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title: "Coltivare la Memoria, contro l&#8217;odio"
description: "Le conseguenze dell'attacco di Hamas del 7 ottobre hanno avvelenato l'atmosfera nella settimana del Giorno della Memoria."
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date: 2024-01-24
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/coltivare-la-memoria-contro-lodio/
categories: [Società]
tags: [esteri, guerra, israele]
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# Coltivare la Memoria, contro l&#8217;odio

![Giornata della Memoria](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/giornata-della-memoria-Auschwitz-ingresso.jpg)

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2023-10-25 08:47:52

2023-10-25 06:47:52

Ha fatto il giro del mondo l'immagine dell'85enne liberata da Hamas, ritratta mentre stringe la mano a uno dei suoi carcerieri e lo saluta con il tradizionale "Shalom" ebraico

Ha fatto il giro del mondo l’immagine dell’ottantacinquenne liberata dai terroristi di Hamas l’altro ieri, ritratta mentre stringe la mano a uno dei suoi carcerieri e lo saluta con il tradizionale “Shalom“ ebraico.

“Pace“, a valle di un incubo che si conclude per lei e un’altra donna liberata e continua per altre circa 220 persone sepolte vive chissà dove nella Striscia di Gaza.

Ha fatto discutere la mano tesa a un uomo che magari avrà partecipato, organizzato o pianificato uno dei raid assassini del 7 ottobre.

In realtà - è solo una nostra opinione, sia chiaro - quella stretta di mano e quello “Shalom“ mormorato è una clamorosa vittoria della vita sulla morte. Di una donna, le cronache la descrivono come un’anziana e convinta pacifista, che non si fa piegare, che non si riduce all’odio che Hamas ha cercato di scatenare oltre ogni limite per perseguire i propri scopi politici. Riassumibili in una sola frase: morte a Israele.

L’ostaggio che ha ritrovato la libertà 36 ore fa è una donna che tiene fede a se stessa, ai suoi ideali di pace, che non pretende di piacere a tutti o convincere tutti. Saprà benissimo di far storcere il naso a qualcuno, anche in Patria, stringendo la mano a un assassino o quantomeno a chi con gli assassini di Hamas vive e combatte.

Eppure resta la potenza di un gesto di umanità che non si fa spazzar via dall’ideologia spietata e sanguinaria. È una donna che torna libera, con tutto il diritto di tirare un umanissimo ed enorme sospiro di sollievo, restando fedele a se stessa, parlando di aver vissuto un “inferno“. Senza diventare come i tagliagola.

Un’altra immagine ha fatto il giro del mondo, quella del durissimo scontro alle Nazioni Unite di New York fra il Segretario generale Guterres e il ministro degli Esteri israeliano. Il primo ha dichiarato che gli attacchi di Hamas “non arrivano dal nulla“, scatenando la prevedibile e rabbiosa reazione del rappresentante dello Stato ebraico. “Si deve dimettere, ha manifestazioni di simpatia per i nuovi nazisti“ le durissime parole.

L’Onu è o dovrebbe essere una gigantesca camera di compensazione, un luogo in cui il Segretario generale non può che ricorrere a un uso prudentissimo e bilanciato di ogni singola parola. Figurarsi in una crisi sanguinosa e drammatica come questa. Eppure che Guterres non comprenda la necessità di trattare Hamas per quello che è, cioè un’organizzazione terroristica che non può rappresentare niente e nessuno del mondo arabo lascia attoniti.

L’Onu, modellata e plasmata dai vincitori della seconda guerra mondiale mostra la corda ormai da decenni e sempre più spesso si riduce a una tribuna per accuse reciproche, più che un’assemblea in cui dirimere conflitti e controversie. Il Segretario generale non ha alcuna possibilità di incidere sulle pecche ereditarie dell’Onu ma dovrebbe almeno saper tener lontani i terroristi da qualsiasi forma di riconoscimento politico.

 

di Fulvio Giuliani

"Shalom" e lite all'Onu

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2023-10-25 08:47:52

2023-10-25 06:47:52

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2024-01-22 18:45:52

2024-01-22 17:45:52

Un gruppo di parenti degli ostaggi prigionieri di Hamas ha fatto irruzione alla Knesset - il parlamento israeliano - interrompendo la seduta della commissione finanze

Rabbia, dolore e proteste in Israele dove un gruppo di parenti degli ostaggi prigionieri di Hamas ha fatto irruzione alla Knesset - il parlamento israeliano - interrompendo la seduta della commissione finanze. “Non vi siederete qui mentre loro stanno morendo lì” e ancora: “rilasciateli ora”, le parole dei dimostranti che hanno chiesto il rilascio degli ostaggi, immediate dimissioni del primo ministro Netanyahu e nuove elezioni.

Moshe Gafni, presidente della commissione finanze, ha risposto loro: “Faremo di tutto per far tornare a casa sani e salvi i bambini, i fratelli e le donne”. I manifestanti sono stati infine allontanati.

Israele, i parenti degli ostaggi irrompono in parlamento

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2024-01-23 10:52:45

2024-01-23 09:52:45

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31585

2024-01-15 14:50:56

2024-01-15 13:50:56

Il Sudafrica ha trascinato Israele davanti alla Corte di giustizia accusandolo di genocidio. Un reato introdotto in quella giurisdizione partendo dal genocidio subìto dagli ebrei

Il Sudafrica ha trascinato Israele davanti alla Corte di giustizia, accusandolo di genocidio. Un reato che fu introdotto in quella giurisdizione proprio partendo dal genocidio subìto dagli ebrei. Il Sudafrica ha agito per conto della Russia e di un fronte che spera di ricavare vantaggi materiali dall’indebolimento dell’Occidente.

Israele non ha reagito come Putin, non ha negato la Corte dell’Aia come Putin la Corte penale, ma si è preparato a difendersi. Si possono avere i più diversi giudizi sul governo israeliano e sulla sua condotta, ma resta l’abissale differenza: Israele è una democrazia e riconosce il diritto internazionale; la Russia è una dittatura e riconosce soltanto l’uso della forza.

Non è un caso che, nella retorica delle propagande dittatoriali e nazionaliste, ricorra spesso l’appello alla “pace”, laddove nelle parole delle democrazie si trovi più spesso “sicurezza e diritto”. La distanza – anche lessicale – fra la sopraffazione degli altri, che non tollera limiti, e la difesa di sé, che non nega le Corti.

di Sofia Cifarelli

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Israele alla Corte di giustizia dell'Aia

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2024-01-15 14:22:59

2024-01-15 13:22:59

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