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title: Veti incrociati strumenti dello stallo
description: &quot;Maggioranza od opposizione non c’è scampo: siamo il Paese dei veti incrociati. Ma i veti funzionano all&#039;Onu, assai meno a Montecitorio&quot;
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date: 2024-08-29
author: Carlo Fusi
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categories: [Politica]
tags: [Italia, politica]
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# Veti incrociati strumenti dello stallo

![Veti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/08/Evidenza-sito-1531-1024x639.jpg)

Maggioranza od opposizione non c’è scampo: siamo il Paese dei veti incrociati. Ma i veti funzionano all&#039;Onu, assai meno a Montecitorio

**Maggioranza od opposizione non c’è scampo: siamo il Paese dei veti incrociati**. Ogni partito, ogni brandello di forza politica, ogni vera o presunta corrente interna **si ritiene legittimata a porre condizioni e nei casi più eclatanti a dire «O così o niente»**. Se lo scontro avviene nella coalizione di governo la minaccia-spauracchio è che questo o quell’argomento non si toccano, **pena la caduta dell’esecutivo. Cosa che poi puntualmente non avviene mai perché segare il ramo su cui si è seduti è operazione autolesionista.** Il che non vuol dire che non ci siano state eccezioni: **basta ricordare il *Non Possumus* di Fausto Bertinotti nei riguardi del primo governo Prodi o, peggio, quello del trotzkista Franco Turigliatto nell’esecutivo dell’Unione **sempre guidato dal Professore. In entrambi i casi il governo cadde e rovinarono anche i tardivi seguaci di Brenno.

**Adesso le armi si sono affinate nella paradossalità di essere divenute più primitive**, barbariche. E tuttavia sempre più farlocche. **Perché i veti possono funzionare all’Onu **da parte delle superpotenze vere o presunte; **assai meno a Montecitorio **dove troppi lillipuziani pensano di essere giganti.

Torniamo a noi. **Dunque accade che la Lega brandisca il veto dicendo che le pensioni non si toccano e l’autonomia differenziata (**che peraltro, va ricordato, è già legge dello Stato) ancor meno. **Che Tajani sullo *ius scholae* cada preda della medesima sindrome **salvo poi derubricarla da solo, visti anche i distinguo – che altra ma più subdola forma di veto sono – in seno al partito. **E che infine nel catino di Fratelli d’Italia si agitino veti subliminali sul fisco, sulla giustizia, sulla Rai**: meglio ancora se ammantati nel suadente usbergo del complotto.

**Non diversamente avviene nell’opposizione. **Matteo Renzi proclama che i veti sugli alleati del Campo largo **devono cadere**, senza tuttavia chiarire come si possano superare **le abissali incongruenze su politica estera, misure economiche, referendum sul Jobs Act.** Giuseppe Conte non vuole subire veti dal Garante nonché Illuminato (ma lo è ancora?) Beppe Grillo, **ma ne pone uno fortissimo sulla presenza del capo di Italia Viva**. Con risvolti di tipo grottesco che peraltro non riguardano soltanto lui ma anche il Pd. **Tipo la Liguria, dove non solo è stata fatta una manifestazione contro un presidente di Regione ai domiciliari (roba che fa rabbrividire) ma – una volta giunte le sue dimissioni – non si sa chi candidare esattamente in virtù di veti reciproci.** E poi ci si lamenta che gli elettori disertano le urne. Ce ne sarebbe, eccome, anche per il Pd, che formalmente rifiuta i veti dei Cinque Stelle ma poi fa buon viso a cattivo gioco. ‘Giuseppi’ che non sceglie fra Trump e Harris è distillato di purissimo trasformismo. Ma se poi sciaguratamente l’ex presidente a novembre dovesse prevalere cosa fa Schlein, s’inchina al cerchiobottismo di Conte visto che a quel punto con gli Usa bisognerà comunque restare alleati? Non sarebbe meglio chiarirsi prima?

**Il punto di fondo è evidente.** **Il veto è lo strumento più utile a non governare, il disco rosso da inalberare per salvaguardare posizioni di retroguardia**, lo specchietto retrovisore da cui rimirare il passato e mai il futuro. **Quello di cui l’Italia ha bisogno è esattamente il contrario**: un progetto di Paese lungimirante e di respiro, che mandi in soffitta i veti e ari il terreno per le riforme che urgono da decenni – dalle pensioni al fisco, dalla giustizia alla revisione costituzionale – e che non si riescono mai a fare sempre a causa del rigetto di *partner* di governo, indifferentemente di centrodestra come di centrosinistra, di questa o quella misura in nome di una speculativa identità di partito da salvaguardare.

Adesso bisogna varare una manovra economica di non facile impatto: il terreno migliore per porre veti destinati a infrangersi come onde sugli scogli. **Come si possa guidare così un Paese è un mistero.**

di* Carlo Fusi*
