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title: Come vedono l’Italia (nel mondo) gli italiani
description: Che idea hanno dell’Italia gli italiani? È una domanda molto importante da porsi, in un passaggio di incredibile delicatezza
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date: 2024-02-22
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Società]
tags: [Italia]
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# Come vedono l’Italia (nel mondo) gli italiani

![Italiani](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Italiani.jpg)

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2024-02-19 07:39:05

2024-02-19 06:39:05

La galassia composita di ammiratori di Putin sempre pronta a giustificare “zio Vladimir” non conosce limiti alla propria retorica e soprattutto alcuna vergogna

Cosa serve ai putiniani in servizio permanente effettivo per capire che siamo in presenza di un dittatore spietato come pochi e di raro cinismo? Cos’altro dovrebbe “fare” lo zar di Mosca per spingere anche i tragicomici “resistenti“ di casa nostra a cambiare idea o almeno starsene zitti una buona volta? 

La verità è che l’unica risposta plausibile a queste domande retoriche è: “nulla”. 

Perché quella galassia composita sempre pronta a giustificare zio Vladimir - a base di “ma però Biden”, “parliamo però anche del genocidio di Israele”, “l’Occidente ha costretto la madre Russia a difendersi “, “è stato obbligato dai nazisti ucraini schiavi della Nato alla guerra” - non conosce limiti alla propria retorica e soprattutto alcuna vergogna.

Lasciamo anche perdere gli esponenti politici che in fin dei conti si limitano a replicare quello che hanno sempre detto e pensato: è gente a cui talvolta semplicemente scappano i propri istinti dialettici e retorici. Quello che colpisce e fa più male è il mondo di chi commenta, fa finta di argomentare, polemizza contro chiunque osi ricordare la bestialità della guerra scatenata contro gli ucraini o il dramma degli omicidi politici come quello di Alexei Navalny. Il mondo di chi chiude gli occhi davanti alla realtà, reagisce insultando chiunque ricordi la discesa all’inferno di quest’uomo ossessionato, terrorizzato sino al midollo da qualsiasi forma di opposizione e limite alla propria bulimia di potere. 

A ben vedere nulla di nuovo, ci siamo già passati in alcune delle fasi più terribili della storia d’Europa: costoro sognano l’uomo forte, la dittatura nella forma fintamente addolcita di “democratura”. Lo fanno per reagire a una realtà che non capiscono, la realtà dei diritti diffusi, delle diversità di etnia, religione, idee intese come ricchezza. La realtà che non capiscono, chiusi nella loro quattro mura mentali. Spaventati a morte da tutto ciò che non sia tanto rassicurante quanto noioso e talvolta imbarazzante. 

Ripetiamo, non ci riferiamo a politici, presunti intellettuali, buffoni di corte da talk show e compagnia bella. Stiamo parlando di persone come noi, che godono appieno dei vantaggi di quei sistemi democratici e liberali che mostrano di disprezzare con così tanto zelo.

A pensarci bene, veri e propri fuoriclasse del masochismo. Così vicini, così lontani.

di Fulvio Giuliani

Gli ammiratori silenziosi (non troppo) di Putin

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2024-02-19 18:47:55

2024-02-19 17:47:55

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9926

2022-10-12 08:20:40

2022-10-12 06:20:40

Il putiniano d’Italia si rifiuta di fare i conti con la realtà, dimenticando le stragi, le piogge di missili e i bambini uccisi.

Il Putiniano DOC ha sempre qualcosa di messianico, ti deve spiegare la vita, l’ordine delle cose, perché la pace sarà sempre meglio della guerra (ma tu guarda, non ci saremmo mai arrivati).

È antiamericano in modo genetico, vede tutto ciò che è a stelle e strisce come una variazione sui toni del male. Matrice di ogni sofferenza del globo, a cui si contrappone la fiera forza di quel mondo che ebbe sono il trascurabile inciampo di essere comunista.

Al putiniano d’Italia l’Ucraina dà fastidio in quanto tale. Del resto, è un fedele seguace del dittatore delle fantasie malate sui “nazisti“ al potere a Kiev, dell’"operazione militare speciale", perché parlare di “guerra“ fa brutto. A Putin come al putiniano. Un’offesa per le prodi armate della madre Russia, lanciate a salvare noi europei dal giogo statunitense. E pazienza se in questa manovra violenta, atroce e antistorica un intero popolo dovrà essere schiacciato e ridotto allo stato di vassallaggio, come i vicini bielorussi del cameriere Lukashenko.

Il putiniano d’Italia non ha dubbi: bisogna scendere in piazza per la pace e condannare l’unico vero ostacolo alla medesima, Volodomyr Zelenski. È lui, simbolo di una resistenza insensata alla magnifica macchina bellica moscovita, il vero nemico. Ostacola quella pax adagiata su una bella bolla di gas e una montagna di miliardi.

Il putiniano d’Italia si rifiuta di fare i conti con la realtà, crede che si potrà presto tornare a fare affari con lo zar come se nulla fosse, dimenticando le stragi, le piogge di missili, i bambini uccisi.

Il putiniano d’Italia va in televisione a torcersi le mani, a invocare il Papa, a spiegarci quanto la guerra sia orribile, ma mai, mai, mai - in un fugace lampo di consapevolezza - riuscirà a ricordare chi sia l’unico responsabile di questo orrore del III millennio. Chi abbia voluto e iniziato tutto questo.

Rintuzzato sul tema, il putiniano da salotto televisivo si inalbera, arrossisce in viso, punta il dito contro l’incauto interlocutore ed esclama: “Tutta colpa dell’espansionismo della Nato, la Russia di Putin voleva solo fare affari e vivere tranquilla. Il vero colpevole, il regista di tutto è Joe Biden”.

Il putiniano d’Italia è sempre in bilico fra ridicolo e follia.

Di Fulvio Giuliani

I putiniani d'Italia

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2022-10-12 08:20:40

2022-10-12 06:20:40

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9926

2024-02-17 09:22:44

2024-02-17 08:22:44

Chi lotta per la libertà ed è pronto a sacrificare se stesso ci affascina, ci da coraggio. Navalny non è da santificare ma da onorare per la sua lotta

Perché ha colpito così tanto la notizia della morte di Alexei Navalny? Grande oppositore di Vladimir Putin, ci mancherebbe, soprattutto l’uomo ricco, potente, che - come scrivevamo ieri - mette a rischio letteralmente tutto di sé e del suo mondo per opporsi a chi immensamente più potente di lui lo era e a rigor di logica lo sarebbe rimasto. Nonostante tutti gli sforzi, l’impegno e anche i denari e le influenze profuse. Anche per ambizioni personali, questo non va mai dimenticato: perché il potere non esercita un fascino perverso e potentissimo solo sui "cattivi" della storia e di questa storia in modo particolare. Navalny era attratto dal potere, lo aveva esercitato sia pur in forme diverse. Non era certo madre Teresa di Calcutta, eppure la sua scomparsa - a valle di una storia tragica e insostenibile per la violenza fatta a ogni idea di Stato di diritto, diritto della persona, verità e giustizia - ha colpito profondamente pur non potendo certo sorprendere nessuno.

La stessa sua tragica fine era palesemente segnata da tempo, ormai. Perché, nonostante tutto e alla faccia di chi continua a coltivare con cinismo rivoltante l’ammirazione per gli “uomini forti“ di turno, le “democrature” e altre boiate del genere, chi lotta per la libertà ed è pronto a sacrificare se stesso ci affascina, ci dà coraggio.

Trasmette un’idea di forza e la convinzione che alla fine le cose sapranno trovare la loro strada verso un esito migliore. Non il migliore in assoluto, sia chiaro, ma pur sempre preferibile a chi ha svenduto umanità e dignità. Il che non significa santificare nessuno, tantomeno Alexei Navalny, ma onorare la sua lotta e il suo coraggio.

Di Fulvio Giuliani

Perché la fine di Navalny ci riguarda tutti

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2024-02-17 19:53:14

2024-02-17 18:53:14

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