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title: Sergio Marchionne, il dirigente visionario
description: "Il ricordo di Marchionne, l'imprenditore genialoide capace di convincere Barack Obama ad affidargli Chrysler nel giro di poche settimane"
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date: 2023-03-11
author: Redazione
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/cosa-ha-fatto-sergio-marchionne-imprenditore-visionario/
categories: [Società]
tags: [economia, Evidenza, impresa, Italia]
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# Sergio Marchionne, il dirigente visionario

![sergio marchionne](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/03/Evidenza-sito-2023-03-11T171307.463-1024x639.jpg)

Il ricordo di Sergio Marchionne, l'imprenditore genialoide capace di convincere Barack Obama ad affidargli Chrysler nel giro di poche settimane

Fra l’autunno 2008 e la primavera 2009 il mondo sembrava sul punto di implodere. La crisi finanziaria innescata dalla bolla dei mutui subprime statunitensi si stava rapidamente tramutando in crisi economica e sistemica. Proprio** in quei mesi terribili Sergio Marchionne realizzò il capolavoro della carriera: l’acquisizione della Chrysler**, il più piccolo dei colossi automobilistici statunitensi ma pur sempre un’icona americana e uno dei simboli globali dell’automobile. Mise a segno il colpo nel momento e nelle condizioni peggiori possibili. Almeno in teoria.

In realtà questo manager nato in Abruzzo, formatosi in Canada e trasferitosi in Svizzera per cogliere i primi, clamorosi successi professionali aveva trovato nella più tremenda delle crisi le condizioni per realizzare una manovra impossibile in tempi “normali”. Fu allora che seppe intravedere una convergenza fantasiosa e coraggiosa. Da un lato le esigenze di un’industria legata per tutta la sua storia – sino a quei giorni – ai destini di una famiglia e di un Paese; dall’altro **le necessità politiche di un neopresidente entrato alla Casa Bianca in una fase economicamente drammatica. Aver convinto nel giro di poche settimane Barack Obama ad affidargli Chrysler sembrò incredibile**.

Erano gli anni, del resto, in cui Marchionne passava come un uragano nel sonnacchioso mondo della grande industria italiana. Portò a Torino una cultura del lavoro, la sua. Cambiò nel giro di pochi mesi l’idea stessa di lavoro in azienda, travolgendo le strutture esistenti, sostituendo senza pietà donne e uomini, promuovendone altri e imponendo ritmi e obiettivi apparentemente impossibili. La Fiat era un’azienda pressoché fallita, spolpata da un management pronto a schierarsi contro la stessa famiglia Agnelli.

Davanti a impianti lasciati andare al loro destino, a una buona parte dei lavoratori in cassa integrazione e al futuro ridotto ormai a ipotesi,** Marchionne non si capacitava che si potesse buttar via tempo in battaglie di potere su un cadavere**. Nella breve stagione del risanamento, del ritorno in fabbrica di tutti gli operai, dell’azzeramento del debito, della riscoperta dell’utile e del colpaccio Chrysler, il manager venuto dal Canada fu l’eroe di tutti. Rimessa l’azienda in cammino, azzeccati alcuni colpi storici come la nuova “500” o i modelli di Jeep (l’americanissima Jeep!) costruita a Melfi e spedita a invadere il mercato Usa, Marchionne divenne rapidamente scomodo.

[Nel Paese la cultura del merito, della concorrenza fra talenti, delle promozioni per capacità e non per amicizia resta(va) estranea](https://www.instagram.com/reel/Cppf1hPgTRZ/?utm_source=ig_web_copy_link).** Iniziò a stare sulle scatole a molti e i suoi maglioncini a buon mercato comprati rigorosamente online si tramutarono da vezzo di un manager genialoide in segno del disprezzo per l’ordine costituito**. Apparve un difetto essere più a suo agio con l’inglese che con l’italiano.

Come in ogni uomo animato da un’insopprimibile fame di novità e movimento, commise rilevanti errori. **Vide dopo altri la svolta dell’elettrico, tanto per cominciare**. Errori e “vittime” lungo il cammino li metteva nel conto, a cominciare dalla sua stessa vita e dagli affetti più cari, a cui si negò investendo tutto il proprio tempo nel lavoro. Volle così e proprio in questo modo crediamo avrebbe voluto essere ricordato.
