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title: Clima, caldo e occasioni sprecate
description: Le guerre di religione non portano bene. Figurarsi su temi come il clima e la transizione energetica, dai cui dipende il nostro futuro
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date: 2023-07-21
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/clima/
categories: [Società]
tags: [clima, economia, Evidenza, politica]
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# Clima, caldo e occasioni sprecate

![clima](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/07/Evidenza-sito-469.jpg)

Le guerre di religione non portano bene. Figurarsi su temi come il clima e la transizione energetica, dai quali dipende un pezzo del nostro futuro

**Le guerre di religione non portano bene.** Figurarsi su temi come il clima e la transizione energetica, dai quali dipende un pezzo rilevante del nostro futuro in termini di salute pura ma anche di benessere economico (che non viene poi così dopo).

**In questi giorni estremi non c’è argomento più dibattuto del caldo**, **dell’umidità insopportabile**, di [un’estate che chiunque di noi fatica a riconoscere scavando nella memoria personale](https://laragione.eu/adnkronos/video-adnkronos/caldo-nel-cagliaritano-punte-di-47/).** Che si debba porre la massima attenzione agli effetti delle attività umane sugli equilibri del nostro pianeta non è un tema oggetto di possibile dibattito. È un fatto**, che però può essere affrontato abbandonandosi ai fumi dell’ideologia sempre dietro l’angolo oppure scegliendo un approccio razionale e utilitaristico.

**Le cicale fanno tanto estate, cicalare non è mai una buona cosa**. Sì, perché il grande processo della transizione energetica **è eminentemente una questione economica**, un enorme *business* in grado di ridisegnare gli equilibri geopolitici del mondo. **Il New Green Deal** fortemente voluto dalla Commissione europea della presidente **Ursula von der Leyen** risponde senza il minimo dubbio anche a imperativi ‘morali’ di massima attenzione per il clima e la nostra Terra, **ma resta una strategica dichiarazione d’intenti dell’Unione di tipo industriale e produttivo.**

La realtà a noi più vicina resta quella dell’**elettrificazione della mobilità**. I *trend* non sono un cruccio, una moda o una fissazione: **sappiamo tutti che continueremo a utilizzare ancora per molti anni macchine spinte da motori endotermici**, ma anche che tutti gli investimenti delle grandi case automobilistiche mondiali sono ormai sull’elettrico. Somme gigantesche, piani industriali a lunga scadenza da cui appare utopistico credere di poter tornare indietro. **La macchina elettrica, insomma, può stare antipatica o simpatica, ma la cosa è del tutto irrilevante**. Si sta andando in quella direzione a livello globale e far apparire determinanti uno o due anni di proroga è quantomeno illusorio. **Colpevolmente illusorio, aggiungeremmo, perché compito della politica è quello di creare le migliori condizioni per lo sviluppo industriale in prospettiva**, non difendere interessi corporativi di settori comunque destinati a essere scavalcati dalla realtà. **L’elettrificazione è un’opportunità,** come l’insieme della transizione, purché si ragioni liberi da preconcetti. Non siamo condannati alla dipendenza dalle batterie cinesi, per esempio,** a patto di investire ingenti capitali nelle *gigafactory*** e nella ricerca su batterie sempre più efficienti e meno inquinanti. **È bastata la recente notizia della scoperta in Norvegia di un enorme giacimento di fosfati** – che potrebbe rendere l’Europa più indipendente dal Dragone cinese nella produzione di batterie – **per far apparire un po’ meno scontata la realtà che si va raccontando da anni in questo settore.**

È un esempio, **così come la coscienza ecologista dei nostri figli non dev’essere vissuta come una contrapposizione fra generazioni**, ma come garanzia dei futuri sviluppi anche delle filiere produttive. La decrescita felice e l’Armageddon ecologista sono baggianate per adulti creduloni; i ragazzi vogliono opportunità nel rispetto del pianeta e di un futuro che interpretano ‘*green*’ con una naturalezza che non riconosce le forzature ideologiche. **Loro ci mettono tutta la passione e il senso d’urgenza dato dall’età.** Spetta a noi adulti avere un approccio rispettoso delle esigenze reclamate a gran voce dai più giovani e al contempo dei delicatissimi e complessi ingranaggi dei moderni modelli produttivi.

Quanto alla specificità italiana, siamo stati fra i migliori protagonisti a livello mondiale dell’industria del secondo dopoguerra, non si vede perché non dovremmo sapere interpretare le sfide imposte dal futuro.

di *Fulvio Giuliani*
