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description: Erano anni che la pubblica amministrazione non veniva rinnovata con nuove assunzioni. Tuttavia, la corsa al posto fisso ha i suoi difetti.
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date: 2021-11-07
modified: 2021-11-06
author: Stefano Musu
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/pubblica-amministrazione-bene-i-concorsi-ma-meglio-il-ricambio/
categories: [Evidenza, "L'Italia de La Ragione", Società]
tags: [Italia, lavoro]
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# Pubblica amministrazione, bene i concorsi ma meglio il ricambio

![Pubblica Amministrazione](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Evidenza-sito-4.png)

## Erano anni che la pubblica amministrazione non veniva rinnovata con nuove risorse ed assunzioni. Tuttavia, la corsa al posto fisso fa a pugni con il pragmatismo.

Dopo anni di blocco delle assunzioni, di *spending review* e di programmazione fallace, **la pubblica amministrazione italiana torna ad assumere** **mettendo a concorso decine di migliaia di posti vacanti**.

Ministeri, enti territoriali e locali, agenzie e soggetti in mano pubblica si preparano per accogliere l’esercito di funzionari che costituiranno il corpo burocratico della nazione per (almeno) i prossimi trent’anni. Da più parti, sociali e politiche, si levano cori di soddisfazione per le prospettive occupazionali fornite dal settore pubblico, figlie sia dei minori vincoli di bilancio europei sia dei pensionamenti permessi da Quota 100.

**Da tempo l’amministrazione italiana risentiva dell’esiguo ingresso di nuove risorse**, tanto che l’**età media** dei dipendenti pubblici, registrata da Forum PA 2021, **è pari a 50 anni** – con punte di un lustro superiori in alcuni enti governativi. Qualunque costrutto umano che non tenga conto della necessità costante di rinnovarsi periodicamente corre a rapidi passi verso l’inefficienza: la tecnologia e i modelli organizzativi migliorano senza sosta, ma con il progredire dell’età si diventa più reticenti al cambiamento e meno aperti agli effetti positivi portati dall’apprendimento di nuovi metodi di lavoro. Ben vengano le nuove assunzioni, dunque.

**Tuttavia**, non si può ignorare un aspetto: **coprire quasi tutti i posti vacanti oggi**, in un sol colpo, **significa condannare all’inefficienza l’amministrazione domani**, privandola di quel rinnovamento periodico necessario per non invecchiare in maniera inesorabile. Gli attuali neoassunti, come già i loro predecessori, cadranno in quella *routine* quotidiana che li accompagnerà sino a quando matureranno i requisiti per l’uscita dal mondo lavorativo. Peraltro, con l’aumento dell’aspettativa di vita e il contestuale calo della natalità che renderà difficile il pagamento degli assegni pensionistici alle generazioni precedenti, si tratta di un futuro sempre più lontano: **è probabile che chi fa il suo ingresso ora nel mercato del lavoro sarà costretto a rimanere in servizio ben oltre il settantesimo anno di età**.

Uno dei compiti dell’amministrazione pubblica è assicurare il proprio buon andamento in maniera efficiente. **Il mito della corsa al ‘posto fisso’ dovrebbe fare i conti con il pragmatismo**: meglio un sistema basato su un *turnover* periodico ma costante, piuttosto che continuare a vivere del plumbeo immobilismo a cui si è stati abituati. Una volta tanto sarebbe bene non ripetere gli stessi errori.

 
