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title: "Bandiere blu, in Italia è nuovo record: 293 nel 2025"
description: Nel 2025 l’Italia ha conquistato 293 Bandiere Blu. Ma questi numeri raccontano un Paese con più acque pulite? Probabilmente la risposta è no
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date: 2025-07-26
author: Stefano Faina
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/bandiere-blu-in-italia-e-nuovo-record-293-nel-2025/
categories: [Società]
tags: [turismo]
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# Bandiere blu, in Italia è nuovo record: 293 nel 2025

![Bandiere Blu](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/07/UNA-FOTO-352-1024x639.jpg)

Nel 2025 l’Italia ha conquistato 293 Bandiere Blu. Ma questi numeri raccontano davvero un Paese con più acque pulite? Molto probabilmente la risposta è no

**Nel 2025 l’Italia ha conquistato 293 Bandiere Blu, un nuovo *record* rispetto agli anni precedenti**. **Ma questi numeri raccontano davvero un Paese **con più acque (marine e lacustri) pulite e maggiore sostenibilità ambientale? **Molto probabilmente la risposta è no**. La balneabilità, ovvero il rispetto dei parametri sanitari minimi per fare il bagno (soprattutto cariche batteriche), **è un requisito fondamentale**, ma non equivale a qualità ambientale. **E questo spiega un paradosso sempre più evidente: mari limpidi e incontaminati non ottengono la Bandiera Blu**, mentre località con acque spesso torbide e litorali cementificati, sì. **Com’è possibile?**

**La risposta sta nei criteri della Foundation for Environmental Education (Fee)**, un’organizzazione non governativa danese che assegna il riconoscimento in oltre 50 Paesi.** I parametri utilizzati sono 33, suddivisi in quattro macro-aree, ma soltanto una di queste riguarda direttamente la qualità delle acque. **Gli altri spaziano dall’educazione ambientale alla gestione dei rifiuti, dalla presenza di bagni e spogliatoi alla mobilità sostenibile. **In alcuni casi, persino l’accesso per cani o la disponibilità di acqua potabile in spiaggia fanno la differenza. **Insomma, la Bandiera Blu premia più i servizi che l’ambiente. 

**Dice Sebastiano Venneri, responsabile Turismo di Legambiente: «È come entrare in un ristorante e valutarlo solo per la bellezza delle posate, senza assaggiare il cibo». **E quel cibo, nel caso delle spiagge, è il mare stesso. I criteri di selezione non prevedono infatti monitoraggi approfonditi sui metalli pesanti, pesticidi o radioattività. Le analisi, poi, non vengono effettuate nei punti critici, come le foci dei fiumi. Una carenza grave, visto che parte degli scarichi fognari in Italia non è ancora sottoposta a trattamento adeguato. **Lo stesso Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra) ha rilevato che circa un terzo dei punti di monitoraggio delle acque superficiali ha superato i limiti di legge per i pesticidi.**

Questa impostazione ha effetti distorsivi sulla geografia dei riconoscimenti: **la Liguria, prima per numero di Bandiere Blu, è anche tra le regioni più colpite da abusi edilizi e reati ambientali. **Località con litorali cementificati – per esempio Varazze o Porto San Giorgio – vengono premiate per i servizi, mentre la Sardegna meridionale, con spiagge libere e mare incontaminato, resta in gran parte esclusa. **C’è anche un meccanismo di autoreferenzialità: i Comuni devono autocandidarsi, rispondere a questionari e dimostrare di soddisfare requisiti formali. **In passato, località molto pulite sono state escluse perché facevano meno analisi, mentre alcuni Comuni si sono autotassati per pagare monitoraggi aggiuntivi pur di non perdere il riconoscimento. 

**La bellezza selvaggia, la biodiversità o l’assenza di costruzioni pesano poco, spesso solo un punto su decine necessarie per la valutazione finale.** In effetti in molte zone del Sud o delle isole i Comuni non partecipano nemmeno alla corsa alla Bandiera Blu: per mancanza di risorse o perché sanno di non poter competere con gli *standard* imposti. Così succede che il piccolo Trentino vanti poche bandiere in meno rispetto alla più vasta Sicilia e che la Toscana superi, in termini di riconoscimenti, entrambe le nostre isole maggiori. **O addirittura che la piccola provincia di Savona conti più riconoscimenti della Sardegna intera.**

**In conclusione, la Bandiera Blu resta un potente strumento di *marketing* turistico, ma non va confusa con un’autentica certificazione ecologica. **Serve una revisione profonda dei criteri, che ponga al centro la salubrità reale del mare, anche attraverso monitoraggi ambientali più stringenti e trasparenti. Fino ad allora, quel vessillo azzurro potrà sventolare fiero anche sopra acque torbide, porti industriali o coste cementificate. **E sarà sempre più difficile dire davvero dove finisce la qualità e inizia solo la promozione.**

di *Stefano Faina e Silvio Napolitano*
