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title: "Il vertice europeo sull&#8217;immigrazione non diventi una vittoria di Pirro"
description: La decisione europea di tenere un vertice straordinario sulle migrazioni sarà una conquista del governo Meloni solo a determinate condizioni
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date: 2022-12-18
author: Jean Valjean
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/vertice-europeo-immigrazione-non-diventi-una-vittoria-di-pirro/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, giorgiameloni, governo, immigrazione, Meloni, UE]
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# Il vertice europeo sull&#8217;immigrazione non diventi una vittoria di Pirro

![vertice ue immigrazione](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/12/Evidenza-sito-76.jpg)

La decisione europea di tenere un vertice straordinario sul tema delle migrazioni è una conquista del governo Meloni. Se non la si vuole far diventare una vittoria di Pirro, bisogna seguire tre canali ben precisi

L’Italia ce l’ha fatta. Il 9 e 10 febbraio, come richiesto dal governo Meloni,** si terrà a Bruxelles un vertice straordinario Ue sul tema delle migrazioni verso l’Europa**. Ad annunciarlo è stato Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, dicendo che la questione delle migrazioni come tema centrale europeo «è stata tirata fuori da diversi *leader*» e che il vertice servirà ad affrontarla «in modo approfondito». Il presidente francese Emmanuel Macron ha confermato la data, segno evidente che Parigi non si è opposta nonostante le tensioni recenti con l’Italia sugli sbarchi e sull’accoglienza.

La decisione europea di tenere un vertice straordinario è una vittoria italiana considerata l’insistenza con cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni l’ha chiesta.** Adesso perché questo appuntamento non si trasformi in una vittoria di Pirro** o peggio ancora nel rinculo di un nulla di fatto, è opportuno che il governo italiano lo prepari a dovere. Con idee chiare su cosa ottenere e con quali alleanze riuscirci. Quest’ultimo aspetto non è un dettaglio. Tra chi si lamenta infatti della gestione dei migranti in Ue vi è anche il *premier* olandese Mark Rutte, arrabbiato per l’aumento dei flussi secondari verso l’Olanda. Appare quindi evidente che per l’Italia un cambiamento delle politiche europee sull’immigrazione **non possa passare da un asse con i Paesi del Nord o con quelli dell’Est Europa**, che hanno a cuore soprattutto la riduzione dei flussi secondari, ma debba necessariamente convergere verso un’intesa con i Paesi mediterranei (Francia e Spagna in testa) e con la Germania, che nel via libera al vertice straordinario del febbraio prossimo ha svolto un importante ruolo di mediazione politica.

Questo significa tre cose. Primo:** riallacciare i rapporti con la Francia** e lasciarsi dietro le spalle gli screzi di questi mesi. Secondo: oltre ai Paesi mediterranei come Cipro, Malta e Grecia (con cui l’Italia ha fatto asse per spingere a un vertice straordinario Ue) la linea comune sui cambiamenti alle politiche migratorie deve coinvolgere Francia e Spagna, altrimenti sarà perdente. Terzo: dare ordine alle questioni da affrontare (gli sbarchi, l’accoglienza e infine i flussi secondari). Se da qui a febbraio il governo Meloni saprà costruire una **politica comune con Francia, Germania, Spagna e con il resto dei Paesi mediterranei**, per arrivare a una proposta su cosa cambiare delle attuali politiche Ue sull’immigrazione, le *chance* d’una vittoria politica sull’argomento saranno consistenti. Una mano all’Italia sugli sbarchi infatti non potrà certo arrivare dall’olandese Rutte o dall’ungherese Orbán. E prenderne atto significa essere realisti.

Di *Jean Valjean*
