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title: Corpi con vagine
description: La copertina della più prestigiosa rivista medico-scientifica The Lancet, accusata di sessismo da parte dei movimenti femministi e Lgbtq+.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/the-lancet-sito.png
date: 2021-10-07
author: Claudia Burgio
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/corpi-con-vagine/
categories: [Società]
tags: [donne, società]
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# Corpi con vagine

![Corpi con vagine](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/the-lancet-sito.png)

### “Per colpa” del politicamente corretto la più prestigiosa rivista scientifica inglese The Lancet è sotto accusa per non aver utilizzato la parola “donne” ma “corpi con vagine”.

**Le parole sono importanti**. Ancora di più se a pronunciarle è una delle più prestigiose riviste medico-scientifiche inglesi come The Lancet. **La polemica sui social ha avuto inizio dopo la pubblicazione, nell’ultimo numero di settembre/ottobre 2021, dell’articolo**:“Historically, the anatomy and physiology of bodies with vaginas has been neglected” letteralmente “Storicamente, l'anatomia e la fisiologia dei corpi con le vagine sono state trascurate”. Le intenzioni erano più che buone, ma l’articolo è stato accusato di becero sessismo: era infatti dedicato a una mostra sulla storia e i tabù delle mestruazioni, tenutasi nel mese di settembre al [Vagina Museum](https://www.vaginamuseum.co.uk/) di Londra. **Uniformarsi al “politically correct”, però, è diventata un’arma a doppio taglio: nel tentativo di usare un linguaggio inclusivo si è finito per discriminare proprio chi non si vorrebbe, o forse dovrebbe**. Un paradosso. Le critiche sono arrivate via twitter dall’attivista scozzese Susan Dalgtey, dal giornalista del Telegraph e del Daily Mail Calvin Robinson, e dallo psicologo Geoffrey Miller. Anche nel nostro Paese l’articolo non è passato inosservato, con l’indignazione della giornalista e scrittrice [Lorella Zanardo](https://laragione.eu/life/editoria/la-bellezza-non-sia-una-colpa/) nella sua pagina facebook.

**Il caporedattore della rivista, Richard Horton, è intervenuto sulle pagine del Daily Telegraph per scusarsi con i lettori** che, offesi, hanno provveduto numerosi a disiscriversi tempestivamente dal The Lancet: “Chiedo scusa ai lettori che si sono sentiti offesi dalla frase apparsa sulla nostra copertina e nell’articolo. Allo stesso tempo vorrei sottolineare che la salute transgender è una realtà importante dei sistemi sanitari moderni che purtroppo viene trascurata”. The Lancet, di certo non è il primo (e forse neanche l’ultimo) ad aver modificato il linguaggio nel modo più inclusivo possibile. 

Alcuni esempi: l’associazione inglese per la ricerca sul cancro, **Cancer Research Uk**, ha eliminato la parola “donne” dalla campagna per il pap test sostituendola con “ogni persona - con la cervice tra i 25 e i 64 anni”. L'organizzazione no profit [Bloody Good Period](https://www.bloodygoodperiod.com/) ha sdoganato il termine “menstruator” sostituendolo proprio alla parola “donne”; **l’amministrazione di Brighton e Hoven** ha diffuso agli studenti più piccoli il concetto che le mestruazioni non riguardano le donne ma “all genders”. Persino la **British Medical Association** ha indicato a tutti i suoi membri (160 mila), che lavorano nella sanità privata e negli ospedali del Regno Unito, di non chiamare una donna incinta “futura mamma”, ma “persona incinta”, per non discriminare gli uomini intersex o trans che possono avere gravidanze. L’università di Manchester ha abolito le parole “madre” e “padre” sostituendole con generici plurali “they/them/theirs”; infine, al **Brighton and Sussex University Hospitals NHS Trust**, le ostetriche hanno sostituito l’espressione “allattamento al seno” con “allattamento al petto”, “latte materno” con “latte umano”, “madre” o “padre” con “genitore che partorisce”. 

Una domanda sorge spontanea: **in quest’epoca stressata dal politicamente corretto, se al posto di “corpo con vagine” ci fosse stato scritto “donne” la polemica sarebbe insorta ugualmente?**

E, forse, non tutti i mali vengono per nuocere, questo “errore” ha riportato il movimento femminista e quello Lgbtq+ di nuovo uniti per schierarsi dalla stessa parte.

di *Claudia Burgio*
