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title: Urge pensare alla Riforma Giustizia
description: "Il 12 giugno gli italiani saranno chiamati a tornare alle urne per votare il referendum sulla Giustizia. L'Italia necessita di riforme."
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date: 2022-05-05
author: Andrea Pamparana
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/urge-pensare-alla-riforma-giustizia/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, giustizia, Italia, politica]
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# Urge pensare alla Riforma Giustizia

![Urge pensare alla Riforma Giustizia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/05/Evidenza-sito-31-4.png)

Il 12 giugno gli italiani saranno chiamati a tornare alle urne per votare il referendum sulla Giustizia. L'Italia necessita di riforme, lo ribadì Craxi già nel '92 e Pannella dopo di lui.

Mi pongo una domanda, da cittadino di questa nostra Repubblica. Sì, ammettiamolo, abbiamo non pochi difetti. **Non siamo esemplari dal punto di vista morale, dell’etica comune, dei comportamenti civili. C’è corruzione, criminalità, ma questo è un male molto diffuso anche in tante altre parti del mondo.**

Per stare alla stretta attualità, l’Unione Sovietica faceva pena. Entrai nel 1989 nei cantieri di Danzica per intervistare il *leader* di Solidarnosc, Lech Walesa, e mi fu consigliato di portare un *cadeau *alla guardia all’ingresso. Pensai a dollari, in realtà bastò una bottiglia di pessima vodka da mezzo litro. Poi sono arrivati Eltsin, le mafie che hanno fatto i soldi con le miniere, le aziende nazionalizzate, il prezioso e unico ferrovanadio. Anna Politovskaja ci ha raccontato tutto nel suo saggio-denuncia “La Russia di Putin”. L’hanno assassinata. Come da noi, del resto, Falcone, Borsellino, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Mattarella: l’elenco è lungo e fa male. **Ma siamo comunque una democrazia, un Paese in cui un professore, presunto tale, incassa fior di soldi per dire scempiaggini e noi lo stiamo a sentire.**

Abbiamo necessità di riforme. **Nel 1980, a Milano in Piazza Castello, il *****leader *****del Psi Bettino Craxi predicava l’ineludibile urgenza di una Grande riforma. Lo ribadì nel luglio 1992, l’inizio della fine. Non fu ascoltato.** C’era un uomo folle, utopistico, geniale: Marco Pannella. Dopo l’oscenità del caso Tortora (innocente, pulito, onesto, coraggioso, ucciso anzitempo dal cancro della giustizia) decide di andare di referendum.

**Novembre 1987**: abolizione della commissione inquirente e soprattutto delle norme che limitavano ai soli casi di dolo la responsabilità civile dei magistrati (ipotesi peraltro mai verificatasi). Affluenza del 65,1%, vincono i Sì con l’80,2% ma non se ne fa nulla: al Parlamento, per disinnescare la bomba, è sufficiente approvare una legge che di fatto renderà impossibile rivalersi direttamente sul magistrato in caso di colpa grave. **Giugno 1997**: referendum sulla separazione della carriera di pubblico ministero da quella di giudice. Vincono i Sì (83,6%) ma il *quorum* non viene raggiunto, dopo una campagna furibonda da parte delle toghe e dei loro tremebondi *sponsor* politici. **Maggio 2000**: referendum sull’abrogazione del sistema elettorale (proporzionale, a liste concorrenti) per i membri togati del Csm, quello che di fatto crea i partiti interni alla magistratura. Vincono i Sì (70,6%) ma il *quorum* non viene raggiunto.

I Tribunali e le Corti d’Assise pronunciano l’orazione sacra prima del verdetto: «In nome del popolo italiano». **Il 12 giugno 2022 torneremo alle urne anche per dire la nostra sulle carriere dei magistrati. Sono pessimista: perché da noi, vedete, le riforme della giustizia non sono concepite per il popolo italiano ma per i ****giustizieri.**

di *Andrea Pamparana*
