---
title: "Il fallimento del vaccino cinese e dell&#8217;autarchia"
description: "Le dichiarazioni ufficiose parlano di una corsa sfrenata all'accaparramento di Pfizer in Cina. Un fallimento che va oltre il vaccino cinese"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/01/Evidenza-sito-42.jpg
date: 2023-01-05
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/vaccino-cinese-fallimento-cercano-quello-pfizer/
categories: [Politica]
tags: [Cina, covid19, democrazia, Evidenza, occidente, vaccini]
---

# Il fallimento del vaccino cinese e dell&#8217;autarchia

![vaccino cinese](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/01/Evidenza-sito-42.jpg)

Nonostante le smentite di orgoglio da parte di Pechino, le dichiarazioni ufficiose parlano di una corsa sfrenata all'accaparramento dell'occidentalissimo vaccino Pfizer. Un fallimento per il vaccino cinese e per l'autarchia

Pechino ha rifiutato l’offerta dell’Unione europea di abbondanti forniture di vaccini occidentali. Un No ufficiale, più rabbioso che orgoglioso, clamorosamente smentito dalle cronache rigorosamente ufficiose che narrano di **vere e proprie corse all’accaparramento dell’occidentalissimo vaccino Pfizer a migliaia di dollari alla dose**. Per chi può permetterselo, ovvio, fra uomini di partito e ricchi imprenditori. Un clamoroso fallimento del vaccino cinese (dove sono oggi i tifosi italiani di un anno e mezzo fa?) e di sistema, che segue l’altrettanto spettacolare dietrofront del leader supremo Xi Jinping, passato in un amen dalla disastrosa politica “zero Covid” a un “liberi tutti” se possibile persino peggiore.

Singolare e istruttiva mossa, quella del dittatore cinese, che pur di non esasperare oltre misura l’opinione pubblica (sì, esiste un’opinione pubblica anche in dittatura) ha sconfessato sé stesso e mesi di narrazione. La Cina che risponde picche all’Ue sui vaccini è la fotografia del **dragone che continua la sua cocciuta sfida all’Occidente, convinto di poter forzare le democrazie a inseguirlo perennemente sulla propria strada**. Solo che non sta andando affatto in questo modo, almeno dallo scoppio della pandemia a oggi.

Proprio le caratteristiche che i tanti tifosi anche di casa nostra delle “democrature” sostenevano essere i punti di forza dei regimi – la velocità decisionale, la possibilità di ignorare l’equilibrio fra i poteri, la supremazia degli interessi economici sui diritti civili (bella roba, vero?) – hanno azzoppato il colosso cinese. Ancora una volta, come se non bastassero le clamorose lezioni imposte dalla storia, **le tanto vituperate democrazie liberali si sono mostrate molto più efficienti di dittature in perenne sindrome d’assedio.**

Anche le accuse rivolte all’Occidente, dopo la persino banale decisione di imporre dei tamponi ai passeggeri provenienti dalla Cina, appaiono solo una dimostrazione di debolezza e sono destinate a cadere nel vuoto dello scontato e sacrosanto interesse nazionale di Paesi che hanno molto sofferto a causa della pandemia e non hanno alcuna intenzione di buttare alle ortiche e sull’altare degli interessi cinesi gli straordinari risultati delle campagne vaccinali.

È del tutto chiaro, al contempo, che **nessuno a Washington o a Bruxelles abbia intenzione di provocare Pechino o inasprire i rapporti** – tantomeno con il risultato di avvicinare ulteriormente Xi alla Russia di Vladimir Putin – ma questo **non può più significare mostrarsi arrendevoli su nessuno dei dossier aperti fra Occidente e Cina**. Dalla cruciale sfida su Taiwan alle odierne tensioni sul Covid, fino alla sfida sull’ambiente, le recenti e dolorosissime esperienze dovrebbero aver definitivamente spianato l’idea che con dittatori e autocrati abbia un qualsiasi valore la politica dell’appeasement.

Sul *climate change*, per esempio, Cina e India hanno indiscutibili ragioni nel ricordare la lunghissima stagione in cui l’Occidente si è arricchito ignorando bellamente il tema ambientale. Potremmo risalire sino alla rivoluzione industriale, se la cosa può far felice Xi Jinping, **ma la sostanza non cambia: bisogna agire e farlo ora, prima di essere travolti da fenomeni estremi** che stiamo subendo in tutti i Continenti e solo pochi giorni fa hanno sommerso gli Stati Uniti sotto 6 metri di neve mentre da noi si facevano i bagni a Capodanno.

Non sarà facile e non sarà veloce, ma bisogna aiutare i cinesi – anche con la necessaria fermezza, quando necessario –** a capire che il modello vincente è il nostro. Storia e dati di fatto alla mano**. Quanto a collaborare, a noi conviene senza dubbio e tutto possiamo augurarci tranne un collasso della “fabbrica del mondo” a causa delle folli scelte sul Covid. A loro, ancor di più, perché da soli non funzionano mica troppo bene.

Di *Fulvio Giuliani*
