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title: "Relax, take it easy! Le app per rilassarsi e AmaZen"
description: Il relax e il benessere mentale stanno diventando un business sempre più fruttuoso, ma siamo sicuri che le proposte attuali aiutino davvero?
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date: 2021-06-26
modified: 2021-06-28
author: Sara Tonini
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categories: ["L'Italia de La Ragione", Lo Zibaldone de La Ragione]
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# Relax, take it easy! Le app per rilassarsi e AmaZen

![Relax](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/06/meditation-1837347_640.jpg)

Il relax e il benessere mentale stanno diventando un business sempre più fruttuoso, anche a causa dei mesi trascorsi in lockdown. Ma siamo sicuri che le proposte attuali siano davvero d aiuto per il nostro benessere psicofisico?

**“Rilassati!”** sentiamo dirci spesso se agitati o in un momento particolarmente concitato. Purtroppo non è così semplice come potrebbe sembrare, soprattutto in un mondo sempre più interconnesso.

D’altra parte, l’esigenza è crescente e **il relax e il benessere mentale stanno diventando un business sempre più fruttuoso.**

Il fenomeno ha visto **un ulteriore incremento negli ultimi mesi**, complice la pandemia e il susseguirsi di vari lockdown.

Non tutti vedono di buon occhio questa **tendenza che**, [come ha scritto Il Post](https://www.ilpost.it/2021/06/15/app-meditazione/), **si fonda su un paradosso**; quel benessere tanto ricercato viene dagli stessi oggetti che, come ormai è riconosciuto, sono [tra le principali cause di stress](https://www.ilpost.it/2021/06/15/app-meditazione/), gli smartphone.

Secondo un recente studio realizzato dai ricercatori dell’Università di Seul e ripreso da Repubblica, **la dipendenza da smartphone non influirebbe solo sul sonno e sull’attenzione ma modificherebbe anche la chimica del cervello,** soprattutto negli adolescenti che usano i device in modo continuo e massiccio, andando a toccare proprio il sistema nervoso, come in uno stato di continua alterazione e stress.

**I più colpiti sono i giovani;** in Italia un ragazzo su 4 è sempre online e il 21% di loro si sveglia di notte per controllare notifiche ed eventuali nuovi messaggi.

Ed è proprio in questo contesto, che si inseriscono una serie di proposte per quello che è stato definito “fitness mentale”.

Tra queste, una delle più famose è** *Claim*, un’applicazione pensata per la meditazione e il riposo**. *Claim* prevede contenuti ideati per ridurre tensione e ansia, come racconti, immagini, suoni rilassanti. **L’app è stata scaricata oltre 100 milioni di volte dalla sua distribuzione nel 2012** e ha visto un notevole aumento nell’ultimo anno, addirittura di un terzo a primavera 2020.

Nonostante questo *Claim,* insieme ad altre app con gli stessi obiettivi, è stato definito da un articolo di The Atlantic, “l’app che monetizza non facendo nulla”. La domanda alla base dell’articolo è chiara: **come possono i nostri device, “piccoli killer” della meditazione e benessere mentale, aiutarci proprio in questo aspetto?**

Un altro esempio di proposta di fitness mentale è quella di **AmaZen, la “stanza” pensata per il relax dal colosso Amazon.** L’idea si inserisce nel programma WorkingWell dell’azienda americana, con l’obiettivo di fornire uno spazio dedicato al riposo mentale proprio sul luogo di lavoro.

La cabina per il benessere mentale è stata lanciata lo scorso 17 maggio con un video su Twitter che ha smosso numerose critiche ed è stato cancellato poco dopo dal social.

https://youtu.be/2X2yMDsQPDw

 

Tra gli aspetti che più hanno suscitato clamore ci sono le dimensioni della cabina e la sua collocazione proprio nel mezzo dei magazzini Amazon.

Il problema principale, però, sembra lo stesso di *Claim*: **ha senso allontanarsi dallo stress proprio attraverso ciò che più ci causa questo stato mentale? Ed è possibile trovare un luogo sicuro proprio nella maggiore fonte di tensione?**

Difficile trovare una risposta; c’è chi vive *Claim* e Amazen come proposte e

strumenti, sostenendo che stia al singolo farne un utilizzo corretto.

In fondo, il buddismo in questo è chiaro: **la meditazione si può praticare ovunque.** Ma forse anche i monaci più saggi saranno d’accordo sul fatto che praticarla sperduti in una montagna potrebbe essere più piacevole rispetto a farlo in una cabina chiusa, tra i rumori del muletto e le voci dei colleghi.

 

 

di *Sara Tonini*
