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title: Se li volete bravi, pagateli
description: Questa mattina, sono sobbalzato leggendo sul Corriere della Sera il sempre ottimo Massimo Gramellini. Può capitare di essere in totale disaccordo.￼ Oggi, scrive di lavoro, accenna a cuochi e camerieri che non si trovano, dei giovani, dei sussidi e dell’assistenzialismo e lo fa come se tutto sia dest...
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date: 2021-06-05
modified: 2021-06-25
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/se-li-volete-bravi-pagateli/
categories: ["L'Italia de La Ragione"]
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# Se li volete bravi, pagateli

![Se li volete bravi, pagateli](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/06/cameriera.jpg)

Questa mattina, sono sobbalzato leggendo sul Corriere della Sera il sempre ottimo Massimo Gramellini. **Può capitare di essere in totale disaccordo**.￼

Oggi, scrive di lavoro, accenna a cuochi e camerieri che non si trovano, dei giovani, dei sussidi e dell’assistenzialismo e lo fa come se tutto sia destinato a tornare come prima. Come se la pandemia non ci fosse stata, non avessimo vissuto e per certi aspetti non dovessimo vivere ancora un lungo, gelido inverno.Ancor più sorprendente, come se non avessimo una clamorosa occasione di rinascita.

 

**Leggo di giovani che fanno bene a lamentarsi della busta paga troppo bassa, di comprensione per chi preferisca il reddito di cittadinanza al lavoro sottopagato, dei soliti, cattivi capitalisti che non capiscono.**

Non possiamo permetterci questo approccio. Non possiamo lasciare le cose come erano prima, coltinuando a non dire le verità (anche scomode) ai giovani. Ripetendo un errore storico.

Uno stipendio dignitoso è la base di qualsiasi occupazione. La riduzione del costo del lavoro, appena accennata nel pezzo, dovrebbe essere un’ossessione, non uno stanco deja vu. Eppure siamo sempre lì: in Italia sei brutto, sporco e cattivo se ricordi che il lavoro passa anche dal sacrificio, da una graduale crescita, dalla formazione continua e, perché no, da una salutare ed essenziale gavetta.

Questo non ha nulla a che vedere con condizioni di lavoro umilianti e l’incivile pratica del lavoro in nero, magari per mantenersi il sussidio. Una realtà disperante che in troppi fanno finta di non conoscere. ￼

Ha a che vedere con l’idea che abbiamo di noi, della nostra dignità, della passione per il futuro.

L’idea che il meglio debba ancora venire, a patto di avere la forza di costruirselo, se necessario strappandolo con le unghie e con i denti.

Le litanie accarezzano l’Italia dell’assistenzialismo, ma sono un canto delle sirene che attrae verso il passato.

 

di *Fulvio Giuliani*
