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De Crescenzo

Conosci te stesso

Se non sai, l’orgoglio delle radici può trasformarsi in chiusura e la paura è da sempre un pessimo compagno di viaggio

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Conosci te stesso

Se non sai, l’orgoglio delle radici può trasformarsi in chiusura e la paura è da sempre un pessimo compagno di viaggio

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Conosci te stesso

Se non sai, l’orgoglio delle radici può trasformarsi in chiusura e la paura è da sempre un pessimo compagno di viaggio

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Se non sai, l’orgoglio delle radici può trasformarsi in chiusura e la paura è da sempre un pessimo compagno di viaggio

Mi è capitato fra le mani un vecchio libro divulgativo del compianto Luciano De Crescenzo, “Storia della filosofia“. Nel leggere la prefazione, mi sono imbattuto nella seguente frase: “Se non avessimo vinto un paio di battaglie decisive e se la razionalità del pensiero greco non si fosse affermata nel nostro mondo, oggi a mezzogiorno ci troveremo tutti appecorati verso la Mecca per pregare“. Parole che oggi nessuno oserebbe pronunciare, figurarsi scrivere e che invece una mente libera e acuta di una persona tollerante, divertentissima, pigra e genialoide come Luciano De Crescenzo non ebbe alcun timore a mettere nero su bianco nel presentare uno dei suoi tanti successi editoriali. Certo, direte, De Crescenzo conobbe il successo fra gli anni ‘80 e ‘90, quando gli immigrati di fede musulmana in Italia erano ancora pochi e certi temi improponibili. Credo, però, ci fosse anche dell’altro: Luciano De Crescenzo è stato uno splendido napoletano, un grande interprete di una cultura e di una storia fatta di tolleranza, buona disposizione nei confronti dell’“altro”. Oggi, dominati dal politicamente corretto, frasi come quelle cercheremmo persino di non pensarle, ma poi nella pratica quotidiana ci azzanniamo sulla scuola di Pioltello, alziamo la voce e molti vorrebbero anche alzare muri. De Crescenzo poteva scrivere in quel modo perché sapeva molto bene da dove arrivasse, lui studioso e divulgatore del pensiero classico e della filosofia dei greci, a cui dovremmo rivolgere un sentito e profondo ‘grazie’ ogni mattina.

Poteva concedersi il lusso e la fortuna della vera tolleranza perché sapeva chi fosse. Applicando l’ammonimento scolpito sulle pietre dell’oracolo di Delfi: “Conosci te stesso“. Oggi berciamo con stupefacente leggerezza, indichiamo nell’altro il pericolo e la fonte di ogni paura anche perché abbiamo dimenticato da dove veniamo, di quale infinita serie di miscugli siamo il frutto. Se non sai, l’orgoglio delle origini si trasforma rapidamente in presunzione e chiusura e la paura è da sempre un pessimo compagno di viaggio.

Di Fulvio Giuliani

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