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description: &quot;L&#039;Università italiana è ancora strozzata da due problemi: la sua scarsa attrattività e la sua difficoltà nel formare la classe dirigente&quot;
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date: 2022-08-25
author: Gianni Canova
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, università]
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# Università e politica in Italia: una liaison ancora lontana

![Università e politica in Italia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/08/Evidenza-sito-17.jpg)

L&#039;Università italiana è ancora strozzata da due macro problemi: la sua scarsa attrattività e la sua difficoltà nel formare la nuova classe dirigente. Ma la politica italiana non sembra interessata a risolverli.

C’è chi promette una massiccia immissione in ruolo di docenti precari, chi un robusto rafforzamento dell’alta formazione tecnico-scientifica e chi cospicui investimenti per la realizzazione di residenze universitarie. Con l’avvicinarsi delle elezioni non c’è forza politica che non dica la sua anche su **un terreno nevralgico e strategico come quello dell’università**.

Ma l’impressione è che ancora una volta si ragioni sulla base di facili slogan, ripetuti senza neanche troppa convinzione di elezione in elezione, senza riuscire a formulare proposte concrete per affrontare i **due principali problemi che strozzano oggi l’università italiana: la sua scarsa attrattività per coloro che ci lavorano e la sua sempre più marcata difficoltà nel formare una nuova classe dirigente**, selezionata in base al merito e capace di affrontare in maniera seria, responsabile e  - perché no - anche visionaria la complessità dei problemi che abbiamo di fronte.

Cominciamo con il gap di attrattività, e con alcuni dati oggettivi ricavabili da una ricerca diffusa nei giorni scorsi dalla CRUI (la Conferenza dei rettori delle Università italiane). Negli ultimi dieci anni **i docenti under 40 in Italia sono diminuiti del 33%**. Un ricercatore senior da noi guadagna mediamente l’86% meno di un suo collega bavarese, il 74% meno di un inglese e il 49% meno di un ricercatore francese. Nelle nostre università c’è in media **un docente ogni 33 studenti**, a fronte di un docente ogni 20 studenti in Francia e uno ogni 12 nel Regno Unito e in Germania. **L’Italia è una grande esportatrice di ricercatori e di talenti** (come l’India, per avere un termine di paragone), ma fa fatica ad attrarre giovani studiosi stranieri interessati a fare ricerca nelle università italiane.

Ma anche con gli italiani non va meglio. Si ha notizia di concorsi banditi e andati deserti (non si presenta nessuno…) e di giovani talenti che rifiutano di concorrere per un dottorato di ricerca per il semplice motivo che in una città come Milano, ad esempio, **la borsa di dottorato è poco più del costo mensile per l’affitto di un bilocale** in una zona neanche troppo centrale. Solo una questione di soldi? Affatto.

La **scarsità di investimenti sull’Università e sulla ricerca** è il sintomo più evidente del peso assolutamente marginale e trascurabile che tutte le forze politiche che negli ultimi decenni hanno governato il paese hanno attribuito e attribuiscono alla formazione delle giovani generazioni.  È una questione di visione. **Da noi il merito non viene riconosciuto**, le carriere sono irretite in pastoie burocratiche sempre più soffocanti e i processi di valutazione della qualità sono attuati sotto il segno di un rigido formalismo, più attento al rispetto delle procedure e dei protocolli ministeriali che ai risultati concreti della ricerca.

Per non parlare della ormai **cronica sottovalutazione della didattica**: oggi per accedere ai ruoli della docenza conta soprattutto aver pubblicato qualche articolo sulle riviste (cosiddette) di Fascia A, che sono una grande **palestra di conformismo accademico e di omaggio alle *auctoritates* dominanti**. Se poi in aula sei un disastro e non sai come trasmetterlo, il sapere, poco importa. Sessant’anni fa Pasolini faceva dire al personaggio di un suo film che «siamo il popolo più analfabeta e la borghesia più ignorante d’Europa». Ora è perfino peggio di allora.

E le responsabilità del degrado - nonostante le reiterate promesse elettorali - sono sotto gli occhi di tutti.

 

*di Gianni Canova* – Rettore Università IULM
