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title: Dietro le sbarre, i suicidi in carcere
description: Dal primo giorno dell’anno a oggi in carcere si sono tolti la vita già 20 detenuti, circa 1 ogni 2 giorni e mezzo. Bisogna limitare i suicidi
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date: 2024-02-19
author: Valentino Maimone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/dietro-le-sbarre-i-suicidi-in-carcere/
categories: [Società]
tags: [carcere, giustizia, Italia, sicurezza]
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# Dietro le sbarre, i suicidi in carcere

![Suicidi carcere](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Suicidi-carcere.jpg)

Dal primo giorno dell’anno a oggi, in carcere si sono tolti la vita già 20 detenuti, più o meno uno ogni due giorni e mezzo. Bisogna cercare di limitare i suicidi nei penitenziari

**Che strano Paese è quello che sa indignarsi quando vede** [una sua concittadina all’estero condotta in ceppi e catene al processo da presunta innocente](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/budapest-ilaria-salis-in-aula-con-catene-a-mani-e-piedi/), ma affonda la testa nell’ignavia pur di non guardare all’orrore che coltiva senza troppi patemi in casa propria. Un Paese capace di commuoversi di fronte al [fisico devastato dai soprusi di chi ha subìto il carcere da innocente per quasi trentatré anni](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/il-caso-di-beniamino-zuncheddu/), ma bravissimo a fare spallucce e a relegare la notizia di un suicidio in carcere in un riquadro a pagina 16 (meglio se in basso e a sinistra). **Dal primo giorno dell’anno a oggi,** [fra le mura del nostro disgraziato sistema carcerario si sono tolti la vita](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/quei-suicidi-in-carcere-ignorati/) **già 20 detenuti**. Più o meno uno ogni due giorni e mezzo. E non ci vuole del genio per prevedere che il numero continuerà a salire fino a superare facilmente il totale di quelli registrati l’anno scorso (69) e magari anche quello del 2022, *annus horribilis* dei nostri penitenziari con 84 suicidi (il primato più nero degli ultimi trent’anni).

**Dice: cosa vuoi che sia, la gente si toglie la vita da libera, figuriamoci dentro una cella**. Allora leggete qui: nel 2022 hanno deciso di farla finita 15,2 detenuti ogni 10mila abitanti; lo stesso dato – fra le persone qualunque in libertà – era di 0,71 per 10mila abitanti, cioè 20 volte inferiore a quello raggiunto dietro le sbarre. **Qualcuno ha mai provato a ragionare su questo?** Qualcosa dev’essere pur successo alle nostre carceri se nel decennio fra il 1960 e il 1969 i suicidi furono in tutto 100, lo stesso numero che oggi si raggiunge nel giro di un anno e mezzo. Vogliamo davvero considerarla soltanto una questione da lasciare alle riflessioni di sociologi e psicologi o non sarà piuttosto il caso di trattarla per quello che è: un’intollerabile emergenza non più differibile neanche di un’ora?

**I nostri 189 penitenziari boccheggiano, stritolati dalla mole di oltre 63mila detenuti** (12mila in più di quanti ne potrebbero sopportare). **Sono strutture spesso decrepite, fatiscenti**. Basta sfogliare i rapporti di Antigone per impallidire all’idea di quello che deve sopportare chi è costretto lì dentro: finestre rotte, riscaldamento assente, acqua gelida o marrone, sembrano descrizioni di sale di tortura. In quella splendida cornice sopravvivono oltre 15mila detenuti che devono espiare pene brevi (a oltre 7.600 manca fra un giorno e 12 mesi, ad altri 8mila restano meno di 2 anni) e più di 1.200 carcerati *over *70. Per non dire degli oltre 15.600 che sono ancora tecnicamente ‘non colpevoli’, essendo in attesa di primo giudizio o comunque condannati non definitivi.

**L’Italia si divide su tutto, figuriamoci su questo**. Per la generazione cresciuta con l’idea che «hanno anche la tv, cos’altro vogliono? Non sono mica al Grand Hotel», è dura da mandar giù la prospettiva che l’unico modo per dare ossigeno a un sistema che si sta impiccando da sé sarebbe attuare una rivoluzione copernicana: abbandonare l’impianto carcerocentrico attuale. Chi a ogni caso di cronaca invoca che «sia fatta giustizia» – salvo poi vomitare rancore se l’entità della pena inflitta è inferiore a quella che sarebbe piaciuta a lui – non può accettare che un detenuto anziano o con un residuo pena basso esca prima del tempo. Tantomeno che chi è in attesa di giudizio attenda ai domiciliari l’esito del suo processo: presunti pedofili, assassini, stupratori non possono che marcire in cella a prescindere. Anche se potrebbero essere innocenti (e lo sono in tanti, in troppi).

**Cercare concretamente di limitare i suicidi nei penitenziari vuol dire adottare subito misure straordinarie per assumere personale pronto e formato**: ci sono strutture in cui uno psicologo o un mediatore culturale sono un miraggio, ce ne sono altre in cui quel ruolo è affidato alla buona volontà, al sacrificio e al buon senso di poche anime pie. Mentre gli agenti penitenziari – sottodimensionati e sotto pressione costante – soffrono. E si tolgono la vita con un tasso doppio rispetto alla popolazione ‘normale’, là fuori.

di *Valentino Maimone*
