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title: &quot;Voto utile: la più ingannevole delle motivazioni&quot;
description: L’invito al voto utile, la più ingannevole delle motivazioni in campagna elettorale, oggi riguarderebbe le coalizioni. Che ipocrisia.
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date: 2022-08-24
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/voto-utile-la-piu-ingannevole-delle-motivazioni/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, Italia, politica]
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# Voto utile: la più ingannevole delle motivazioni

![voto utile](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/08/Evidenza-sito-45.jpg)

L’invito al voto utile, la più ingannevole delle motivazioni in qualunque campagna elettorale, che oggi in teoria riguarderebbe le coalizioni anche se con buone dosi di ipocrisia.

Finora è stato solo un sussurro ma è facile profezia prevedere che con l’avvicinarsi del 25 settembre diventerà stordente giaculatoria. **Si tratta dell’invito al voto utile**, **la più ingannevole delle motivazioni in qualunque campagna elettorale**. Nella prima Repubblica **era l’invito a non disperdere il voto** su liste minori e a concentrarlo invece sui grandi partiti, i soli in grado di cambiare le cose. Che poi non cambiassero mai era tanto scontato quanto sottaciuto. **Adesso la questione in teoria riguarderebbe le coalizioni** anche se con buone dosi di ipocrisia: c’è infatti da scommettere che nei giorni imminenti al voto **sia Giorgia Meloni che, soprattuto, Enrico Letta concentreranno sulle loro figure la spinta degli elettori**: **bi-leaderismo al posto del bipartitismo**, voto utile per me e sprecato per tutti gli altri o giù di lì.

**Ma davvero? Siamo sicuri?** Alla chiusura delle liste ci troviamo di fronte a collegi in cui, per dire, **un elettore Pd è costretto a scegliere tra un vecchio esponente Dc, uno di ultrasinistra e un altro che fino a ieri sul Nazareno** sparava alzo zero. Oppure, sul fronte opposto,** uno di centrodestra e di simpatie sovraniste nonché russofile deve obbligatoriamente votare un esponente atlantista targato Fdi**. O magari - perché non ci risparmiamo nulla - il contrario, p**er cui un atlantista se preferisce la destra è costretto a scegliere** un candidato con **simpatie russofile**.

Il refrain è il solito: **tutta colpa del sistema elettorale**, vade retro orrido Rosatellum, e così i partiti si sentono la coscienza a posto. Peccato che quel meccanismo avrebbero dovuto cambiarlo loro e non l’hanno fatto, così rovesciano sugli elettori le rispettive inadempienze.** Se poi trasferiamo il ragionamento sulle cosiddette coalizioni, non si sa se ridere o piangere**.** Salvini** che sostiene che le sanzioni nei riguardi di Mosca nuocciono più a chi le mette che a chi le subisce (vero Putin?) **è alleato con una possibile futura presidente del Consiglio che va dicendo l’opposto** e ha mostrato più sensibilità verso la linea politica e la determinazione a sostenere l’**Ucraina di Mario Draghi** del resto della sua carovana. Idem a sinistra dove con un oplà da funamboli, si sono messi insieme quelli che volevano sostenere fino alla morte** SuperMario con quelli che invece non l’hanno mai votato**, ritenendolo l’esecutivo dei “poteri forti” contro i più deboli.

La realtà è che** ogni coalizione annovera al suo interno almeno due posizioni opposte** senza che nessuno si scandalizzi.** È il risultato di una classe politica sempre più autoreferenziale** e** sempre più lontana dal sentore popolare**. Una classe politica che pensa di poter sostenere tutto e il suo contrario contemporaneamente, facendo proprio** il criterio di non contraddizione che Sigmund Freud** assegnava al materiale onirico. Solo che qui si tratta del governo di uno dei Paesi più industrializzati e al tempo stesso più indebitati del mondo, così che i sogni si trasformano in incubi. Contemporaneamente, il fossato tra quello che una volta si sarebbe chiamato Paese reale contrapposto a Paese legale **non viene vissuto come un dramma dagli italiani: semplicemente oltre la metà di loro considera la politica un orpello inutile** se non addirittura dannoso, di cui si può tranquillamente fare a meno, basta occuparsi del proprio particulare: andazzo da queste parti in voga da cinquecento anni, che problema c’è?

**Il voto è utile se va a chi si dimostra in grado di affrontare e possibilmente risolvere i problemi italiani.** Ma se leadership e coalizioni sono queste, chi si sente di giudicarlo tale? Attenzione però. Ci sono anche quelli che considerano utile solo il non voto. Della serie: **per vivere meglio, niente è più opportuno di un harakiri.**

di *Carlo Fusi*
