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title: Digisicurezza
description: Il caso dei Green Pass falsi con cui dei criminali hanno creato un mercato nero mette in risalto la debolezza delle nostre reti informatiche.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Sicurezza-digitale.png
date: 2021-12-17
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/digisicurezza/
categories: [Evidenza, Società]
tags: [informatica, Italia, sicurezza]
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# Digisicurezza

![Digisicurezza](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Sicurezza-digitale.png)

Il caso dei Green Pass falsi con cui dei criminali avevano creato un vero e proprio mercato nero mette in risalto tutta la debolezza delle nostre reti informatiche. Servono investimenti e subito.

**Il caso dei Green Pass falsi**, con cui un’intraprendente **associazione criminale** aveva messo in piedi un vero e proprio **mercato nero**, non deve essere letto e commentato sul piano della sola cronaca. Tentazione comprensibile, considerati i diversi spunti gustosi, ma insufficiente. Facciamo ordine.

La banda aveva ideato un sistema ingegnoso, **usando la rete delle farmacie come cavallo di Troia** per penetrare e hackerare le reti informatiche sanitarie regionali. **Ci sono riusciti in ben sei Regioni d’Italia**: oltre la Campania (da dove l’inchiesta è partita), Puglia, Lazio, Lombardia, Calabria e Veneto. Riuscivano nel loro intento **spacciandosi per emissari della Soresa**, la società informatica che cura le reti sanitarie, con ignari farmacisti. Con quelli di loro un po’ più sprovveduti (questo va pur detto), bastava denunciare **il rischio di una frode informatica** per farsi consegnare la **password** ed entrare in rete.

Il trucco, persino banale, aveva già fruttato una discreta somma, raccolta fra chi si ritiene così furbo da **pagare un Green Pass falso pur di non vaccinarsi** e poter continuare ad andare al ristorante, allo stadio e così via. Questa, lo ripetiamo, è la cronaca, interessante quanto si vuole ma insufficiente a farci scorgere **il vero problema**. Anzi, il rischio colossale a cui ci esponiamo, continuando a gestire la nostra vita pubblica attraverso reti mal difese o almeno violabili con semplicità sconcertante.

Come avete appena letto, il caso dei Green Pass falsi porta, sinora, in sei diverse Regioni. **Da Nord a Sud**, in tutta evidenza, abbiamo **un gigantesco problema di sicurezza**, reso ancora più inquietante da quanto accaduto appena **la scorsa estate**. Ricorderete **il clamoroso hackeraggio subito dalla rete sanitaria della Regione Lazio** in agosto e la richiesta di riscatto per riattivare il sistema di prenotazioni dei vaccini posto sotto ‘**sequestro**’. Non sappiamo dove e come sia finita la relativa inchiesta, ma sappiamo che appena quattro mesi dopo la stessa Regione Lazio, insieme ad altre cinque, è stata nuovamente vittima di **una violazione sin troppo agevole**.

Arrivati a questo punto, **il piano è duplice**: da un lato, sarebbe bene conoscere nel dettaglio **il rapporto qualità-prezzo** dei lavori di gestione e sicurezza delle reti appaltate alle diverse società in tutto il Paese. Perché è inconcepibile la sensazione di insicurezza – saremmo felicissimi di essere smentiti – che se ne ricava. Troppi casi, in troppo poco tempo. Al contempo, è opportuno fare **una riflessione di sistema**: che senso ha riempirsi la bocca di digitalizzazione, sproloquiare di blockchain come sistema per certificare in rete la validità di documenti, transazioni o altro, se non riusciamo a garantire l’inviolabilità anche di un banalissimo Green Pass? Oggi possiamo occuparci di un caso tutto sommato circoscritto e dagli effetti pressoché nulli, ma se in un disgraziatissimo domani dovessero essere violate le reti pubbliche in cui vengono immagazzinati milioni di dati sensibili **rischieremmo un default di sistema**.

**La (vera) sicurezza informatica costa moltissimo** ed è una continua rincorsa a un mondo criminale che dà la sensazione di essere sempre un passo avanti, ma sarebbe da aspiranti suicidi pensare di risparmiare o accontentarsi. In realtà, **dovremmo ragionare non in termini di costi ma di investimenti**, perché dalla sicurezza delle reti pubbliche deriva la stabilità e la certezza della nostra vita quotidiana. Non è un film, ma potrebbe diventare un incubo.

 

di *Fulvio Giuliani*
