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Bidet, un toccasana per l’ambiente

In Italia è obbligatorio per legge e non si può stare senza. Il bidet è anche considerato un toccasana per l’ambiente. Infatti, se tutti lo utilizzassero almeno una volta al giorno, solo negli Stati Uniti si salverebbero 15 milioni di alberi all’anno.
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Bidet, un toccasana per l’ambiente

In Italia è obbligatorio per legge e non si può stare senza. Il bidet è anche considerato un toccasana per l’ambiente. Infatti, se tutti lo utilizzassero almeno una volta al giorno, solo negli Stati Uniti si salverebbero 15 milioni di alberi all’anno.
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Bidet, un toccasana per l’ambiente

In Italia è obbligatorio per legge e non si può stare senza. Il bidet è anche considerato un toccasana per l’ambiente. Infatti, se tutti lo utilizzassero almeno una volta al giorno, solo negli Stati Uniti si salverebbero 15 milioni di alberi all’anno.
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In Italia è obbligatorio per legge e non si può stare senza. Il bidet è anche considerato un toccasana per l’ambiente. Infatti, se tutti lo utilizzassero almeno una volta al giorno, solo negli Stati Uniti si salverebbero 15 milioni di alberi all’anno.

In Italia non si può stare senza. Lo impone perfino una legge del 1975: in ogni abitazione deve esserci obbligatoriamente un bidet. Eppure nella quasi totalità del mondo è un oggetto sconosciuto, considerato una installazione che toglie inutilmente spazio alla sala da bagno. Anzi, per inglesi e statunitensi è addirittura sinonimo di sporcizia e malcostume. La credenza trae origine dalla diffusione che ebbe a partire dal XVII secolo all’interno delle case d’appuntamento, dove le prostitute utilizzavano una sorta di cestello per rinfrescarsi tra un cliente e l’altro. Per questo fece clamore la scelta della regina Maria Carolina d’Asburgo-Lorena quando lo richiese nel suo bagno personale, incurante della fama di “strumento di lavoro da meretricio”. Dopo l’Unità d’Italia i funzionari sabaudi che procedettero con l’inventario degli arredi della Reggia di Caserta, avendolo notato lo catalogarono come «oggetto sconosciuto a forma di chitarra».

L’Italia è il primo Paese al mondo per diffusione del bidet, presente nel 97% delle abitazioni. Seguono il Portogallo (93%) e la Spagna (70%). Grazie all’emigrazione italiana è piuttosto diffuso anche in Argentina e Uruguay. In Francia è presente soltanto nelle case costruite prima degli anni Ottanta, in seguito venne eliminato per recuperare spazio. Eppure le cronache riportano che l’invenzione si deve proprio a un transalpino, Christophe Des Rosiers, per soddisfare una richiesta di Madame De Prie, amante del primo ministro Luigi-Enrico di Borbone-Condé. La testimonianza è arrivata sino ai giorni nostri grazie ai diari personali del politico: racconta che nel 1726 la donna lo ricevette nella sua stanza mentre era a cavallo di uno strano sgabellino a forma di violino.

Non solo benefici igienici, però. L’utilizzo del bidet è anche un toccasana per l’ambiente. Stando all’analisi di Justin Thomas, esperto in politiche ambientali, potrebbe infatti diventare «una tecnologia verde cruciale». Basti pensare che per fabbricare i 36 miliardi di rotoli di carta igienica che gli statunitensi usano ogni anno occorrono 253mila tonnellate di cloro per sbiancare la carta, 2mila miliardi di litri di acqua e 17,3 terawatt di elettricità; di contro, un bidet consuma molta meno acqua – ogni volta all’incirca mezzo litro – e se tutti lo utilizzassero almeno una volta al giorno si salverebbero 15 milioni di alberi all’anno.

Per quanto riguarda la salute, invece, le conclusioni più rilevanti sono quelle che vengono da uno studio pubblicato sulla rivista “Preventive Medicine Reports”. I risultati suggeriscono una correlazione positiva tra uso abituale del bidet e minore insorgenza di emorroidi e disturbi urogenitali, a eccezione delle vaginiti batteriche per le quali si sospetta però un effetto di causalità inversa, cioè che chi ne soffre tende a usarlo di più.

Di Stefano Caliciuri

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