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title: Essere donna a Pompei
description: Una mostra ricostruisce come dovrebbe esser stata la vita quotidiana di una donna prima dell’eruzione che distrusse Pompei
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date: 2025-06-11
author: Valentina Monarco
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/essere-donna-a-pompei/
categories: [Società]
tags: [società, storia]
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# Essere donna a Pompei

![Pompei](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/UNA-FOTO-189-1024x639.jpg)

Una mostra ricostruisce come dovrebbe esser stata la vita quotidiana di una donna prima dell’eruzione che distrusse Pompei

**Hanno vissuto, amato, combattuto. Sono state schiave, matrone, prostitute e imprenditrici. Spose e madri.** Donne, soprattutto. **Sono le protagoniste di “Essere donna nell’Antica Pompei”, la mostra che svelerà ai visitatori la vita e le storie **dalle mille facce delle diverse donne che hanno popolato l’antica città sepolta nel 79 d.C. dall’eruzione del Vesuvio.

**Grazie all’eccezionale stato di conservazione delle architetture e dei reperti, Pompei rappresenta una finestra sempre aperta sulla comprensione degli aspetti più importanti della società dell’Antica Roma. **Con la mostra “Essere donna nell’Antica Pompei” (a cura di Francesca Ghedini e Monica Salvadori e in collaborazione con le Università di Padova, Salerno e Verona, fino al 31 gennaio 2026 nella Palestra grande di Pompei), a prendere la scena sono stavolta matrone, liberte, schiave, concubine con le loro rispettive vite in tutte le fasi cruciali, dalla nascita alla morte**. **

**Si ha quindi modo di conoscere Flavia Agatea, un tempo schiava, poi ricca liberta; Eumachia, imprenditrice della lana; Mamia, sacerdotessa pubblica; Nevoleia Tyche, schiava affrancata; Asellina, locandiera di successo; Giulia Felice, benestante proprietaria di un complesso termale; infine altre due schiave: la prima, Eutychis, probabilmente votata anche al piacere del padrone; la seconda, Amaryllis, dedita alla filatura**. Otto donne che nell’Antica Pompei vivevano, lavoravano, mandavano avanti case, famiglie, a volte commerci e botteghe.

**Attraverso affreschi, ritratti privati e funerari, manufatti e iscrizioni, non si fatica a immaginarle protagoniste attive nella vita quotidiana, tra gioie e dolori.** E se nelle prime sezioni si rompe il velo sulla vita privata delle donne, con gli impegni legati alla gestione domestica, la vita pubblica e lavorativa ha un ruolo di assoluto rilievo: donne libere e schiave si dedicavano a una varietà di mestieri, dalla filatura alla medicina, passando per la panificazione, la gestione di osterie e persino le arti magiche.

«**Il filo conduttore è quello di raccontare aspetti che vengono un po’ oscurati nella grande narrazione tradizionale**» spiega Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco archeologico di Pompei. «**Tra questi la vita delle donne, delle ragazze e delle bambine, segnata da violenza, schiavitù, a volte prostituzione e sfruttamento, ma anche dallo spazio che sono riuscite a conquistarsi. **Esistevano infatti anche imprenditrici, donne di potere, sacerdotesse con un posto importante nella società».

Figure che, con talento e impegno, hanno influenzato in maniera significativa la vita sociale ed economica della città. A dare loro un addio simbolico è lo spazio che racchiude le ultime tracce del passaggio in vita delle donne: **corredi e monumenti funebri che ne celebravano il ricordo tra i contemporanei.**

Per i visitatori un’ulteriore sorpresa: **la possibilità di assistere dal vivo al restauro di un rilievo funebre di una coppia** (un uomo e una donna)** affiorato nel corso di scavi recenti presso la necropoli di Porta Sarno**. Anche qui a catturare l’attenzione è la protagonista femminile, con l’aspetto nobile ed elegante di una sacerdotessa. Donne che ancora ci parlano, in questo caso letteralmente. La mostra conta infatti su un ulteriore elemento immersivo**: la possibilità di ascoltare *podcast* tematici disponibili sull’*app* **MyPompeii, con le tante storie di diverse donne realmente vissute nella città di Pompei.

di *Valentina Monarco*
