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title: Croissant e cappuccino, icone alimentari nate con la guerra
description: "Il cappuccino ha origini singolari: è addirittura nato da una guerra (come pure il francese croissant, come vedremo)"
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date: 2025-06-04
author: Franco Vergnano
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/croissant-e-cappuccino-icone-alimentari-nate-con-la-guerra/
categories: [Società]
tags: [cucina, società, storia]
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# Croissant e cappuccino, icone alimentari nate con la guerra

![Croissant cappuccino](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/UNA-FOTO-177-1024x639.jpg)

Il cappuccino ha origini singolari: è addirittura nato da una guerra (come pure il francese *croissant*, come vedremo)

**Verrebbe da dire «Mamma li turchi!». Ma, una volta tanto, declinato in chiave positiva**. La frase usata in genere per allertare la popolazione dal pericolo dei pirati che facevano incursioni sulle nostre coste,** è stata infatti uno dei curiosi ingredienti a cui si deve l’invenzione dell’attuale cappuccino**. La mitica bevanda orgoglio del *Made in Italy* – quella che gli americani consumano a qualsiasi ora, quella che viene fornita anche alle truppe ucraine che si difendono dall’invasione russa –** è nota in tutto il mondo**. **Come spesso accade ai prodotti di successo, ha origini singolari**: **è addirittura nata da una guerra** (come pure il francese *croissant*, come vedremo). **Complici un frate friulano e un imprenditore polacco.**

**Vienna, 1683. Era in corso uno scontro cruciale per l’Occidente.** Da due mesi la città era assediata dall’impero ottomano, allora giunto al punto più alto della sua espansione.** L’arrivo nella capitale di Kara Mustafa Pasha fu preceduto da lunghi periodi di tensione fra turchi e cristiani.** L’assedio cominciò nel luglio 1683. **Ma soltanto in autunno la Lega Santa delle nazioni cristiane fermò la marcia dell’impero ottomano.** L’esercito polacco, guidato dal re Giovanni III Sobieski, riuscì a rompere le linee ottomane e a mettere in rotta le truppe del *gran* *visir*, infliggendo loro una grave sconfitta dalla quale in sostanza non si sarebbero più riprese. La battaglia di Vienna avvenne il 12 settembre 1683: fu uno scontro decisivo che vide prevalere l’esercito polacco, con il supporto di truppe austriache e tedesche. La vittoria cristiana fu un momento di unità e rappresentò un evento cruciale nella storia dell’Occidente.

**Gran parte del merito spettò all’opera di mediazione di un frate friulano dell’ordine dei minori cappuccini: padre Marco D’Aviano**. Il religioso era stato infatti inviato da papa Innocenzo XI con il preciso scopo di mettere in piedi la Lega Santa, obiettivo raggiunto alla grande. **Il frate aveva fama di taumaturgo e riuscì nel difficile compito di far collaborare sovrani che non potevano sopportarsi.** Fra Marco li convinse con parole piene di fervore e zelo mescolando italiano, tedesco e latino, riuscendo lo stesso a farsi capire da tutti.

**In quei giorni Vienna era in festa. **La leggenda vuole che – stessa occasione e medesimi tempi – anche il *croissant* **(come viene chiamato in tutto il mondo tranne che in Italia, dove prende il nome di cornetto) sia nato durante l’assedio.** **Pasticceri francesi confezionavano *brioche* a forma di luna crescente, quella che vedevano nelle bandiere degli assedianti**, e che sbocconcellavano in loro spregio. Più tardi fu poi un ufficiale austriaco a portare il *kipferl* (che vuol dire appunto mezzaluna) a Parigi, da dove si diffuse in tutto il mondo con il nome francese che oggi tutti conosciamo.

**Ma torniamo al nostro cappuccino.** Messi in fuga i turchi, entra in scena il terzo personaggio chiave**: un 40enne di origine polacca, Jerzy Franciszek Kolschitzky**. Fornito di doti imprenditoriali e buon conoscitore dei costumi ottomani, **trovò nell’accampamento nemico sacchi di caffè verde**. Aprì così una torrefazione dove vendeva il nuovo prodotto che però, essendo amaro, non piaceva ai viennesi, nonostante avesse cercato di addolcirlo con il miele.** Poi un giorno il nostro Fra Marco entrò nel locale e chiese di aggiungere della schiuma di latte a quello che all’epoca era un infuso**. Fu così che da nero come il peccato che era, **il caffè si stemperò in una dolce sfumatura nocciola che faceva *pendant* con il saio indossato dal francescano**. L’occhio svelto di Kolschitzky colse al volo la somiglianza del colore della bevanda con la tonaca ed esclamò: «Kapuziner!». **Era nata una leggenda.**

**Certo, la diffusione in tutto il mondo del cappuccino come lo conosciamo oggi è arrivata in seguito. **Merito dell’invenzione (tutta italiana) della macchina da caffè espresso, che ha reso possibile la preparazione della crema di latte (rigorosamente intero) per far la schiuma.

di *Franco Vergnano *
