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title: 25 novembre. Italia
description: Come si sfugge, oggi 25 novembre, alla trappola della retorica? Ancor di più dopo la tragedia di Giulia Cecchettin?
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date: 2023-11-25
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Società]
tags: [diritti, Evidenza, società]
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# 25 novembre. Italia

![25 novembre](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/11/Evidenza-sito-705.jpg)

Come si sfugge, oggi 25 novembre, alla trappola della retorica? Ancor di più dopo la tragedia di Giulia Cecchettin?

**Come si sfugge, oggi 25 novembre, alla trappola della retorica?** Ancor di più al termine di una settimana terribile per tutti, **in cui la tragedia di Giulia Cecchettin ha colpito profondamente** chiunque conservi almeno un po’ di empatia? Al punto da rendere difficilissimo affrontare il tema della violenza di genere senza sentirsi sprofondare.

**Ne abbiamo parlato in famiglia, con gli amici, al lavoro.** Tutti abbiamo ascoltato una frase, un riferimento in metropolitana, mentre facevamo la spesa o in mille altre momenti quotidiani. In tanti casi accompagnati da uno sguardo che si abbassava, **consapevole dell’impotenza provata.**

Oggi è necessario provare a pensare, scrivere e dire qualcosa in più. **Non perché lo si “debba” alla ricorrenza del 25 novembre, ma proprio perché non riteniamo di avere alcun “obbligo” con la data-simbolo, ma verso la nostra umanità.**

L’obbligo è puntare in alto, al massimo, consapevoli del grande tratto di strada che abbiamo avuto la capacità di compiere insieme. **Volere molto, molto di più perché abbiamo dimostrato di poterlo ottenere, come comunità, Paese, singoli individui.** La certezza di dover ancora compiere sforzi enormi trova energia proprio in quelli già portati a termine. Come la democrazia non è una conquista per sempre, così il viaggio di avvicinamento fra i generi che abbiamo intrapreso ormai più di un secolo or sono non ci mette al riparo da dolorose e devastanti retromarce.

Nessuno può dire di avere la verità in tasca e neppure di conoscere le ricette che ci mettano in sicurezza, **ma possiamo imporci obiettivi grandi, sapendo partire anche dalle piccole cose. Tanto per cominciare, dagli ambiti professionali e personali di ciascuno.**

In quelli più noti al sottoscritto, per esempio, dare una mano a trasformare le distese di completi maschili blu e grigi in platee finalmente più variegate, **in cui la presenza femminile non sia una nota di colore.** In cui la dottoressa non diventi inevitabilmente la “signora”, mentre anche il più insignificante dei maschi il dottore,** il**

**professore, l’eccellenza o quant’altro.**

Sembreranno a taluni delle sciocchezze, dettagli o aspetti più facili da affrontare, **ma sono parte del tutto.** Segnali della nostra capacità di costruire un mondo degno delle aspirazioni e delle convinzioni dei nostri figli.

Molto abbiamo scritto, in questi giorni, delle mamme dei papà e della loro capacità di educare non solo con l’esempio,** ma anche “leggendo“ i propri ragazzi.** **Questi ultimi magari non se ne rendono conto o lo avvertono confusamente, ma sanno che il loro universo sta accelerando in modo esponenziale**, rispetto a quello dei loro genitori. Parlatene, vi potranno sorprendere. Chiedono di avere strumenti, di essere accompagnati e anche riconosciuti.

Suggeriamo, infine, il monito della poetessa canadese Margaret Atwood: "**L’uomo ha paura che la donna rida di lui. La donna ha paura che l’uomo la uccida".**

di *Fulvio Giuliani*
