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title: Contro la violenza servono la cultura e l’educazione
description: Su donne e femminicidi si sprecano fiumi di parole ma ci vogliono i fatti. Vedere 8 deputati presenti a Montecitorio non fa ben sperare.
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date: 2021-11-25
author: Laura Scalfi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/contro-la-violenza-servono-la-cultura-e-leducazione/
categories: [Evidenza, Società]
tags: [donne, Italia]
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# Contro la violenza servono la cultura e l’educazione

![Contro la violenza servono la cultura e l’educazione](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Violenza-sulle-donne-1.png)

Su donne e femminicidi si sprecano fiumi di parole ma ci vogliono i fatti. Vedere 8 deputati presenti su 630 in aula a Montecitorio durante la discussione della mozione contro la violenza sulle donne non fa di certo ben sperare.

È ora di **dire basta**, ma non scrivendolo sulle braccia per postare una foto il **25 novembre** o quando inauguriamo una panchina rossa o quando riempiamo le piazze di scarpe di donna. **L’aula di Montecitorio**, praticamente vuota durante la discussione della mozione contro la **violenza sulle donne** (**8 deputati presenti su 630**), è una chiara immagine di come su donne e **femminicidi** si sprechino fiumi di parole, ma alla prova dei fatti il Paese resti immobile.

I dati diffusi da **ActionAid** sono disarmanti. **Solo il 2% dei fondi stanziati per il 2020 a livello statale** sono arrivati a destinazione, mentre tempi lunghissimi per l’erogazione delle risorse, impedimenti burocratici e mancanza di interventi strutturali sono l’ulteriore dimostrazione di come in Italia non si riesca a dare concretezza alle intenzioni. Dalla giustizia alla scuola le lacune restano profonde. I tempi per la presa in carico dei casi di ‘codice rosso’ spesso nelle aule giudiziarie diventano biblici e letali, **lasciando le vittime esposte** per mesi al rischio di ulteriori aggressioni e violenze.

Sappiamo che, numeri alla mano,** le donne ottengono i risultati migliori** a scuola e all’università, pur restando le principali vittime di violenza e di crisi economiche (i dati delle percentuali di perdita di lavoro durante il lockdown della componente femminile della popolazione ne sono un esempio). Tutto ciò, però, resta **la punta dell’iceberg**.

Senza la costruzione di una **consapevolezza sociale ed economica** del valore che le donne apportano al nostro **sviluppo come sistema Paese**, non faremo passi in avanti. Ricordiamo che spesso **la violenza** nasce in contesti in cui non c’è indipendenza e che il Pnrr costituisce in tal senso un’occasione preziosa. **Non servono interventi rivoluzionari**: un posto al nido per ogni bambino, congedi di genitorialità che equiparino uomo e donna introducendo un congedo significativo per i padri (l’obbligo di 3 giorni per i papà è ridicolo), premialità fiscale per le imprese che assumono donne e, perché no, un libro bianco delle aziende pubbliche e private che eliminano il gap salariale con vantaggi fiscali o punteggi in caso siano fornitori dell’ente pubblico (lo facciamo chiedendo le certificazioni Iso perché non con un marchio #freegendergap?).

**Dimostriamo che le donne sono importanti** e meritano rispetto applicando i principi già contenuti nella nostra Costituzione. Non è una questione di quote o di corsie preferenziali, ma solo di fare ciò che è giusto, perché i diritti di tutti siano rispettati.

 

di *Laura Scalfi*

Direttore generale dell’Istituto G. Veronesi e del Liceo Steam International
