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title: Culle e teste vuote
description: Siamo così assuefatti al gelo che la conferma del precipizio demografico in cui l’Italia si è lanciata di fatto non riesce a fare notizia
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date: 2024-03-30
modified: 2024-03-31
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/culle-e-teste-vuote/
categories: [Società]
tags: [bambini, Italia]
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# Culle e teste vuote

![Gelo demografico](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Gelo-demografico.jpg)

9926

2021-12-10 11:09:52

2021-12-10 10:09:52

Un Paese con 5,1 anziani per ogni bambino è un Paese che sta lentamente e con coscienza rinunciando al futuro.

Gli ultimi dati diffusi dall’Istat, relativi alla fine del 2020, sono impietosi, ma non sorprendenti. Il trend del gelo demografico lo conosciamo molto bene e lo abbiamo più volte affrontato in questi spazi, eppure sembra che niente e nessuno riesca a porre un argine. Sono tantissime le cifre interessanti che potrebbero essere estrapolate dall’ultimo censimento, ma proprio il rapporto anziani-bambini ci sembra quello più rilevante, anche perché rappresenta in modo persino crudele la strada su cui si è incamminata l’Italia.

Frutto di quei poco più di 400.000 nuovi nati nel 2020 e nel 2021 andremo sotto questa soglia psicologica.

Appena nel 2011, il rapporto fra anziani e bimbi era di 3,8, con un’accelerazione impressionante nel giro di 10 anni. È bene sempre ricordare che cinquant’anni fa, nel 1971 e a valle del baby boom, il rapporto era sostanzialmente paritario: 1,1.

Ora, pensare che davanti a questo sfacelo demografico siano sufficienti come risposta l’assegno unico per le famiglie o provvedimenti analoghi va bene per chi deve andare ospite in qualche talk show.

Intendiamoci, come recita un vecchio adagio, “piuttosto che niente meglio piuttosto”, ma è l’approccio ad apparirci errato. Non convinceremo nessuno a far figli parlando solo di denaro e senza lavorare su due leve: la prima, imprescindibile ed estremamente complessa nella società di oggi, richiama alla meraviglia della scelta. Può apparire persino vetusto, ma ricordare quale incredibile avventura sia quella di una nuova vita non sarebbe male come premessa. Fermo restando il sacrosanto diritto di operare scelte diverse.

In seconda battuta, se si vuole provare ad aiutare sul serio le famiglie, è sul tasto dei servizi che dovremmo battere. Piuttosto che strombazzare una mancia di qualche decina di euro al mese, investiamo tutto quello che abbiamo in asili nido, orari flessibili, strutture sportive e ricreative e via dicendo.

Avremo una soluzione magari meno mediatica, ma più seria.

 

di Fulvio Giuliani

Gelo in culla

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2021-12-11 11:08:24

2021-12-11 10:08:24

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9926

2023-10-17 07:27:25

2023-10-17 05:27:25

La decisione di non far pagare l’asilo nido dal secondo figlio in avanti è indiscutibilmente un segnale positivo, un barlume di speranza

I “sì“ e i “no“ ai provvedimenti varati dal governo nella legge di bilancio - la vecchia “manovra economica“ - sono anno dopo anno figli in buona misura degli schieramenti, degli equilibri fra maggioranza e opposizione e anche all’interno delle maggioranze stesse. Nulla di nuovo, nulla che possa meravigliare.

Se parliamo, però, dei provvedimenti tesi a favorire le famiglie e in particolar modo contrastare il calo demografico, bisognerebbe fare uno sforzo per oggettivizzare i giudizi.

È un tema troppo importante, decisivo per il futuro dei nostri figli e la tenuta del welfare state, per lasciarlo preda degli schieramenti e ancor più delle posizioni ideologiche.

La decisione di non far pagare l’asilo nido dal secondo figlio in avanti è indiscutibilmente un segnale positivo, un barlume di speranza per chi come noi ha sempre pensato che non sarebbero mai stati i bonus (pannolini, bebè in senso lato e compagnia cantante) a spingere le coppie a fare più figli.

Solo i servizi possono fare la differenza, un ecosistema di servizi per essere più precisi.

Da questo punto di vista, è facile la critica a una norma tutto sommato limitata. È scontato che si dovrebbe fare di più, ma il realismo delle risorse a disposizione impone di limitare la naturale propensione alla polemica politica. Anche il prolungamento dei congedi di maternità e paternità rientra sotto la voce “servizi alla famiglia“. Un Paese che volesse realmente prendere di petto una situazione da incubo come quella del gelo demografico dovrebbe accantonare qualsiasi approccio ideologico in materia e mettersi a lavorare senza distinzioni di parte. Ascoltare le migliori menti a disposizione e i più ferrati in materia, per produrre una serie di interventi capaci di incidere nel medio e lungo periodo sulla natalità in Italia.

Gli asili nido sono un discrimine per tante, troppe donne costrette a una scelta che è una vergogna per la nostra società: fare un secondo figlio o lavorare. Perché se la prima gravidanza può essere ancora frutto di un naturale desiderio di maternità, di amore per l’amore e di quelle spinte alla vita e alla gioia che - grazie al cielo - ancora danno colore alla nostra esistenza, tutti i numeri e le analisi ci dicono che dalla seconda in avanti la pressione economica rischia di farsi insostenibile.

C’è da avviare un circolo virtuoso, che lentamente possa tornare a far abbassare l’età della prima gravidanza, garantendo alle famiglie non solo l’asilo nido, ma la scuola a tempo pieno e un sistema di avviamento allo sport che non costringa i genitori a salti mortali alla lunga impossibili o a riservare di fatto una serie di attività a chi se le può permettere. La decisione di ieri non invertirà certo il trend demografico, ma indica una strada. Appena un primo passo, ma da qualche parte dobbiamo pur cominciare.

di Fulvio Giuliani

Quel che aiuta a far nascere bambini

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asilo-nido

2023-10-17 07:27:25

2023-10-17 05:27:25

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9926

2023-09-14 13:01:42

2023-09-14 11:01:42

In questa fotografia ci sono due mondi: uno sta evaporando sotto i nostri occhi, senza che nessuno si decida ad alzare un dito. Un altro ne è diretta conseguenza, almeno in parte

In questa fotografia ci sono due mondi: uno sta evaporando sotto i nostri occhi, senza che nessuno si decida ad alzare un dito e a provare a invertire la tendenza. Un altro ne è diretta conseguenza, almeno in parte.

Quei due bambini soli in un’aula che un tempo ne avrà accolti, pure in un piccolissimo centro di montagna, 10 o 15, non sono tanto l’emblema dell’Italia dei piccoli borghi che tende a spopolarsi sempre più. Un fenomeno comune a tutti i Paesi ricchi e avanzati, ma più di ogni altra cosa la fotografia di un’Italia senza bambini. Ormai drammaticamente ed è il primo mondo. Non ci sono più, a meno di non volersi far fuorviare dalle nidiate fuori dalle scuole, peraltro ormai ben poca cosa rispetto alle valanghe di un tempo. Siamo messi così e, con il dovuto rispetto ma altrettanta chiarezza, siamo un Paese di vecchi che parla di vecchi e si interessa dei vecchi in arrivo. Si veda l’eterno capitolo pensioni. Ecco il secondo.

Dei bambini non sa più neppure cosa dire…

Quei pochi che ci sono non votano, mentre di pensionati o prossimi venturi ne abbiamo una valanga maledettamente pesante nelle urne.

Anche quando ci riempiamo la bocca di “famiglia“, sappiamo che gli asili nido o il dopo scuola sono un problema certamente grave ma l’assistenza dei nostri anziani è potenzialmente un dramma.

Guardi quella foto e ti assale una malinconia incredibile: stiamo appassendo e non sembra interessare a nessuno.

 

di Fulvio Giuliani

Spegnersi lentamente

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spegnersi-lentamente

2023-09-14 13:01:42

2023-09-14 11:01:42

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