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title: Voto minimo 4, la scuola per ricchi
description: L’alto Adige dichiara guerra ai “3” e “2” in pagella. Nulla di nuovo per una scuola che ha quasi cancellato il concetto di bocciatura
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date: 2023-09-07
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, Italia, scuola]
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# Voto minimo 4, la scuola per ricchi

![scuola](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/09/Evidenza-sito-546-1.jpg)

L’alto Adige dichiara guerra ai “3” e “2” in pagella. Nulla di nuovo, in realtà, per una scuola che ha quasi cancellato il concetto stesso di bocciatura

**L’alto Adige dichiara guerra ai “3” e “2” in pagella**. Il principio - anticipato a gennaio, ma divenuto operativo ieri con l’inizio dell’anno scolastico - è chiaro: **non si potrà andare sotto il “4”**, per non sottoporre gli studenti a una doppia umiliazione: **la grave insufficienza e il peso psicologico di un voto da sempre considerato lo specchio della totale impreparazione**. Del fallimento.

Nulla di nuovo, in realtà, **per una scuola che ha quasi cancellato il concetto stesso di bocciatura** - se non in casi estremi - arrivando a confezionare un esame di maturità di cui parliamo per settimane e che promuove quote variabili fra il 99,8 e 99,7% dei candidati…

Lo spirito a cui accennavamo è chiarissimo, ma difetta di un principio cardine:** il realismo.** Qui non si tratta di fare i severi per contratto o, peggio ancora, i nostalgici dei tempi che furono e che noi non abbiamo neppure vissuto. **Quelli dei maestri che facevano tremare i bambini** in classe e pure i loro genitori, la scuola dell’Italia contadina appena avviata al boom, in cui sui banchi si decidevano già i futuri destini:** la zappa o lo studio.**

Il problema è che il nostro mondo, il mondo dell’era digitale, **si avvia a diventare una delle arene più competitive della storia dell’umanità.** Questa è la realtà che idee come quella della “guerra al 2“ in Alto Adige finiscono per provare a ignorare, senza riuscirci. **Perché la scuola, negando il merito, condanna i più svantaggiati a restare tali. Nega loro la possibilità di sfruttare la leva dell’impegno**, delle capacità, della voglia di mangiarsi la vita. **Una scuola che si schiera per la conservazione dello status quo.**

I figli delle classi più abbienti potranno continuare ad accedere - pagando - ai migliori professori, alle strutture più evolute, ai metodi di insegnamento più moderni. **Gli altri si dovranno accontentare.**

**Solo che nel giro di pochi anni i ragazzi si troveranno faccia a faccia con mondo ultra competitivo**, dove altissima specializzazione e preparazione la fanno da padrona e segnano la differenza fra il poter svolgere un lavoro ad alta soddisfazione personale, professionale ed economica o attività routinarie e sempre più precarie.

**Chi preparerà i nostri ragazzi al lavoro che li aspetta?** Chi farà capir loro che non finiranno mai di studiare, prepararsi, formarsi e migliorare?** Chi spiegherà che dovranno esser capaci di ricoprire ruoli e mansioni per lavori che oggi neppure esistono?** Dubitiamo che questo ruolo possa essere ricoperto da chi li dispensa da qualsiasi ostacolo, piccola delusione, prova che non sia una comoda passeggiata.

Quello che più fa rabbia - torniamo sul punto - è far finta di ignorare che tutto questo mina alla radice uno dei concetti fondamentali del moderno Stato democratico: **garantire a tutti uguali condizioni di partenza e medesime possibilità.** Regalare voti, diplomi e titoli può servire solo a chi lavorerà non per merito e capacità, ma per parentela o chance.

di *Fulvio Giuliani*
