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title: Nuove generazioni con libertà ma senza responsabilità
description: Concediamo alle nuove generazioni una libertà illusoria che non ci sforziamo minimamente di affiancare al senso di responsabilità.
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date: 2022-08-06
author: Maruska Albertazzi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/crescere-nuove-generazioni-con-liberta-e-senza-responsabilita/
categories: [Società]
tags: [Evidenza, giovani, società]
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# Nuove generazioni con libertà ma senza responsabilità

![nuove generazioni](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/08/Evidenza-sito-24.jpg)

Concediamo ai nostri figli, alle nuove generazioni, una libertà illusoria che non ci sforziamo minimamente di affiancare al senso di responsabilità. E così li lasciamo andare nel mondo a fare gli adulti, senza averli allenati, liberi ma indifesi.

**Che si stesse meglio quando si stava peggio è una mistificazione resa facile dallo scorrere del tempo.** Si invecchia, ci si adatta con fatica agli usi e costumi delle nuove generazioni e si fugge con la mente verso un’epoca che la selezione dei ricordi ci fa apparire come irrimediabilmente migliore. Questo meccanismo, che sfrutta la memoria selettiva a vantaggio dei “bei vecchi tempi”, si innesca con ancora maggiore intensità e frequenza quando di mezzo ci sono i nostri figli.

Fatta questa doverosa premessa e consci che noi, ai tempi che furono, di pericoli comunque ne correvamo parecchi, potrebbe essere utile provare ad analizzare cosa accade di molto pericoloso oggi ai nostri figli **nonostante ci si sforzi tanto di proteggerli, molto più di quanto non accadesse in passato.** Generazioni, quelle dal 2000 in poi, cresciute a pane e tecnologia, col nuoto neonatale, i libricini per stimolare, i pomeriggi con gli amichetti per socializzare, il corso d’inglese al nido, la scuola calcio, la festina a tema, i tacchi a dieci anni, la fidanzatina a undici e il tatuaggio a tredici. Ragazzi che crescono in fretta, che escono la sera, che fumano in casa, che gestiscono la loro libertà trattandola come un diritto acquisito.

Eppure, come se fossimo davanti a quello che credevamo un solido palazzo e si rivela invece una scenografia che poggia sul nulla, quegli stessi ragazzi sono quelli che hanno tolto il pannolino a quattro anni e il ciuccio a cinque,** quelli che non sono mai andati a scuola da soli, che da soli non hanno mai preso un autobus fino all’adolescenza,** che non hanno dovuto aspettare o rinunciare a qualcosa che desideravano, a cui non abbiamo dato la possibilità di guadagnarsi lo spazio che gli abbiamo generosamente concesso.

A differenza nostra – gente cresciuta patteggiando la discoteca al pomeriggio, ribellandoci a genitori che ancora usavano il battipanni come metodo educativo ma soprattutto costretti a imparare a cavarcela da soli già nel cortile sotto casa – **quelli di oggi sono ragazzi per cui la libertà concessa e la responsabilità pretesa non vanno mai di pari passo**, con la prima che batte la seconda dieci a zero. Le chiavi di casa, che per noi erano una conquista, diventano per loro un’incombenza inutile, tanto ci sono mamma o papà che aprono la porta a tutte le ore. La serata in discoteca fino all’alba una necessità inderogabile, a maggior ragione dopo due anni di pandemia, dopo che li hai visti in apnea così a lungo e faresti qualunque cosa per vederli finalmente spensierati.

E così li lasciamo andare per il mondo senza averli allenati, liberi ma indifesi, furbi ma incoscienti, creativi ma incapaci di badare a sé stessi. Chissà se davvero si stava meglio quando si stava peggio.

Di *Maruska Albertazzi*
