei candidati. Finché quella partita non verrà chiusa **l’ex presidente del Consiglio** giocherà le sue carte, che non saranno di bandiera ma sono comunque destinate a pesare. Dopo, si vedrà.

Berlusconi potrebbe essere tentato dalla **formula Ursula** – quella che ha consentito di eleggere la **von der Leyen alla presidenza della Commissione** e che prevede **l’intesa tra pezzi conservatori, il Pse e l’M5S** – con entusiasmo se dovesse essere il treno che lo porta sul **Colle**. Se invece così non è (e non sarà), potrebbe provare la strambata in cambio della **modifica della legge elettorale in senso proporzionale**, cosa che gli consentirebbe **in Parlamento, a urne chiuse**, di imbastire trattative per un governo dove sarebbe comunque azionista di peso. Se così non sarà continuerà a svolgere il ruolo non di padre padrone (perché non potrebbe) ma neppure di padre nobile (perché non gli interessa) di uno schieramento potenzialmente maggioritario e perciò vincente: **rimarrà il playmaker**.

Resta che il centrodestra, come ancora si autodefinisce e come lo appellano i giornalisti, sempre più assomiglia a “**L’Orlando innamorato**” nel rifacimento di **Matteo Maria Boiardo** sul testo del poeta toscano **Francesco Berni**, e cioè di colui «che del colpo non accorto andava combattendo ed era morto». Il paradosso è che l’assassino non è nessuno dei tre: è **SuperMario Draghi**.

 

di *Carlo Fusi*
