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title: Dopo il voto in Basilicata
description: La Basilicata ha la stessa popolazione di due quartieri di Roma. Tuttavia ai seggi si sono recati meno della metà degli aventi diritto
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date: 2024-04-24
author: Carlo Fusi
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categories: [Politica]
tags: [Italia]
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# Dopo il voto in Basilicata

![Voto Basilicata](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/04/Voto-Basilicata.jpg)

Usiamo l’ironia che è meglio. La Basilicata ha la stessa popolazione di due quartieri di Roma. Tuttavia ai seggi si sono recati meno della metà degli aventi diritto

Usiamo l’ironia che è meglio. La Basilicata, ultima in ordine cronologico delle regioni al voto dopo Sardegna e Abruzzo, ha la stessa popolazione di due quartieri di Roma e si percorre in auto *coast to coast* (chiedere a Rocco Papaleo, che voleva provarci addirittura a piedi) in poco più di un’ora, meno del tempo che ci vuole per circumnavigare da un capo all’altro la Capitale. Tuttavia ai seggi si sono recati meno della metà degli aventi diritto: e i quartieri capitolini così diventano solo uno, pure poco popolato.

Ha eletto un presidente, Vito Bardi, che non è residente e infatti non ha potuto votare: nemmeno per sé stesso. Al suo successo hanno contribuito in maniera determinante Azione e Italia Viva, che a livello nazionale stanno da un’altra parte. Decisivo, in quest’ambito, l’appoggio dell’ex governatore Marcello Pittella, una volta esponente del Pd. Insomma, un esito dove i paradossi abbondano: è immaginabile farlo diventare un *test* per verificare i rapporti di forza politici nazionali? La risposta è obbligata ma nessuno si sogna di derubricarla: entro i nostri confini il confronto tra partiti si nutre di questo e così è, sia se vi pare sia il contrario.

Bisognerà attendere prove più sostanziali con le elezioni europee del prossimo giugno, ma intanto i giornali titolano, i *talk show* impazzano, i *social* esplodono, il pollaio ciarliero deborda. Che gli italiani non lo sopportino è ormai certificato, ma i vari *leader* fanno finta di nulla, persi a rimirarsi l’ombelico in un riflesso autoreferenziale caparbiamente quanto voluttuosamente scisso dalla realtà. Verrebbe da motteggiare, se non ci fosse da piangere. Anzi, qualcuno particolarmente sagace potrebbe arrivare a chiedersi che senso abbia avere una Regione Basilicata e se non sarebbe meglio accorparla a una limitrofa, in un ragionamento che comprende anche Abruzzo e Molise e lascia invece intatte Emilia e Romagna: ci piacciono i campanili (e le poltrone), è noto. *Amen*.

Lasciamo allora l’ironia e proviamo a vedere le cose da un angolo visuale diverso. Da diciannove mesi a questa parte, ossia dal settembre 2022, in Italia sono successe molte cose, nessuna delle quali tuttavia capace di scalfire il consenso di FdI e la *leadership* di Giorgia Meloni. Come loro consuetudine, i sondaggi oscillano e una volta assegnano un punto in più e un’altra uno e mezzo in meno: ma siamo lì, l’hanno capito tutti. Al contrario l’opposizione – ma più giusto sarebbe usare il plurale – viaggia più divisa che mai, incapace di coagularsi non in un progetto comune (che sarebbe miracoloso) ma quantomeno in una convenienza unitaria. Come fossero carenti i temi su cui incalzare maggioranza e governo: però è meglio marciare divisi per restare spaiati. Nemmeno una foto di gruppo, altrimenti ci si contamina.

All’apparenza, un simile stato di cose sembrerebbe manna per Giorgia Meloni e in effetti per molti versi così è. Certamente la presidente del Consiglio è più forte adesso di un anno e mezzo fa, se non altro perché chi da fuori del perimetro del centrodestra dovrebbe contrastarla in realtà predilige o sgambettare chi sta a fianco o rivangare la nobile liturgia del *seppuku*. Ma è anche vero che le *leadership* solitarie rischiano di produrre più problemi di quanti promettano di risolverne. Sull’inquilina di Palazzo Chigi – e sempre di più soltanto su di lei – ricade infatti la responsabilità di guidare il Paese: politicamente, economicamente, socialmente. Nel suo *inner circle* prevalgono gli zeloti: quanto le siano utili lo dimostra il caso Scurati. Giorgia incede da sola, senza apparenti *competitor*, protetta dallo scudo di un consenso che per ora non vacilla. Ma com’è noto, le fascinazioni popolari sono per loro natura mutevoli e governare logora. Le scelte al contrario restano: quando la malìa finisce, sono dure come pietre.

di* Carlo Fusi *
