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title: Faziosità virale
description: A diffidare sui vaccini e a non sopportare i limiti alla libera circolazione, sono ambienti di destra come di sinistra.
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date: 2021-11-18
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/faziosita-virale/
categories: [Società]
tags: [Italia, politica, società]
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# Faziosità virale

![Faziosità virale](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/sito-faz.png)

La pandemia morde dolorosamente. A diffidare sui vaccini e a non sopportare i limiti alla libera circolazione, sono ambienti di destra come di sinistra. Fatto è che le loro idee devono essere civilmente discusse.

**La pandemia è qui e morde dolorosamente.** In Germania le cose si mettono male. Almeno si stia attenti a non contagiare il *virus* con la faziosità, anche perché difficilmente sarebbe lui a morirne. **Il *****virus***** non è né di destra né di sinistra.** Ad avere scelto la strada dei vaccini e della prevenzione anche con (fastidiosi) limiti alla mobilità personale sono tutti i governi del mondo, compresi quelli che provano ad affrancarsi dai secondi, come quello inglese. Questi ultimi, aggiungiamo Israele, allentano le restrizioni puntando sui vaccini e anticipando la terza dose. Fra tutti vi sono governi di destra e di sinistra. **A diffidare dei vaccini e a non sopportare i limiti alla libera circolazione, considerandoli un sopruso, sono ambienti di destra come di sinistra.**

Nell’ambito della civiltà, per restare alle cose di casa nostra, a opporsi alle scelte fatte ci sono quotidiani come “La Verità” ed esponenti della cultura come Massimo Cacciari e Giorgio Agamben, che troviamo normale considerare di destra e di sinistra. Come vi sono, su quel fronte, sensibilità liberali. Lo sforzo costante di chi ami il dialogo e il confronto è quello di provare a capire le idee che non si condividono, ma confesso, in questi casi, di fare fatica a razionalizzare come certe cose possano uscire da penne e bocche di persone che, al di là delle diverse opinioni, dovrebbero essere ragionevoli. Ma è un problema mio. **Fatto è che le loro idee devono essere civilmente discusse. Il che non avviene o, almeno, non avviene come dovrebbe. E questa è una faccenda che trascende il *****virus*.**

Intanto c’è un eccesso di sensibilità, ingenerata dalla convinzione delle parti d’incarnare il bene in una contesa morale. Cosa priva di fondamento. Procediamo tutti passo dopo passo ed è normale che ciascuno valuti diversamente il valore di questo o quel pericolo, ma, almeno, ci si dovrebbe riconoscere il reciproco desiderio di trovare il modo migliore per affrontare il problema. E, già che ci siamo, imparare a cronometrare: **c’è gente che conciona fisso in televisione e riempie paginate e lamenta di non avere lo spazio per esporre le proprie idee**. Quello squilibrio percettivo è acuito dal modo in cui dibattiamo, avendo eletto il teleschermo a sostituto della piazza e avendo i conduttori televisivi un interesse più alla rissa che all’esposizione. La prima fa *audience*, la seconda fa noia. Non bastasse questo, di quelle trasmissioni si isolano frammenti di massimo un paio di minuti – puntualmente scegliendo quelli con scontri – e li si diffonde al fastidioso mondo dei copiaincollisti, che li erigono a sincopata verità. In quelle condizioni argomentare non è difficile (anzi), ma inutile.

Poi ci sono i violenti, di destra e di sinistra. E questi si condannano. Senza mezze misure. E non mi pare avvenga con la necessaria chiarezza. Il che è preoccupante, come se avere un compagno o un camerata in più sia da anteporsi alla sua ripugnanza. **Non c’è nulla d’innocente in quella bieca faziosità, perché su qualsiasi forma divisiva e qualsiasi tema che serva a spappolare** – del tutto a prescindere dal sostenere una cosa o il suo opposto (gliene importa nulla) – **sono pronte a intervenire le armate digitali foraggiate da chi non vede l’ora di far crollare il mondo della libertà.** E non la vedrà.

Un’ultima cosa: negare (come nego) il collettivismo non significa cancellare la collettività e i suoi interessi. Da che esistono i vaccini sono una profilassi che difende l’individuo e la collettività. E no, **non esiste il diritto individuale di mettere a rischio la collettività**. Senza che questo sia collettivismo. Ma non per questo è legittimo sostenere che chi non si vaccina sia uno stragista, come non lo è sostenere che sia un libertario.

A quelli che, per argomentare la loro posizione, non sanno rinunciare all’uso di concetti come ‘dittatura’ e citazioni di Hitler e Stalin suggerisco: prendeteli come sintomi del fatto che state dicendo una bischerata. A quelli che evocano la Shoah vada il disprezzo.

di *Davide Giacalone*
