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La ragazza del Righi

Esuberanza spanzata

Una studentessa di 16 anni si è ripresa in classe facendosi un video su TikTok a pancia scoperta. Dopo le parole della prof.ssa, ritenute offensive, gli alunni dello stesso liceo hanno inscenato un flash mob in difesa della ragazza. La vera mancanza di rispetto si è verificata… ma a danno della docente.
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Esuberanza spanzata

Una studentessa di 16 anni si è ripresa in classe facendosi un video su TikTok a pancia scoperta. Dopo le parole della prof.ssa, ritenute offensive, gli alunni dello stesso liceo hanno inscenato un flash mob in difesa della ragazza. La vera mancanza di rispetto si è verificata… ma a danno della docente.
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Esuberanza spanzata

Una studentessa di 16 anni si è ripresa in classe facendosi un video su TikTok a pancia scoperta. Dopo le parole della prof.ssa, ritenute offensive, gli alunni dello stesso liceo hanno inscenato un flash mob in difesa della ragazza. La vera mancanza di rispetto si è verificata… ma a danno della docente.
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Una studentessa di 16 anni si è ripresa in classe facendosi un video su TikTok a pancia scoperta. Dopo le parole della prof.ssa, ritenute offensive, gli alunni dello stesso liceo hanno inscenato un flash mob in difesa della ragazza. La vera mancanza di rispetto si è verificata… ma a danno della docente.
Ebbene sì, ho appena rimosso qualcuno da quelli che eufemisticamente si chiamano ‘amici’ su Facebook. Lo faccio raramente perché attribuisco ai social una minima importanza nella vita reale, ma in questo caso si è trattato di una inutilmente aspra polemica nata dal caso della “ragazza del Righi”. Riassumo brevemente: una studentessa di 16 anni – durante un’ora di buco ma in presenza di una professoressa e dei suoi compagni – si è ripresa in classe con il cellulare facendosi un video su TikTok con la pancia scoperta. Accortasene, la professoressa l’ha apostrofata ricordandole che non era sulla Salaria, nota arteria romana battuta da signorine di facili costumi. Una mia ormai ex ‘amica’ di Facebook è naturalmente scesa lancia in resta in difesa della sedicenne maleducata, come hanno fatto del resto molti altri giovani e tutti gli alunni dello stesso liceo, inscenando un flash mob. “Violenza verbale”, “discriminazione sessuale”, “insulto” sono le colpe ascritte alla prof, per la quale è stata chiesta e ottenuta addirittura un’indagine disciplinare. La sedicenne invece, secondo la mia interlocutrice, è una santa che è stata ‘violata’ da quelle parole, come se a scuola non si andasse per imparare – anche a comportarsi – ma per fare quello che ci pare, quando ci pare, come ci pare. La mia ex ‘amica’ ritiene che la povera sedicenne sia stata umiliata e la cosa che la fa più arrabbiare è che molti si «ergano a difesa della professoressa». Siamo in presenza di un vero e proprio rivolgimento della morale e della logica. Era nientedimeno Nelson Mandela a dire che «l’educazione è il grande motore dello sviluppo personale. È grazie all’educazione che la figlia di un contadino può diventare medico, il figlio di un minatore il capo miniera o un bambino nato in una famiglia povera il presidente di una grande nazione». Presumo quindi che difficilmente la ragazza in questione diventerà mai presidente di alcunché, proprio perché nessuno avrà mai più il coraggio di dirle come ci si dovrebbe comportare in determinati consessi. La mia antagonista social ovviamente mi ha accusato di ipocrisia, replicando il trito slogan “Le donne si possono mettere quello che vogliono”. Certo che possono, quando vanno per strada o dove altro vogliano, ma non ovunque. A nessuno con la panza di fuori viene concesso di entrare in Parlamento, in chiesa, in una moschea, in una sinagoga o in un tempio buddista. Perché sono templi dove si celebrano dei riti. Anche la scuola lo è. È il tempio della conoscenza e a profanarlo non è stata certo la frase della professoressa esasperata dalla sua allieva ma la pertinace maleducazione di quest’ultima. Se alla scuola diamo tanto poco valore da ridurla a set per TikTok, per quello studente avrà sempre un misero valore. Peraltro, cosa vuoi dire a una che scambia una classe per una discoteca? La professoressa ha detto – in maniera molto più delicata – quello che avrebbero dovuto esclamare molti genitori nella medesima situazione. Se quelli della sedicenne in questione non lo hanno mai fatto, forse il problema vero sono loro, non lei né la prof. Sono perfettamente d’accordo che in questa storia ci sia stata una grave mancanza di rispetto: ma a danno della docente e non della ragazza che, vista la sollevazione di scudi in suo favore, non imparerà nulla dall’accaduto. In sua difesa vi è solo la sua età, sedici anni. Più grave mi appare la condizione della mia ex ‘amica’ di Facebook, che di anni ne ha il doppio.   di Ivo Mej

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