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title: Adulti eterni adolescenti
description: Il problema non sono tanto gli adolescenti, quanto quelli che sono diventati adulti senza aver alcuna intenzione di maturare
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date: 2025-04-14
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/adolescenti/
categories: [Società]
tags: [giovani, social]
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# Adulti eterni adolescenti

![adolescenti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/04/UNA-FOTO-76-1024x639.jpg)

Il problema non sono tanto gli adolescenti, quanto quelli che sono diventati adulti senza maturare

**Non sono sicuro che ci sia un qualche nuovo problema in capo agli adolescenti.** L’adolescenza è il passaggio dall’infanzia alla maturità, quindi stagione di squilibri ed eccessi, il tempo in cui imparare a vivere in un corpo che cambia. **Il problema mi pare sia dalle parti di quelli che sono diventati adulti senza maturare**, che in un corpo trasformato provano a far vivere un’idea di sé che non s’è evoluta. Il guaio non sono gli adolescenti che fanno le prove dell’età adulta, **ma gli adulti che provano a restare adolescenti. Adulterati.**

**Non mi convince nemmeno l’idea che gli *smartphone* farciti di** *[social](https://laragione.eu/life/tech/disconnessi-malfunzionamenti-social/)* **siano il demonio**, esorcizzato il quale si potrà tornare a navigare le benedette acque della tranquillità. **Certo che pesano, ma sugli adulti non meno che sugli adolescenti. **Una collettività adulta non userebbe a manetta quei sistemi per esaltare il proprio ego sbilenco, che sia per mostrarsi o per farsi votare, **e semmai avrebbe da tempo provveduto a costringere i gestori di tale spazio niente affatto libero a rendere pubblici i criteri (algoritmi) di gestione e privilegio dei messaggi**, li avrebbe resi responsabili di quel che pubblicano e questo non sarebbe popolato da mestatori che fanno credere appartenga alla ‘libertà di parola’ anche la **diffamazione, il falso, il procurato allarme, l’aggiotaggio e via così** enumerando reati che con il libero pensiero c’entrano quanto la violenza carnale ha a che fare con l’amore.

**Trovo incredibile che, anche sulla scorta di una serie televisiva (“Adolescence”), si parli di “ragazzi che odiano le donne”, generalizzando una devianza e mutuando dai *social* anche la definizione *incel***, con la quale si pretende di descrivere una condizione: quella degli *involuntary celibates *(celibi involontari). **Come se il concetto di celibato fosse associabile all’adolescenza. La curiosità e il timore del sesso camminano assieme, a quell’età**. La paura femminile di non essere piacente e quella maschile di non essere all’altezza sono cose normali, che restano anche quando si superano. Il più bel romanzo d’amore, per parte maschile, lo scrisse Vitaliano Brancati: “Il bell’Antonio”. Innamoratissimo e incapace di penetrare la moglie: soltanto lei, il suo angelo. **Forse lei non capì, di sicuro fu spietata. Antonio si depresse, non uccise nessuno.**

**Ho voluto guardare quella serie televisiva. Non mi ha colpito il fatto narrato, ma quello che sembra nessuno abbia visto o voluto vedere: gli adulti sono delle fetecchie.** A scuola i docenti urlano, minacciano, ma i ragazzi se ne fregano. I loro genitori non sanno nulla di quel che accade e, naturalmente, i voti sono buoni e anche ottimi. **Indisciplina e ignoranza non sono connaturate agli adolescenti, ma discendono da adulti che non hanno nessuna voglia di fare il loro dovere**.

L’adolescente ha il diritto di natura di provare a infrangere le regole, l’adulto ha il dovere di natura di impedirglielo. Anche la cagna digrigna i denti al cucciolo che esagera, poi lo prende e lo lecca con dedizione. L’insegnante e il genitore erano alleati nel rappresentare il principio di autorità, ora sono contrapposti e uniti nel non farlo per comodità. **Non significa che avessero ragione – spesso non l’avevano affatto – ma facevano il loro mestiere. **Crescendo, l’adolescente li avrebbe dovuti superare, spezzare e se del caso disprezzare. **Poi sarebbe arrivato il tempo della riconciliazione, dell’equilibrio.**

**I *social* sono la causa?** Troppo comodo, una discolpa da canuti infantili. Quando leggemmo “Meno di zero” di Bret Easton Ellis (1985) – pagine in cui i giovanissimi californiani si drogano con ogni cosa e provano la violenza – ci colpì uno scenario che era allora a noi sconosciuto: non c’erano gli adulti, non c’era traccia del principio di autorità.** Forse il problema è più nostro che degli adolescenti, ivi compresa un’informazione che parla ossessivamente dei *social*, vi scova le notizie, ne esalta gli esaltati e poi, con aria pensosa, s’interroga sugli effetti che producono sugli adolescenti**. Procuriamoci uno specchio.

di *Davide Giacalone *
