---
title: "Visco e le &#8220;considerazioni finali&#8221;"
description: Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, ieri ha svolto per l’ultima volta le sue “considerazioni finali”
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/06/Evidenza-sito-378.jpg
date: 2023-06-01
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/visco-e-le-considerazioni-finali/
categories: [Politica]
tags: [economia, Evidenza, politica]
---

# Visco e le &#8220;considerazioni finali&#8221;

![visco](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/06/Evidenza-sito-378.jpg)

Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, ieri ha svolto per l’ultima volta le sue “considerazioni finali”

Il finale è un continuare e, per continuare, **è necessaria una visione politica che superi la contingenza**. Non è paradossale, ma consequenziale, che la si trovi nelle parole di Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, che ieri ha svolto per l’ultima volta le sue **“considerazioni finali”.**

**Il testo andrebbe letto e riletto per intero**. Non ci sono novità, ma è il percorso logico a pesare. **L’Unione europea e l’unione monetaria sono state sospinte alla maggiore integrazione da un susseguirsi di crisi**, a partire da quella dei debiti sovrani. Tanto era maggiore il pericolo tanto più lestamente s’è provveduto a difendersene assieme. **Si sono così utilizzati strumenti finanziari nuovi**, che hanno consentito di fare prestiti ai Paesi che ne avevano bisogno – come sul fronte della disoccupazione – **e di finanziare la transizione energetica e gli investimenti**. Non di meno questi nuovi strumenti hanno una dimensione corposa e una durata eterea, laddove sarebbe bene stabilizzarli. **Quindi avere stabilmente più integrazione europea**. Resta da completare l’unione bancaria, sul cui tracciato si trova il Mes (Meccanismo europeo di stabilità), che potrà svolgere una funzione importante, disponendo delle risorse necessarie. Tradotto: ratificate in fretta la riforma, che si sta facendo una figura imbarazzante.

**Ridurre il peso del debito pubblico sul prodotto interno lordo non è una cosa che ci “chiede l’Europa”**,** ma quanto ci impone la nostra stessa Costituzione** – oltre che il buon senso – visto che un debito elevato comporta la consistente spesa annuale di soldi, per pagare gli interessi, che potrebbero essere utilizzati diversamente. Possiamo riuscirci continuando a crescere, utilizzando i fondi messi a disposizione dal programma europeo **Next Generation Eu e la cui spesa è prevista dal Pnrr**. Ma non c’è tempo da perdere e non si può sprecarlo discutendo di cambiamenti imprecisati.

**Visco è partito e ha concluso ricordando l’aggressione della Russia all’Ucraina, con le sue conseguenze**; non ha mancato di ricordare la crisi demografica, lapidariamente affermando che per i prossimi decenni** «i giochi sono fatti»** (il che impone di tenerne conto quando si parla di pensioni, non per un futuro imprecisato ma per il presente in cui, invece, ancora si discetta di anticipi e agevolazioni);** ha richiamato il doloroso fatto che i giovani andrebbero valorizzati**, ma da noi sono meno istruiti che in altri Paesi europei; ed è così giunto al passaggio politico decisivo, **che scommettiamo sarà ignorato:** «**Serviranno tempi relativamente lunghi, tali da coinvolgere più legislature; gli obiettivi vanno perseguiti con costanza e lungimiranza e con il consenso diffuso dei cittadini**».

Ed è questo il nocciolo: **oggi cresciamo più di altri Paesi europei**, come Francia e Germania, ma la nostra produttività ha arrancato per decenni,** creando uno svantaggio**, nel mentre il debito cresceva, impiombandoci le ali; **si può e si deve rimediare, ma servono una visione pluriennale e la coerenza di mantenere la rotta**. Partiti che fossero effettivamente e pienamente politici avrebbero sì il diritto e la funzione di organizzare e raccogliere il consenso per le proprie liste e per i propri candidati, **ma dovrebbero escludere di farlo in contrasto con la necessità di formulare idee e proposte coerenti con una visione futura e compatibile con il quadro delineato**. Il raccogliere applausi promettendo soldi, pensioni e garanzie per tutti può pure funzionare per una o due tornate elettorali, ma sarà travolto dall’incoerenza e metterà a rischio l’Italia tutta. Specie se i concorrenti rilanceranno proposte e idee ancora più incoscienti, **sentendosi in diritto di farlo perché gli altri lo hanno fatto.**

**Quella descritta da Visco è l’Italia di chi sa e sente che esistono anche i doveri**. Non certo perché si ami la vita penitenziale, ma perché si cerca di evitare che tutti paghino penitenza esagerata per avere abboccato a promesse fuori dalla realtà e anche dalla moralità politica, che si nutre di conoscenza e coerenza.

di *Davide Giacalone*
