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title: Dietro il woke il vuoto
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date: 2024-08-10
author: Andrea Pamparana
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/dietro-il-woke-il-vuoto/
categories: [Società]
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# Dietro il woke il vuoto

![woke](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/08/Evidenza-sito-1461-1024x638.jpg)

Nel 2021 il giornalista statunitense Bret Stephens scrisse sul “The New York Times” un articolo dal titolo: “Perché l’ideologia *woke* fallirà&quot;

**Nel 2021 il giornalista statunitense Bret Stephens scrisse sul “The New York Times” un articolo dal titolo: “Perché l’ideologia *woke* fallirà**”. In Italia questo termine, *woke*, viene usato da poco tempo, altre espressioni vengono di solito utilizzate che rientrano più o meno nello stesso campo semantico: **“politicamente corretto” o, all’inglese, “*cancel culture*”**. *Woke *può essere tradotto come “consapevole”, ovvero l’atteggiamento di chi presta attenzione alle ingiustizie sociali legate soprattutto a questioni di genere e di etnia. 

**Dopo la morte delle ideologie del secolo scorso, dopo che definizioni come destra e sinistra lasciano ormai il tempo che trovano, il *woke* si è insinuato nel dibattito politico**, ora anche in Italia (come sempre in ritardo sul mondo anglosassone) come vera e propria nuova ideologia, soprattutto da parte della cosiddetta sinistra, con un atteggiamento di dogmatismo intollerante e censorio su molti aspetti della vita quotidiana.

**Le piattaforme *social* hanno contribuito a rendere questo dibattito violento e intollerante. **Questo atteggiamento, in realtà, è in contrasto evidente con quei valori di tolleranza e dialogo cui dovrebbe invece aspirare chi sente di appartenere storicamente alla sinistra. **Negli Stati Uniti un dibattito critico sul *woke* è in corso anche tra i progressisti e tra diversi opinionisti *liberal*. **

**Ritornando al giornalista Stephens, conservatore, il *woke* è destinato a morire col tempo perché agisce in modo prescrittivo**, non apre un vero dibattito o una riforma, ma utilizza le armi dell’indottrinamento. In Italia siamo come sempre indietro, p**ersiste quella che a suo tempo perfino Obama osò criticare, «un’idea di purezza, l’idea che non si debba mai scendere a compromessi»**. Non è attivismo, **ma solo una subdola forma di autoritarismo. **

**Oggi, soprattutto in pubblicità, si tende a far passare un certo messaggio: “Speciali, non diversi”. **Ottima idea se ciò significa rifuggire gli stereotipi. Inutile e addirittura dannosa in molti altri casi. Il grande psicologo Gregory Bateson sosteneva che «la saggezza è saper stare con la differenza senza eliminare la differenza»**. Come esseri umani siamo costantemente immersi nella diversità. **Siamo però portati a darle un connotato negativo.** Come se sentirsi o essere diverso fosse un modo per farci sentire sbagliati, inadeguati, non ‘normali’. **

Albert Einstein l’aveva capito: «**Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido**».

di* Andrea Pamparana*
