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title: Vannacci, il polverone inutile e le orecchie pronte
description: "Il tentativo imbarazzante dell’esponente leghista per ottenere il suo vero scopo politico: occupare lo spazio a destra di Meloni"
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date: 2025-11-11
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/vannacci-il-polverone-inutile-e-le-orecchie-pronte/
categories: [Politica]
tags: [Italia, politica]
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# Vannacci, il polverone inutile e le orecchie pronte

![Orecchie](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/11/Orecchie-1024x639.jpg)

Il tentativo imbarazzante dell’esponente (forse) leghista di alzare il polverone più fitto possibile per far parlare di sé, attirare l’attenzione e ottenere il suo vero scopo politico: occupare lo spazio a destra di Meloni

Quando domenica sera i social hanno cominciato a vomitare reazioni alle provocazioni volute e cercate dal generalissimo Vannacci, la mia prima reazione è stata quella di ignorare.

Perché è troppo smaccato, scoperto e per tanti aspetti imbarazzante il tentativo dell’esponente (forse) leghista di alzare il polverone più fitto possibile per far parlare di sé, attirare l’attenzione e ottenere il suo vero scopo politico: **occupare lo spazio che gioco forza si sta creando sempre più a destra della presidente del Consiglio Giorgia Meloni**. Quello stesso spazio, per inciso, a cui punta il suo teorico leader di partito Matteo Salvini.

I social impazziscono, perché lui **si mette a straparlare di Mussolini e in particolare di leggi razziali**.
Per occupare quell’area politica di cui sopra, è fondamentale ai suoi occhi tentare di riscrivere la Storia. Per quanto possibile e con notevole sprezzo del pericolo - che peraltro si addice alla retorica del personaggio - anche passando dagli argomenti più delicati e tutt’altro che controversi. A** cominciare dalla data fatale del 1938 e dalla vergogna storica delle leggi razziali**.

In questo caso, infatti, **non c’è niente di controverso, non c’è proprio nulla che debba essere scoperto o riscritto**. Perché se è vero che la storia la scrivono i vincitori e che ciò in Italia non ha impedito a schiere di nostalgici e revisionisti di tentare improbabili contropiede,** ci sono delle realtà oggettive che bisogna stare molto attenti anche solo a sfiorare, pena una confusione terribile e pericolosa**.

Quando Roberto Vannacci sostiene che le leggi razziali del 1938 furono controfirmate dal re Vittorio Emanuele III (attraverso regi decreti legge e regi decreti, ndr), **da un lato fa un po’ di banale cronaca del tempo, dall’altro soprattutto tenta di rivestire di una validità giuridica un obbrobrio storico e morale, la cui “spartizione” fra le preponderanti responsabilità di Mussolini e quelle non meno gravi del re non sposta di un millimetro nella realtà storica una vergogna clamorosa e inemendabile**.

È inutile perdere altro tempo su questo, molto più utile capire perché Vannacci dica e scriva certe cose: **perché sa di trovare eserciti **- è il caso di dire… - **di orecchie sensibili a certi sconclusionati richiami**. Le orecchie social, le orecchie del passaparola distratto e insopportabilmente leggero favorito dagli algoritmi. Le orecchie che in troppi casi trovano solo il vuoto fra loro a separarle.

Un vuoto che fa paura o almeno dovrebbe farla, se ancora conservassimo la capacità e la voglia di capire che tradendo la nostra storia, ignorandola con malcelata soddisfazione, distorcendola per qualche banale, insignificante obiettivo transitorio di terz’ordine, rischiamo di brutto.
**Questo è spaventoso, non Vannacci. Questo rischia di restare, molto più di lui**.
