Cocaina in metro, oltre ogni regola di convivenza civile
| Società
Se due ragazzi sniffano nella metro, davanti a tutti, si è oltrepassato non solo il limite tra lecito e illecito, ma anche fra ciò che si può esibire e ciò che no. Vietato compiere l’errore di considerarlo un fatto circoscritto ai protagonisti di questa terribile vicenda.
Cocaina in metro, oltre ogni regola di convivenza civile
Se due ragazzi sniffano nella metro, davanti a tutti, si è oltrepassato non solo il limite tra lecito e illecito, ma anche fra ciò che si può esibire e ciò che no. Vietato compiere l’errore di considerarlo un fatto circoscritto ai protagonisti di questa terribile vicenda.
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Cocaina in metro, oltre ogni regola di convivenza civile
Se due ragazzi sniffano nella metro, davanti a tutti, si è oltrepassato non solo il limite tra lecito e illecito, ma anche fra ciò che si può esibire e ciò che no. Vietato compiere l’errore di considerarlo un fatto circoscritto ai protagonisti di questa terribile vicenda.
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AUTORE: Annalisa Grandi
Siamo abituati a immaginarli nascosti, lontano dagli occhi del mondo. Oppure nei luoghi dove il degrado la fa da padrone. E invece ce li siamo ritrovati in un vagone della metropolitana, in pieno giorno, accanto a decine di altri passeggeri. Come se quello che stavano facendo fosse la cosa più normale del mondo.
È difficile non restare turbati davanti al filmato di quei due giovani che sulla metro di Milano si preparano una striscia di cocaina e pippano. Calzoncini e t-shirt, sembrano due normali viaggiatori o due turisti. E invece in quelle immagini, realizzate da un’altra persona che era a bordo, c’è la totale perdita del confine non solo fra lecito e illecito, ma anche fra ciò che si può esibire e quello che un solo barlume di buonsenso suggerirebbe di nascondere.
In fondo non dovrebbe sorprendere, poiché in questi mesi abbiamo visto spesso come chi viola le regole non si curi di essere immortalato e anzi alle volte provi una certa soddisfazione nell’essere ripreso. Questa però è la riprova tangibile di come sia reale il disagio dilagante su cui sono stati lanciati tanti allarmi.
Non sappiamo chi siano quei due ragazzi, quanti anni abbiano e quale sia la loro storia. E in fondo non è neppure così importante. Quello che però ci mostrano è il totale sprezzo di ogni norma del vivere civile. Sono i loro gesti, la totale noncuranza del fatto che accanto a loro ci siano altre persone. La presunzione di poter fare quello che passa loro per la testa, persino drogarsi, sotto gli occhi di tutti. Allarmarsi è il minimo, sentire le nostre città sempre meno sicure l’ovvia conseguenza. Non va fatto l’errore di sottovalutare, di bollare l’episodio come un singolo momento di follia limitato ai due protagonisti. Perché il video chiarisce che chi fa uso di stupefacenti non si preoccupa più di nasconderlo, come se fosse diventato “normale”. Come se fosse socialmente accettabile.
Altre immagini di questo tipo erano circolate in passato, scene simili eppure parecchio diverse perché i protagonisti erano eroinomani, di quelli che la metro la prendono per andare a finire al tristemente famoso boschetto di Rogoredo. Un luogo che i milanesi conoscono bene e che nonostante i tentativi di ripulirlo resta l’emblema della periferia perduta. Qui invece abbiamo due giovani che all’apparenza non hanno nulla di anomalo, che viaggiano su un convoglio in pieno centro, che si sorridono come se la scenetta che stanno mettendo in piedi fosse tutto sommato anche divertente. E invece non lo è per niente.
Di Annalisa Grandi
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