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Erezioni senza tabù

Erezioni senza tabù

Una casa farmaceutica francese ha da poco lanciato sul mercato un gel a uso topico in grado di procurare un’erezione nel giro di dieci minuti

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Una casa farmaceutica francese ha da poco lanciato sul mercato un gel a uso topico in grado di procurare un’erezione nel giro di dieci minuti

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Una casa farmaceutica francese ha da poco lanciato sul mercato un gel a uso topico in grado di procurare un’erezione nel giro di dieci minuti

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Una casa farmaceutica francese ha da poco lanciato sul mercato un gel a uso topico in grado di procurare un’erezione nel giro di dieci minuti

Era il 1983 quando a Las Vegas, nel corso di una conferenza di urologia che trattava la disfunzione erettile, il professor Giles Brindley pensò bene di dare una dimostrazione pratica della cura da lui messa a punto. Sul palco, davanti a tutti, si calò i pantaloni e si iniettò nel pene una sostanza che gli fece avere un’erezione pressoché immediata e duratura. La singolarità della vicenda passò naturalmente alla storia – anche perché rappresentò a tutti gli effetti il primo farmaco che tentò una cura per il disturbo – mentre lo stesso non si poté dire per la sua scoperta, che non ottenne mai il via libera della Food and Drug Administration per via dei troppi effetti collaterali. Nel corso dei decenni furono molteplici gli studi e i tentativi di offrire una soluzione a un problema che ancora oggi non manca di suscitare scherno in chi ottusamente fatica a comprendere l’importanza di una vita sessuale soddisfacente. Quando nel 1999 arrivò una cura veramente efficace – con la famosa ‘pillola blu’, seppur non scevra di effetti collaterali – si poté parlare di una vera rivoluzione a livello mondiale, visto che la diffusione di patologie come il diabete, l’ipertensione e l’obesità (ma anche l’abuso di alcol) nel tempo hanno fatto aumentare vertiginosamente i disturbi sessuali maschili.

Ebbene, a 25 anni esatti dal lancio delle prime terapie per la disfunzione erettile, è probabile che si stia per assistere a una nuova svolta. Una casa farmaceutica francese ha da poco lanciato sul mercato un gel a uso topico in grado di procurare un’erezione nel giro di dieci minuti. Già venduto nel Regno Unito e in Belgio, da qualche giorno è disponibile in tutte le farmacie italiane (oltre che in quelle di Spagna, Francia, Portogallo e nel giro di qualche mese anche degli Stati Uniti). Rispetto alla ‘pillola blu’, il nuovo farmaco promette diversi vantaggi: non presenta effetti collaterali né interazioni con altri farmaci, non richiede prescrizione medica né di programmare con largo anticipo l’atto sessuale, avendo un’azione tanto rapida.

Se le promesse verranno mantenute, potremmo essere di fronte a una rivoluzione. Gli uomini che ne soffrono (circa tre milioni soltanto in Italia secondo la Società italiana di urologia) vivono i problemi di erezione con vergogna, trincerandosi nel silenzio, con ripercussioni sulla vita di coppia inimmaginabili. Una ricerca sociologica avviata dalla Società italiana di andrologia e medicina della sessualità e dall’Università di Pavia sta coinvolgendo medici, pazienti e altri partner per studiare la salute sessuale maschile «tra tabù e disinformazione». Tra questi figurano anche i Centri antiviolenza, poiché è stato infatti dimostrato come negli uomini affetti da disfunzione erettile siano frequenti atteggiamenti aggressivi: «Occuparsi di sessualità significa occuparsi di società, perché il sesso innesca una serie di circuiti positivi» spiega il professor Flavio Ceravolo, direttore della ricerca. «Gli uomini tuttavia fanno ancora molta fatica a parlarne perché per natura sono legati a quell’idea primordiale di egemonia che non li vuole deboli. Lo scoglio psicologico è tale che non ci si confida nemmeno con gli amici».

I dati ci dicono che mentre per le donne il ginecologo è la normalità fin dalla giovane età, l’andrologo e l’urologo sono figure che raramente affiancano gli uomini per via di questo alone di mascolinità tossica che permea soprattutto gli uomini più avanti nell’età. «Non ti si alza», «Non ti tira», «Ce l’hai piccolo» sono solo alcune delle frasi offensive utilizzate quando si vuole prendere in giro qualcuno.

Se è vero che per contrastare gli stereotipi di genere si sta lavorando molto, per mettere fine a questo tipo di linguaggio non si sta facendo proprio nulla. Per annullare certi tabù serve partire dal basso e in particolare dai giovani, dando vita a una rivoluzione che non sia solo di tipo farmacologico. Serve in particolare entrare nelle scuole con preparazione e con la giusta consapevolezza. A tal proposito l’Ordine degli psicologi e quello dei medici, per la prima volta insieme, hanno presentato pochi giorni fa in Senato il “Manuale per l’educazione sessuale e dei sentimenti”. Perché la questione non è identitaria, come prova a raccontarci qualcuno, ma soprattutto di salute e anche di buona vita.

Di Ilaria Cuzzolin

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