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title: Scuola pubblica, il crocifisso alla parete e il paradosso di Manitù
description: "La questione del crocifisso nelle aule scolastiche. Il quotidiano “Avvenire” titolava in prima pagina: “La croce che unisce”."
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date: 2021-09-11
author: Contributor esterno
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/scuola-pubblica-il-crocifisso-alla-parete-e-il-paradosso-di-manitu/
categories: ["L'Italia de La Ragione"]
tags: [adolescenti, Italia, scuola]
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# Scuola pubblica, il crocifisso alla parete e il paradosso di Manitù

![Scuola pubblica, il crocifisso alla parete e il paradosso di Manitù](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/Qui-Rido-io-6-1.png)

La questione del crocifisso appeso alle pareti delle aule scolastiche italiane.

Il quotidiano dei vescovi italiani **“Avvenire”** ieri titolava in prima pagina:** “La croce che unisce”**. E nel sommario spiegava: «La Cassazione respinge il ricorso di un insegnante: il crocifisso non discrimina, è simbolo di esperienza di una comunità e tradizione culturale di un popolo».

Messo così, il pronunciamento della **Cassazione** sul **crocifisso appeso alle pareti delle [aule scolastiche italiane](https://laragione.eu/giovani-che-dicono-la-loro/la-scuola-italiana-un-declino-che-disorienta/)** sembrerebbe il riconoscimento **laico** a un simbolo che accompagna la nostra gente – credente e non – da secoli. Sembrerebbe. Perché la Cassazione ha anche aggiunto: basta che a volerlo sia «la comunità scolastica», la quale può anche decidere di accompagnarlo «con i simboli di altre confessioni presenti in classe e in ogni caso ricercando un ragionevole accomodamento tra eventuali posizioni difformi». E qui la faccenda cambia.

Prendiamo una classe che abbia tra i suoi alunni dei **buddisti**, dei fedeli a **Manitù** e degli induisti: che facciamo? Appendiamo alle pareti dell’aula scolastica tutti i simboli, da Gesù Cristo a Manitù? Per un non credente non cambierebbe nulla. Ma per un cattolico sarebbe lo stesso vedere Budda e Manitù accanto al Crocifisso? E a quel punto i musulmani e gli ebrei cosa penserebbero? Ecco perché – a nostro avviso – le parole della Cassazione che tanto hanno entusiasmato i cattolici di “Avvenire” a noi, per questa parte, lasciano perplessi.

**Da un lato riconoscono ciò che non ci sarebbe neppure bisogno (e lo diciamo da laici) di riconoscere: ovvero che il crocifisso è tradizione culturale di un popolo.**

Quindi non discrimina. Dall’altra, legandolo al volere della comunità scolastica e nel caso con l’accompagnamento a simboli di altre confessioni, attutiscono la portata stessa di quel riconoscimento.

Che una cultura come la nostra, **italiana e occidentale**, figlia delle radici giudaico-cristiane, si trovi oggi immersa in un dibattito pubblico di questo genere è un chiaro segno della crisi identitaria che stiamo attraversando. Gli ebrei che dovrebbero essere – vista la storia – i più potenzialmente offesi dall’esposizione del crocifisso, a nostra memoria non hanno mai sollevato una questione sull’argomento.

Il fascista **Benito Mussolini**, mangiapreti e anticlericale sin nel midollo, con il Vaticano siglò i **patti Lateranensi nel 1929**, un accordo che il socialista **Bettino Craxi** revisionò e rinnovò nel 1984. E noi stiamo ancora a discutere di cosa appendere alle pareti nelle aule scolastiche. Che Manitù ci protegga, di questo passo finiremo con l’averne bisogno.

 

Di *Aldo Smilzo*
