Condannare e isolare gli estremismi
| Società
A scendere in piazza per i cortei no Green Pass sono rimaste le frange più estreme, soprattutto i più violenti. Occorre una presa di posizione non solo da parte del Viminale ma anche da chi scende in piazza pacificamente.
Condannare e isolare gli estremismi
A scendere in piazza per i cortei no Green Pass sono rimaste le frange più estreme, soprattutto i più violenti. Occorre una presa di posizione non solo da parte del Viminale ma anche da chi scende in piazza pacificamente.
| Società
Condannare e isolare gli estremismi
A scendere in piazza per i cortei no Green Pass sono rimaste le frange più estreme, soprattutto i più violenti. Occorre una presa di posizione non solo da parte del Viminale ma anche da chi scende in piazza pacificamente.
| Società
AUTORE: Gaia Bottoni
C’era da immaginarsi che con l’andare del tempo il cerchio si sarebbe ristretto. Quello che è successo sabato a Milano lo dimostra in modo inequivocabile: in piazza per i cortei no Green Pass restano soprattutto i più violenti, le frange più estreme. E così si sono ritrovati fianco a fianco un ex brigatista e i neonazisti della comunità varesina “Dodici Raggi”. Al di là del bilancio di arresti e denunce, del fatto che ancora una volta il corteo puntasse alla sede della Cgil e che le forze dell’ordine siano riuscite a evitare il peggio, occorre una riflessione. Perché se è vero che è quantomeno difficile avere a priori il polso di una manifestazione del genere, a posteriori occorre prendere una posizione netta.
Qui è rimasto ben poco di quelle immagini di famiglie che protestano contro una misura che ritengono illegittima: qui sono rimasti gli opposti estremismi, uniti da una battaglia contro il ‘sistema’. Non condannare quanto avvenuto, solo perché a differenza di Roma la situazione non è degenerata, sarebbe un grave errore. Anche perché c’è da aspettarsi che l’ondata non si esaurisca e anzi che gli animi vadano esacerbandosi con la certezza che Draghi non farà passi indietro sul Green Pass. Rischiamo di ripiombare in anni che nessuno vuole rivivere. Tocca alla politica e al Viminale esporsi e censurare, e se possibile provare a intensificare i controlli prima di queste manifestazioni. Ma tocca anche a chi scende in piazza pacificamente: non condannare significa essere complici di una deriva inaccettabile.
di Gaia Bottoni
La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
Leggi anche
La Famiglia nel bosco, mercoledì 25 marzo i genitori in Senato
17 Marzo 2026
L’operazione “Genitori in Senato” non può neanche essere spacciata come solidarietà nei loro confr…
Sempre più manager preparati lasciati a casa. Come rientrare in partita senza perdersi d’animo
13 Marzo 2026
Secondo gli head hunter il mondo del lavoro è un destino che capita a tutti. Non serve chiedersi s…
Giudice ordina risarcimento da 50mila euro perché obbligata a servire il caffe ai colleghi uomini in quanto donna
11 Marzo 2026
Una manager è stata risarcita con 50mila euro perché “costretta” dall’amministratore delegato a se…
Dieci giorni per diventare padre: l’Italia dice ancora No al congedo paritario
09 Marzo 2026
La politica si ferma, ma i padri italiani chiedono più tempo per esserci. La proposta per cinque m…
Iscriviti alla newsletter de
La Ragione
Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.