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title: Favole, miti e sensibilità
description: Fra favole, miti e sensibilità, bisognerebbe stare attenti a non picconare alcuna delle fondamenta del pensiero occidentale
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date: 2024-01-14
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/favole-miti-e-sensibilita/
categories: [Società]
tags: [Evidenza, politically correct]
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# Favole, miti e sensibilità

![favole sensibilità](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Evidenza-sito-798.jpg)

Fra favole, miti e sensibilità, bisognerebbe stare attenti a non picconare alcuna delle fondamenta del pensiero occidentale

Non sparate sulla pianista. **Paola Cortellesi ha tenuto un ormai ben noto discorso dai toni volutamente femministi** (si può dire?) **all’Università Luiss di Roma**, usando l’arma dell’ironia sferzante nei confronti di alcune delle fiabe più famose della storia,** da Cenerentola a Biancaneve**. **Ha giocato a trovare gli stilemi maschilisti**: dalla scarpetta di Cenerentola a Biancaneve impegnata a fare da ‘cameriera’ ai sette nani, fino al leggendario bacio del principe che la risveglia e così andare.

**Detto che a massacrare per primo lo spirito originario di queste fiabe è stato** – come qui ricordato di recente da Davide Giacalone –** il signor Walt Disney** edulcorandole oltre ogni limite, il punto non è urlare allo scandalo o eleggere l’attrice e regista dei *record* di “C’è ancora domani”** a nuova paladina della lotta al *gender gap***. **Bisognerebbe più semplicemente, si fa per dire, stare attenti a non picconare alcuna delle fondamenta del pensiero occidentale.** Non vogliamo tenere qui una lezione o un mini-simposio, però bisognerà pur decidersi a fare la pace con un principio di assoluta banalità:** esistono le epoche e sono esistite sensibilità così diverse da far apparire oggi insostenibili certi concetti un tempo pacifici.** È sempre stato e sempre sarà così, nell’infinito gioco dell’evoluzione sociale e culturale. **Con la non irrilevante differenza che nella nostra era tutto è cominciato a mutare a velocità un tempo inconcepibile, finendo per mettere fuori gioco interi paradigmi in un decennio quando un tempo erano necessari 100 anni.**

Facciamo dunque un bel respiro e sforziamoci di contestualizzare sempre e comunque racconti, messaggi e ancor più le morali. Ricordo che a scuola – ho frequentato un liceo cattolico – **ci veniva accuratamente oscurata la passione omosessuale fra Achille e Patroclo perché disdicevole per la nostra mentalità, non certo per quella omerica**. Un’omissione dettata dai tempi, così come allora nessuno si sarebbe mai meravigliato del ruolo assegnato al principe nelle favole. **Su tutti il *deus ex machina* in Biancaneve, che arriva con il suo semplice bacio a risolvere la questione**. Ciò detto, la sostanziale inutilità del personaggio non è che non ci fosse ben chiara anche allora: tutta la simpatia e la partecipazione emotiva erano per la giovane vittima della matrigna megera, **mentre il principe era intuitivamente soltanto un espediente narrativo.**

Con questo vogliamo sostenere che non ci sia un tema di adattamento alle mutate sensibilità? **Certo che no, ma siamo convinti che sia molto più utile mostrare ai ragazzi** – ma anche a non pochi adulti un po’ distratti – **come un tempo si pensava, parlava e narrava**. Abbiamo visto non so quante volte trasmettere “Via col vento” ancora nel doppiaggio originale, con la Mami (primo premio Oscar della storia a un’interprete di colore, Hattie McDaniel, che partecipò alla premiazione scortata e in una zona segregata per neri, tanto per dare un’idea) che parlava come nelle barzellette più stupide di un tempo. **Ricordiamo anche Totò “Black Face” e tutto questo risulta istruttivo per sottolineare la strada percorsa, le conquiste raggiunte e il tanto ancora da fare.**

La sensibilità con cui – per fortuna! – dobbiamo oggi fare i conti impone a tutti un approccio molto più ragionato e ‘pensato’ a qualsiasi genere di contenuto, in particolar modo a quelli legati a mondi superati. **Un approccio ragionato non dovrebbe però mai essere un colpo di spugna sulla nostra memoria collettiva.** Per millenni Ulisse e Achille ci hanno aiutato a crescere, a prendere contatto con la vita e i suoi misteri. Non è che ora vi possiamo rinunciare, magari perché nessuno si sognerebbe di tratteggiare un personaggio femminile come Penelope. Tutt’altro che sottomesso, peraltro. **Le favole di Esopo e quelle dei fratelli Grimm sfuggono al conteggio del tempo e sopravvivranno a qualsiasi furia iconoclasta di passaggio, anche perché non esiste genitore pensante che non sappia modulare e modellare.** Come sempre accaduto nell’eterno *circle of life*.

di *Fulvio Giuliani *

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