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title: Energia sovrana
description: L’energia ha a che vedere con la sovranità. Non si è padroni del proprio sistema produttivo se non si è sovrani nel produrre l’energia
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date: 2022-01-06
author: Davide Giacalone
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categories: [Società]
tags: [Ambiente, mondo]
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# Energia sovrana

![Energia sovrana](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Evidenza-sito-27.png)

L’energia ha a che vedere con la sovranità. Non si è padroni del proprio sistema produttivo se non si è sovrani nel produrre l’energia indispensabile per il mondo. Il pericolo consiste nel dipendere da chi ha interesse a minacciare e depotenziare la nostra sovranità.

**L’energia ha a che vedere con la sovranità.** Non si è padroni del proprio futuro, del proprio sistema produttivo, del proprio peso geostrategico se non si è sovrani nel produrre l’energia indispensabile a far **marciare il mondo nel quale viviamo**. La sovranità non è isolazionismo, che ne è semmai il rattrappirsi, l’accartocciarsi. La sovranità non è il chiudersi al resto del mondo, sicché non è minacciata dagli scambi commerciali, dallo scambio di beni e servizi. Ivi comprese le materie prime energetiche.

### l pericolo consiste nel dipendere da chi ha interesse a minacciare e depotenziare la nostra sovranità. Va visto in questa luce il tema dell’energia, non solo con il cuore ecologico e il portafoglio economico.

Non solo. È quella luce che aiuta a capire il **dibattito che si dispiega in Unione europea**. Mentre è curioso che qui da noi lo si consideri una specie di convegno per addetti ai lavori. Anche **Cina e India** riconoscono la necessità di andare verso **fonti energetiche che inquinino meno**, sebbene lo facciano con una tempistica diversa dalla nostra. Già provammo a far osservare, però, che non ha molto senso pensare d’essere i soli con il cuore verde e attribuire agli altri la colpa di sporcare perché, ad esempio, non solo chi sporcò siamo noi, il mondo più sviluppato, ma ancora oggi la **produzione di CO2 *pro capite*** è enormemente **più alta da noi che in India**.

Sicché è difficile spiegare che la colpa sia loro. Così come provammo a raccontare che gli **obiettivi del Green Deal** non si raggiungono pedalando anziché volare, ma correndo nell’innovazione tecnologica. Quella apertasi è una grande gara alla ricchezza, non al pauperismo bucolico.

Il tema immediato è come trasportare il nostro mondo dalle fonti attuali ai traguardi del **2050**. Tenuto anche presente che se il prezzo del gas aumenta lo si deve anche al fatto che milioni di abitazioni cinesi passano dal **carbone al gas**, talché dovremmo festeggiare quel che, però, ci costa. Senza dimenticare che la grande parte del **gas che consumiamo lo importiamo**, che è poi la ragione per cui la **Russia** insiste per aprire i rubinetti del nuovo gasdotto, a Nord, così aumentando il proprio fatturato, favorendo una discesa del prezzo ma anche una salita della sua influenza sull’Ue. I **tedeschi** ci stanno anche perché sono i soci di quel tubo, pur rendendosi conto delle controindicazioni politiche. È qui che la **Commissione europea**, giustamente – sollecitata dagli interessi francesi – tiene duro sul nucleare: in **Europa ci sono 105 centrali attive**, che generano il **25% dell’energia elettrica consumata**.

Noi italiani **ne importiamo per il 15%**, prodotta con il **nucleare**. Non abbiamo centrali, ma abbiamo il nucleare. Ci suicidammo come produttori, ma siamo lì come consumatori. Rinunciare, chiudere, sarebbe un **allargare all’intera Unione il suicidio italiano**. Non paragonabile al tedesco, perché loro hanno ancora centrali attive nel mentre predispongono il maggiore afflusso di gas. Il *mix*, l’avere diverse fonti, è la sola garanzia di sovranità. **Questo è il punto.**

Come sarebbe folle chiuderle, è insulso pensare che quelle centrali possano garantire il futuro. Oggi un **kilowattora prodotto da nucleare costa poco** anche perché la gran parte delle centrali sono vecchie, quindi ammortizzate. La loro età media, in **Francia**, è di 35 anni. Mentre investire nel nucleare – a parte i dieci anni necessari per la realizzazione (ci saremo anche fra dieci anni) – oggi significa avere un costo decisamente più alto. Quindi: il *mix* serve per la sovranità, **il gas perché è la meno sporca fra le fonti sporche**, mentre il futuro è assicurato da maggiori realizzazioni nelle **rinnovabili** e **investimenti nell’innovazione tecnologica**.

Vale per l’Ue, ma qui in Italia ci si deve anche chiedere se pensiamo d’essere solo consumatori o se preferiamo, come sarebbe saggio, partecipare alla gara tecnologica. Senza preclusioni, dall’atomico a fusione alle batterie, dall’idrogeno agli impianti delle rinnovabili. **Chi non partecipa non è uno spettatore, ma un escluso che ha già perso.**

 

Di *Davide Giacalone*
