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title: Voto a vuoto
description: Con gli ultimi voti alle urne gli italiani hanno dimostrato di essere stufi di quella politica becera, fatta di urla e bava alla bocca.  
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date: 2022-06-28
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, Italia, politica]
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# Voto a vuoto

![Voto a vuoto](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/06/Evidenza-sito-3-6.png)

Con gli ultimi voti alle urne gli italiani hanno dimostrato di essere stufi di quella politica becera, fatta di urla e bava alla bocca.

**Il centrosinistra ha vinto, il centrodestra ha perso.** Sintesi estrema del risultato del ballottaggio di quarantott’ore fa. Ricordato che al primo turno il risultato fu esattamente opposto, da giorni siamo inseguiti da approfondite riflessioni sul destino di questo o quel partito e sulle convulsioni di forze politiche in preda a psicodrammi collettivi. **Forse converrebbe accettare una verità difficile e pericolosa, a meno di un anno dalle elezioni politiche: le coalizioni non ci sono più.** Sono solo una stanca fantasia, riproposta per inerzia e mancanza di alternative.

Domenica, senza ombra di dubbio, la presunta alleanza di centrodestra ha subìto un pesante rovescio a Verona, Monza e in altri centri. **Berlusconi, Salvini e Meloni hanno perso tutti, dopo aver trascorso gli ultimi mesi (potremmo dire gli ultimi anni) a scambiarsi cordiali antipatie e puntuali recriminazioni.** A Verona, Salvini e Berlusconi possono dire che a perdere sia stata Giorgia Meloni, che ha visto il “suo” candidato Sboarina battuto da un *outsider* come l’ex calciatore [Damiano Tommasi](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/centrodestra-basta-balle-sullalleanza/). Che dire, però, di Silvio Berlusconi che a Monza ha visto trionfare un candidato palesemente sottovalutato, nonostante il suo appoggio al sindaco uscente, il “miracolo” della promozione in serie A dell’ultima creatura calcistica dell’ex cavaliere e l’ennesimo (e stanco) *show* del ritorno a 48 ore dal voto. **Quanto a Salvini, è stato semplicemente assente ingiustificato ai ballottaggi, quasi nascosto a ricercare sé stesso e quel tocco magico che sembra smarrito.** Hanno perso, ma tutto quello che si ripete è la solita litania sull’unione e disunione, quando in fin dei conti è tutto molto semplice: i tre non si fidano l’uno dell’altro, non ci credono più.

**La crescente astensione non è il frutto di un destino cinico e baro, è la conseguenza anche dei tantissimi elettori di centrodestra che sono rimasti a casa, sfibrati da queste sceneggiate sempre uguali.** Rivendicare indispettiti che questo o quel sindaco sia stato eletto solo dal 20 o 25% degli aventi diritto è solo una manifestazione di frustrazione e impotenza. Si fugge dalle urne, del resto, anche fra i sostenitori degli avversari.

Dall’altra parte, fra i *peana* riservati alla coalizione di centrosinistra, converrebbe ricordare che solo due settimane fa era stato lo stesso *leader* del Partito democratico Enrico Letta a riconoscere la netta sconfitta al primo turno. Converrebbe mettersi d’accordo con sé stessi: il centrosinistra non esiste, esiste il Pd che può ottenere risultati più o meno lusinghieri a seconda delle diverse realtà locali, del comportamento masochista dell’avversario e naturalmente della forza dei singoli candidati. Il resto non c’è, a meno di voler improvvisamente dimenticare il perdurante *shock* del M5S e quanto siano trascurabili altri apporti. Al centro, poi, sono molto di più le chiacchiere che i voti.

**Eppure non vogliamo certo rassegnarci a una campagna elettorale per le politiche confusa, rissosa e priva di una prospettiva di governo credibile.** L’indicazione più saggia è arrivata ancora una volta dagli elettori. Prendiamo l’esempio più importante, Verona: Damiano Tommasi ha vinto approfittando degli errori altrui di cui abbiamo appena scritto, ma il candidato di centrosinistra – da vero *underdog* – ha anche battuto strade ormai trascurate. **Non ha alzato la voce, ha sfruttato le debolezze dell’avversario cavalcandole con intelligenza e senza cercare inutili scontri, ha macinato chilometri e incontrato migliaia di persone.** Ha usato i *social*, ci mancherebbe, ma non si è affidato esclusivamente alla comunicazione *online*.

Le politiche sono un’altra faccenda – lo sappiamo benissimo – ma che le urla e la bava alla bocca abbiano cominciato a stufare è una speranza che non vogliamo negarci. **Come quella di un’idea di politica e di futuro degna dell’Italia che ieri ha perso con Leonardo Del Vecchio uno dei suoi più luminosi interpreti. Lavoro, fantasia, ambizione, abnegazione e visione: prendere appunti con umiltà.**

Di *Fulvio Giuliani *
