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title: Come è cambiata la cattolicissima Polonia
description: L’agenzia di ricerca statale polacca Cbos ha stilato un rapporto sul numero di credenti e praticanti in ambito religioso. Oggi sono ben diversi i risultati ottenuti dalla ricerca, lontani dal ricordo della cattolicissima e praticante Polonia dell’epoca.
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date: 2021-12-07
author: Pierluigi Mennitti
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/come-e-cambiata-la-cattolicissima-polonia/
categories: [Società]
tags: [religione]
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# Come è cambiata la cattolicissima Polonia

![Come è cambiata la cattolicissima Polonia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Evidenza-sito-33.png)

L’agenzia di ricerca statale polacca Cbos ha stilato un rapporto sul numero di credenti e praticanti in ambito religioso. Oggi sono ben diversi i risultati ottenuti dalla ricerca, lontani dal ricordo della cattolicissima e praticante Polonia dell’epoca.

**C’era una volta la cattolicissima e praticante Polonia.** A contraddire l’immagine di un Paese schiacciato sulla sua tradizione religiosa, arriva un rapporto del Cbos, l’agenzia di ricerca statale polacca, che ha indagato il credito e la pratica religiosa dei cittadini dal 1992, all’indomani della caduta del comunismo, a oggi. I dati segnalano una flessione leggera del credo e un calo robusto della pratica, a testimonianza di un processo di secolarizzazione costante nell’ultimo trentennio. Ma se l’attenzione si focalizza sulla fascia più giovane, allora si assiste a un vero e proprio crollo, che potrebbe preannunciare sviluppi sorprendenti nella vita sociale e politica del Paese più rilevante dell’Europa centro-orientale.

**I numeri. Innanzitutto, quando si parla di religione in Polonia, ci si riferisce quasi esclusivamente a quella cattolica.** Altre confessioni appaiono marginali nel quadro di una popolazione fra le più omogenee d’Europa. E una larghissima maggioranza di cittadini si dichiara ancora oggi credente. Qui le percentuali indicano una diminuzione molto leggera: dal 94% del 1992 – quando era ancora fresco il collante offerto dalla Chiesa cattolica all’opposizione al regime e forte l’orgoglio per un Papa del carisma di Giovanni Paolo II – all’87% di oggi. E solo il 12% si dichiara apertamente ateo. Ma già se si passa all’aspetto della pratica, le distanze sono maggiori. Trent’anni fa i polacchi che partecipavano assiduamente alle cerimonie religiose erano il 69,5%; nel 2021 sono appena il 43%, mentre il 24% ha dichiarato di non aver mai frequentato una chiesa.

**Emerge anche in questo settore una delle due grandi fratture che attraversano la Polonia: quella tra città e campagna (oltre che tra regioni dell’Ovest e dell’Est).** Il calo è più vistoso nei grandi centri urbani – Varsavia, Cracovia, Danzica, Poznan, Wroclaw – dove appena il 27% dichiara di praticare assiduamente contro il 41% che confessa di non averlo mai fatto. Qui anche la quota dei credenti è in diminuzione più sensibile, dal 91 al 72,5% in trent’anni. Effetto pandemia e timore per i contagi hanno accentuato nell’ultimo biennio il fenomeno dell’abbandono dei siti religiosi, anche se le chiese non sono mai state chiuse ai fedeli. Tuttavia, se si restringe il *focus* sui giovani, il calo assume la dimensione di un vero e proprio crollo e i motivi vanno ben al di là della paura del Covid. Nella fascia di età compresa fra i 18 e i 24 anni la partecipazione alle messe è passata dal 69% del 1992 al 23% del 2021 mentre il 36% ha dichiarato di non aver mai preso parte a una cerimonia.

Secondo i ricercatori del Cbos, il distacco dei *millennial* non è un fenomeno contingente ma strutturale: è legato a un vero e proprio cambio di mentalità generazionale e si alimenta di una nuova diffidenza verso il clero. Pesano le delusioni per la mancata reazione della Chiesa agli scandali di abusi e pedofilia fra i preti, così come le proteste di massa, non solo femminili, contro le restrizioni alla legge sull’aborto: i manifestanti, in larga parte giovani, assieme al governo accusano l’ingerenza della Chiesa.

 

di Pierluigi Mennitti
