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title: Giù le mani da Lady Oscar
description: "Lady Oscar è finita nella bufera dopo che Cristina D'Avena ha eseguito una canzone a lei dedicata in una kermesse di Fratelli d'Italia"
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date: 2022-12-17
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Società]
tags: [diritti, Evidenza, Sesso, società, televisione]
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# Giù le mani da Lady Oscar

![lady oscar](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/12/Evidenza-sito-73.jpg)

Lady Oscar è finita nella bufera dopo che Cristina D'Avena ha eseguito una canzone a lei dedicata in una kermesse di Fratelli d'Italia

Oggi, potrete leggere su La Repubblica online un’interessante analisi-esegesi di uno dei personaggi più riusciti dei cartoni animati della mia generazione, **Lady Oscar.**

La coraggiosa, bionda protagonista in panni da uomo, amatissima dalle bambine mie coetanee (ebbene sì, noi maschietti preferivamo Goldrake e Mazinga, ma non disdegnavamo Lady Oscar e persino Heidi), è finita nel trita carne politico. Tutto per la sovversiva scelta della nota agitatrice **Cristina D’Avena di cantare una canzone a lei dedicata, in una kermesse di Fratelli d’Italia**.

Pur di impallinare la suddetta cantante, notissima interprete di alcune delle più famose sigle di cartoni animati, che ha avuto l’ardire di presenziare a una riunione del partito della presidente del Consiglio, quale miglior strada che massacrare (per dissacrare lei, ovvio) un personaggio-icona per chi oggi ha fra i 40 e i 50 anni?

Il nocciolo del ragionamento è: considerato che Lady Oscar è notoriamente una bambina cresciuta ed educata da uomo - anzi da guardia reale - per decisione del padre che voleva a tutti costi un figlio maschio, la stessa non può conoscere l’amore. L’amore le è precluso, perché da un lato rifiuta esplicitamente l’idea di rapporti omosessuali, dall’altro è prigioniera dello status di donna mascherata da uomo che le impedisce di coronare l’amore di una vita per il bell’André.

Storia strappalacrime che ha fatto palpitare i cuori di milioni di ragazzine, ma che **nella spietata analisi de la Repubblica non è amore**, non può assurgere a questa dimensione sentimentale, perché Lady Oscar è prigioniera della sua condizione, dei suoi tempi, della violenza che le è stata fatta, eccetera.

Il solito meccanismo mentale, schiavo del politicamente corretto, per cui si decontestualizza qualsiasi cosa - anche un cartone animato - e lo si piega alle proprie esigenze ideologiche. Per cui, perdonate la brutalità, se Lady Oscar avesse manifestato un’eventuale omosessualità sarebbe stata un manifesto dell’amore, del progressismo, della bellezza, della *diversity and inclusion* ante litteram. Considerato, però, che ama perdutamente il bell’André in vestiti da uomo e si strugge per il medesimo, **allora non è degna di considerazione e di un moto d’affetto**.

Il suo non sarebbe amore, vai a capire per quale benedetto motivo. Uno ce n’è ed è sempre il solito: l’omaggio a un progressismo di facciata, per cui è degno solo ciò che decide una determinata corrente di pensiero. Figurarsi, poi, se di rapporti fra sessi si parla a una platea di attivisti di Fratelli d’Italia.

**Che brutta cosa l’omologazione ideologica e culturale**.

W Lady Oscar e vien voglia di rivedere con occhi da adulto il cartone della nostra infanzia, con tanto di sigla che oggi finirebbe al rogo: “ll buon padre voleva un maschietto ma - ahime’ - sei nata tu”.

Pensate un po’, noi non ci indignavamo e basta, ma in un angolo della nostra testolina di bimbi partecipavamo del dramma intimo di questo potente personaggio.

Di *Fulvio Giuliani*
