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title: "Femminicidi: la radice del problema è culturale"
description: "Ben vengano l'inasprimento delle pene per i Femminicidi, ma senza perdere di vista l'origine del problema. Che è dannatamente culturale "
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date: 2022-07-18
author: Ilaria Cuzzolin
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/femminicidi-la-radice-del-problema-e-culturale/
categories: [Società]
tags: [Evidenza, figli, società]
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# Femminicidi: la radice del problema è culturale

![Femminicidi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/07/Evidenza-sito-26-1.jpg)

Ben vengano l'inasprimento delle pene per i Femminicidi, ma senza perdere di vista l'origine del problema. Che è dannatamente culturale

**In più di un’occasione mi è capitato di incrociare lo sguardo di un assassino**. Ammetto che dopo un po’ ci si fa l’abitudine ma gli occhi di **Roberto G.** non riesco proprio a dimenticarli. **Sarà che eravamo quasi coetanei**: io 22 anni, lui 17; sarà che, mentre piangeva disperato,** continuava a fissarmi quasi a cercare in me un moto di pietà**. Da un paio d’ore aveva ucciso l’ex fidanzatina sedicenne e per questo era stato portato al commissariato di Sesto San Giovanni (MI), dove io – stagista per una tv locale – **ero riuscita a intrufolarmi grazie all’ingenuità di un poliziotto.**

Era una fredda giornata di febbraio del 2001 e quel ragazzo, durante la ricreazione, aveva reciso con un fendente la carotide di Monica T. nel cortile del Liceo “Erasmo da Rotterdam”, proprio a sinistra dell’ingresso, dove campeggiava un’enorme chiazza di sangue. **All’epoca non era ancora stato coniato il termine “femminicidio”** **ma la notizia fece comunque scalpore perché era stato violato un luogo sacro come la scuola**. Oggi Roberto G. si sarà fatto una sua vita. Monica T. questa seconda occasione non l’ha avuta e da 21 anni ‘riposa’ dentro una bara.

**Due decenni dopo la situazione non è cambiata.** La storia della ragazzina di **Napoli**, **che a soli 12 anni rimarrà sfregiata a vita perché il fidanzatino di 16 non accettava la fine della loro relazione**, mi ha fatto tornare in mente lo sguardo di chi – sempre troppo tardi – capisce di aver compiuto l’irreparabile in nome di un amore cieco, **che vede nella donna una proprietà**. Non c’entrano l’età, l’epoca, il livello culturale, il Nord e il Sud. Questo è un ‘virus’ trasversale. **Eppure l’antidoto sarebbe tanto semplice**: basterebbe insegnare ai propri figli il rispetto, spiegare loro che non sempre si ha ciò che si vuole. E invece i genitori sembrano più smarriti dei figli. **Qualcuno gli dica che non è normale che una bambina di 12 anni sia già fidanzata con uno di 16 e che gironzoli per le vie di Napoli a tarda notte**.

**Chi ha il dovere di tutelare queste bambine e ragazze se non lo Stato**? Ben vengano il Codice Rosso, i vari braccialetti elettronici, l’inasprimento delle pene ma questi sono solo palliativi se non si va alla radice del problema. Che è solo dannatamente culturale. **Per sradicare convinzioni dure a morire, serve entrare con maggior efficacia nelle scuole e nelle case, attraverso campagne di sensibilizzazione che diano il buon esempio a chi, questo esempio, non ce l’ha**.

In un mare di «No!» mai detti, di contro c’è una grossa fetta di genitori che di «No!» ne dice fin troppi, anche quando a un certo punto dovrebbe dire «Sì». «Non ci fidiamo, con quel che si sente in giro» si difendono, senza rendersi conto di condannare i propri figli a un futuro da bamboccioni. **Basti pensare che, a settembre, molti dei quindicenni che inizieranno le superiori non avranno mai preso la metropolitana da soli.** E no, non è normale neanche questo.

di *Ilaria Cuzzolin*
