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title: Fantozzi tragico non in sé ma quando lo trovo in me
description: "Sono passati cinquant'anni da quando Paolo Villaggio pubblicò il suo primo libro, “Fantozzi”, il ragioniere archetipo del lavoratore umiliato."
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date: 2021-10-10
modified: 2021-10-09
author: Francesco Rosati
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/fantozzi-tragico-non-in-se-ma-quando-lo-trovo-in-me/
categories: [Società]
tags: [adolescenti, comicità]
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# Fantozzi tragico non in sé ma quando lo trovo in me

![Fantozzi tragico non in sé ma quando lo trovo in me](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Evidenza-sito-14-1.png)

Sono passati cinquant'anni da quando Paolo Villaggio pubblicò il suo primo libro, “Fantozzi”, il ragioniere che ancora oggi è l’archetipo del lavoratore perennemente umiliato. Ma siamo proprio convinti che Fantozzi Ugo sia uno sconfitto cronico?

Nel 1971 **Paolo Villaggio** pubblica il suo primo libro, **“Fantozzi”**. Aveva iniziato a scrivere di questo ‘uomo senza qualità’ nel **1968**, quando le **piazze** gridavano immaginazione al potere, potere al popolo, tutto e subito. Sono gli anni della contestazione, della divisione manichea tra servi e padroni, tra impegno e leggerezza e che finiranno per sporcarsi con qualche piombo di troppo.

Pubblicato da **Rizzoli**, il libro vende **un milione di copie** e si guadagna **20 ristampe**, mentre nel cassetto sta già attendendo il suo turno **“Il secondo tragico Fantozzi”**. Il resto è storia: dieci film e un nome che è diventato aggettivo, filosofia, sberleffo. Sono passati cinquant’anni da quella prima pubblicazione e il nostro **ragioniere** è ancora **l’archetipo del perennemente umiliato**, il tragico eroe che pur conoscendo il proprio destino corre disperatamente verso una catastrofe annunciata. L’eterno sconfitto, vessato dai capi, con amori che non strizzano l’occhio alla perseveranza, con gratificazioni stile **Godot** che non arriveranno mai.

### Ma siamo proprio convinti che Fantozzi Ugo sia uno sconfitto cronico mentre chi ride delle sue disavventure, anche adesso, sia un figo da invidiare e senza alcun disagio? Non si direbbe.

Da una recente ricerca dell’**Unicef** emerge che **un adolescente su sette** soffre di un **disturbo mentale** diagnosticato e che un giovane su 5 (tra i 15 e i 24 anni) ammette di sentirsi **depresso** e di avere poco interesse per le attività che svolge. Viene da chiedersi quale società stiamo costruendo per le future generazioni. Il presente regala stereotipate pose di superomismo, porzioni di vita idealizzata da vendere al miglior offerente.

### Il disagio non è mai contemplato, il fisico è un ingranaggio da mortificare con estenuanti sedute di allenamento, gli obiettivi sono tutti a prova di social.

Questa ostentata costruzione del personaggio perfetto in realtà non regala grandi vittorie ma nasconde paura, insofferenza e insicurezza patologica. Converrebbe forse recuperare il Fantozzi che è in noi, sia pure senza mutandoni ascellari, giacche oscene e baschi vetusti. Sarebbe sufficiente la **consapevolezza fantozziana** dei propri limiti, delle proprie mediocrità, della voglia di provarci comunque perché, prima o poi, i **92 minuti di applausi** arrivano.

 

Di *Francesco Rosati*
